Esportare in Russia: fra sanzioni e certificazioni

Esportare in Russia: fra sanzioni e certificazioni
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12 Settembre 2017
Categoria: Dogane e trasporti
Paese:  Russia

La Russia è un mercato che offre meravigliose opportunità alle imprese italiane ma fra le problematiche più frequenti spicca quella relative alle procedure doganali.

Come è noto, per le imprese comunitarie, esportare beni all’interno della Federazione Russa non è affatto semplice non solo a causa delle complicate procedure che devono essere seguite ma anche in conseguenza delle sanzioni economiche che sono state prorogate fino al 31 giugno 2018.

Le sanzioni riguardano dei settori economici specifici (finanziario, energetico, difesa e beni a duplice uso) ma su altri settori vigono una serie di dazi che disincentivano il commercio con Mosca.

Dunque in funzione della tipologia delle merci sono previste alcune tipologie di dazi (specifici, ad valorem, misti) ma, più in generale, è bene tenere a mente che:

le merci originarie dei Paesi membri dello CSI sono esenti da dazi;

• le merci originarie dei Paesi nei confronti dei quali la Federazione Russa applica la clausola della “nazione più favorita” sono assoggettate ai dazi della tariffa base. Circa 150 Paesi beneficiano di tale trattamento, compresi i Paesi della Ue;

sulle merci originarie dei Paesi in via di sviluppo vige un dazio pari al 75% della tariffa base mentre su alcune merci originarie dei 47 Paesi più poveri sono ammesse a godere della completa esenzione da dazi;

• alle merci originarie dei Paesi diversi da quelli sopra indicati vengono applicati dazi pari al doppio della tariffa base.

Alle imprese europee che vogliano sapere quali sono i dazi che vengono applicati per ogni categoria merceologica (sono circa 350 i prodotti comunitari a cui si applicano i dazi) si consiglia di consultare il seguente sito web: madb.europa.eu.

Dogane in Russia

I soggetti interessati ad importare merce in Russia devono compilare una dichiarazione d’importazione che può essere completata in forma cartacea od elettronica.

Il dichiarante in dogana deve essere un soggetto russo ed in particolare una persona fisica o giuridica residente in Russia o soggetto non residente registrato ai fini fiscali nella Federazione Russa.

I soggetti non residenti, per la presentazione della dichiarazione doganale, si devono rivolgere a un broker doganale e cioè a un soggetto abilitato a prestare servizi doganali a favore di terzi.

Molto importante ricordare che per i principali prodotti dell’export italiano è richiesta l’esibizione di documenti certificativi (certificato o dichiarazione di conformità alle norme russe) in tema di tutela del consumatore e di sicurezza.

In particolare per alcune categorie di prodotti (macchinari, abbigliamento, mobili, prodotti agroalimentari, ecc.) si richiede il certificato EAC, che rappresenta l’abbreviazione di EurAsien Community, che viene rilasciato da un organismo di certificazione dell’Unione economica euroasiatica e con il quale si attesta la conformità di un determinato prodotto ai requisiti essenziali di sicurezza applicabili a tale prodotto.

Il costo della certificazione dipende dalla categoria merceologica, dal numero di prodotti o categorie da certificare e dalla tipologia di produzione che può essere in serie o su lotti e va specificato che, per alcune merci, potrebbero essere necessari uno o più tipologie di certificati poiché ad ogni codice doganale corrisponde una procedura differente.

Inoltre la dichiarazione di conformità EAC deve essere rilasciata sulla base di un rapporto di prova (check list dei requisiti essenziali di sicurezza) e può essere depositata direttamente dal soggetto abilitato o tramite un Ente di certificazione accreditato.

Le certificazioni possono essere rilasciate da Enti accreditati dal Servizio Federale per l’Accreditamento: sul sito ufficiale del Servizio Federale (Rosakkreditatsiya) è disponibile un registro degli enti di certificazione e l’indicazione del settore di accreditamento di ognuno di essi.

Le novità

Il Servizio Doganale Federale ha intenzione di creare, entro il 2020, un sistema di controllo completamente automatizzato che, una volta a regime, dovrebbe far sensibilmente calare l’importanza del ruolo dei doganieri nei controlli.

Questo sistema permetterà di tracciare le merci per tutta l’Unione eurasiatica (l’unione economica fondata nel 2015 ed attualmente composta da Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Armenia) e sarà così strutturato: all’arrivo della merce si attribuirà un numero alla dichiarazione doganale, il quale identificherà la tipologia e la modalità di registrazione.

Sarà poi anche possibile utilizzare il sistema di controllo automatizzato per l’IVA, per il quale bisognerà codificare determinati tipi di prodotti in modo che vengano registrati dall’Agenzia delle entrate russa (FNS).

Questo nuovo procedimento dovrebbe aiutare a combattere le purtroppo diffuse modalità di abbattimento del valore doganale e dello sdoganamento della merce fatto utilizzando voci doganali non corrette.

In poche parole, quello che ci si aspetta è che entro il 2020 le procedure per lo sdoganamento della merce in Russia siano decisamente semplificate, pur prevedendo il mantenimento di un sistema di controllo efficiente.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

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