Russia: oltre le sanzioni l'opportunità è dietro l'angolo

Russia: oltre le sanzioni l'opportunità è dietro l'angolo
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29 Settembre 2017
Categoria: Exportiamo incontra
Paese:  Russia

La ripresa economica di Mosca non deve essere sottovalutata anche perché le istituzioni russe sono molto ben disposte nei confronti degli investimenti stranieri. Questo è il messaggio chiave dell’intervista con l’Ambasciatore Italiano a Mosca, Cesare Maria Ragaglini, che ha voluto anche evidenziare come i nostri competitor, europei e non, non stiano perdendo tempo.

Ci delineerebbe un breve quadro economico delle prospettive economiche di Mosca?

Dal 2014 la Russia ha attraversato una fase molto difficile sul piano economico, determinata essenzialmente dalla crisi del prezzo del petrolio. Il Governo e la Banca Centrale hanno tuttavia dimostrato di saper gestire, sia sul piano macroeconomico sia su quello finanziario, questo frangente, al punto che quest’anno l’economia russa è tornare a segnare una crescita. La recessione ha inoltre spinto le Autorità a ripensare il modello di sviluppo sinora adottato, fortemente dipendente dalle risorse energetiche, avviando una politica di “sostituzione delle esportazioni”, che altro non è che una strategia di localizzazione delle produzioni attraverso il riammodernamento dell’apparato industriale. Un simile processo apre grandi opportunità per le aziende italiane, che possono portare valore aggiunto alle produzioni in termini di know-how e tecnologie.

In che misura le sanzioni economiche possono costituire un minaccia per l’export di prodotti italiani in Russia?

Le sanzioni europee e le contromisure russe hanno contribuito alla diminuzione del nostro interscambio commerciale. Ricordo però sempre che esse sono limitate ad alcuni settori specifici e, quindi, non possono costituire un alibi per non investire in Russia. Anzi, alla luce dei programmi avviati dal Governo russo, credo sia fondamentale guardare a questo mercato con un’ottica depurata dal tema delle sanzioni e focalizzata invece sulle sue rinnovate opportunità. Diverse aziende italiane lo hanno fatto e ne hanno tratto beneficio e i nostri concorrenti, europei e non, non stanno certo perdendo tempo.

Come procede l’interscambio commerciale fra Mosca e Roma e quali sono i prodotti italiani maggiormente apprezzati dalla popolazione locale?

Dopo due anni di forte contrazione, l’interscambio è tornato a crescere, in parallelo con l’uscita dalla recessione dell’economia russa. Alimentare e Made in Italy sono naturalmente apprezzatissimi dalla popolazione, ma sono anche molto richieste le tecnologie, soprattutto nel settore della meccanica, per le quali le nostre aziende sono conosciute in tutto il mondo.

Quali sono le caratteristiche peculiari del consumatore russo? Ci sono degli elementi in particolare che influenzano le loro decisioni di acquisto?

Il marchio Italia gode, in Russia, di un netto vantaggio comparativo rispetto agli altri Paesi. È noto che i russi nutrono un’attrazione e un amore verso l’Italia e la cultura italiana che forse non ha eguali. Esiste quindi un bonus di “simpatia” verso il nostro Paese di cui un’azienda italiana può beneficiare. Senza dimenticare che il consumatore russo, in generale, ha una buona propensione alla spesa.

Qualora si volesse realizzare una partnership con un soggetto locale, quali regole della cosiddetta “business etiquette” sarebbe opportuno tenere presenti?

Tre suggerimenti: leggere la guida “Investire in Russia”, disponibile sul sito internet dell’Ambasciata, che contiene, in maniera sintetica, le informazioni necessarie per orientarsi sul mercato; rivolgersi alle istituzioni del Sistema Italia in Russia, ossia Ambasciata, ICE e associazioni imprenditoriali; ricercare un partner solido e affidabile in Russia e non affidarsi al primo interlocutore incontrato o intermediario.

In questa fase consiglierebbe alle PMI italiane di investire in Russia? Se sì, in quali settori?

Consiglierei di farlo e di farlo rapidamente, cogliendo questa finestra di opportunità favorevole. Le istituzioni russe sono infatti molto aperte agli investimenti stranieri, che vengono facilitati con una serie di importanti incentivi fiscali e non. I settori che mi sembrano particolarmente promettenti, in questo momento, per i nostri investimenti sono l’agroindustria, la meccanica e il sanitario ospedaliero.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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