Mozambico: un Paese alla ricerca di know-how

Mozambico: un Paese alla ricerca di know-how
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19 Giugno 2017
Categoria: Focus Paese
Paese:  Mozambico

Il Mozambico è un Paese che, sebbene sia stato lacerato da una guerra civile molto dolorosa, è riuscito a trovare una certa stabilità (anche se le tensioni sono tutt’altro che scomparse). Anche l’economia locale ha compiuto degli indubbi passi in avanti dal momento che nell’ultimo ventennio il tasso di povertà si è sensibilmente ridotto: dal 69 a meno del 50 per cento. La buona notizia per le PMI italiane è che Maputo rimane alla ricerca di know-how e competenze che possano fornire una spinta ulteriore al suo processo di sviluppo.

Ex colonia portoghese indipendente dal 1975, il Mozambico è, oggi, una Repubblica semipresidenziale con una popolazione di oltre 25 milioni di abitanti di lingua portoghese. La capitale Maputo si trova nell’estremo sud del Paese, vicino al confine con il Sudafrica.

Dalla fine della guerra civile, nel 1992, il Mozambico ha conosciuto un periodo di forte crescita economica (mediamente del 7% annuo), grazie anche all’attuazione di riforme del mercato interno che hanno favorito gli investimenti esteri, anche grazie alla concessione di importanti aiuti finanziari internazionali.

Tra questi si annoverano linee di credito da parte di banche internazionali per 1,2 miliardi di dollari ed un bond da 727 milioni di dollari collocato per finanziare le tonnare locali. Quest’ultimo investimento si è rivelato poco redditizio tanto da portare il Paese al default nel febbraio del 2016 e costringere il governo centrale a negoziare il salvataggio con il FMI.

La dipendenza finanziaria dall’estero è all’origine di una politica estera pragmatica volta a mantenere buoni rapporti sia con i finanziatori internazionali, sia con i partner regionali.

In quest’ottica la firma nel 2016 dell’Accordo di Partenariato Economico (APE) tra la UE e i Paesi SADC (Mozambico, Sudafrica, Swaziland, Lesotho, Botswana, Namibia) rappresenta un importante passo verso l’integrazione economica e commerciale (primo caso del genere tra una regione africana e l’Unione Europea).

L’Italia è uno dei partner privilegiati del Mozambico in particolare da quando nel 1992 il nostro Paese ha svolto il ruolo di mediatore nei negoziati che portarono alla fine della guerra civile ed alla ratifica degli Accordi di Roma. Di recente, poi, i rapporti tra i due Paesi si sono intensificati in seguito alla scoperta da parte di ENI di un importante giacimento di gas naturale.

Attualmente, commercio e servizi rappresentano il 47% del PIL. Tuttavia, la maggior ricchezza del Paese è rappresentata dalla ingente disponibilità di materie prime come carbone, titanio, grafite e pietre preziose, ma in particolare di gas naturale che determina in maniera importante l’andamento dell’economia.

Al momento il Paese è impegnato in negoziati di pace tra le forze governative e quelle di opposizione in seguito ad un lungo periodo di tensioni politico-militare. La fase distensiva iniziata nel 2016 troverà, probabilmente a breve la sua completa realizzazione grazie alla ratifica definitiva degli accordi di pace.

Opportunità per il Made in Italy

Cosa più unica che rara il Mozambico consente alle società straniere di detenere il 100% del capitale di società di diritto locale ed, inoltre, permette il rimpatrio di utili, dividendi ed interessi.

Le maggiori opportunità per le imprese italiane che volessero avviare un’attività di internazionalizzazione in Mozambico (dove attualmente l’export italiano ammonta a 400 milioni di euro) sono nel settore dello sfruttamento delle risorse naturali, nel turismo e nell’edilizia.

Risorse naturali: il Mozambico è ricco di gas naturale, carbone, grafite, titanio e pietre preziose. In particolare il gas naturale è sotto la lente di ingrandimento degli investitori internazionali: l’ENI, insieme alla statunitense Anadarko, si è aggiudicata lo sfruttamento di un grosso giacimento nel bacino di Rovuma, mentre per quanto riguarda il carbone il Paese è avviato a diventare uno dei maggiori produttori mondiali.

Energia elettrica: nonostante il Mozambico disponga di enormi quantità di risorse energetiche non è, però, dotato delle necessarie infrastrutture per la distribuzione di energia sull’intero territorio. È in fase di progettazione la cosiddetta “spina dorsale”: ovvero la rete che porterà energia in tutto il Paese. La realizzazione incontrerà parecchie difficoltà vista la situazione economica del Paese, ma in prospettiva rappresenta sicuramente un’interessante opportunità di investimento.

Costruzioni: discorso molto simile a quello dell’energia anche per il settore delle costruzioni. Come spesso capita, la forte crescita economica di un paese mette in evidenza le carenze infrastrutturali. Anche questo settore rappresenta un’opportunità in prospettiva.

Turismo: grazie a spiagge incontaminate e un mare cristallino, il turismo ha un’enorme potenziale di sviluppo. Il governo ha già individuato le aree del Paese in cui realizzare nei prossimi anni le strutture necessarie all’accoglienza dei turisti.

Macchinari ed apparecchiature: macchine tessili, agricole, per la lavorazione dei materiali, per l’imballaggio, etc. hanno grande mercato in Mozambico in quanto il Paese non è in grado di produrli autonomamente. I macchinari made in Italy sono particolarmente apprezzati per il loro elevato contenuto tecnologico.

I rischi

I rischi maggiori per l’economia locale derivano non solo dallo stato delle finanze pubbliche e dalla dipendenza dall’estero, ma anche dall’andamento del prezzo del gas naturale sui mercati esteri e dai ritardi nella realizzazione di infrastrutture urbane e per il trasporto che limitano fortemente la movimentazione delle merci.

Se a questo si aggiunge un debito pubblico al 130%, un’inflazione elevata che desta non poche preoccupazioni e le tensioni politico-militari tra il governo e l’opposizione, il rischio è che la situazione sfoci nuovamente in forti tensioni popolari.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Francesco Bromo, redazione@exportiamo.it

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