Australia: un Paese che ospita (quasi) 1 milione di persone di origine italiana

Australia: un Paese che ospita (quasi) 1 milione di persone di origine italiana
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06 Ottobre 2017
Categoria: Exportiamo incontra
Paese:  Australia

Con Antonietta Baccanari, Direttore ICE di Sydney, abbiamo analizzato lo stato delle relazioni commerciali italo-australiane ed le principali opportunità che si aprono alle imprese nostrane interessate ad un mercato tanto lontano quanto promettente.

Come si sono evolute nel tempo le relazioni economiche (focus su dati interscambio commerciale) fra Italia ed Australia?

L’Australia rappresenta il quinto mercato di esportazione italiano nell’area dell’Asia/Oceania (dopo Cina, Hong Kong, Corea del Sud e Giappone) ed è inoltre il Paese dell’area Asia/Oceania con cui l’Italia registra il più elevato saldo positivo della bilancia commerciale. Nel 2016 il valore delle importazioni australiane dall’Italia sono ammontate a 3,97 mld Euro, in lieve aumento dell’1% rispetto al 2015, con una quota di mercato dell’Italia pari al 2,32% (era il 2,18% nel 2015), mentre le esportazioni australiane sono ammontate a 466 mln. Euro. L’Italia è l’11° Paese fornitore dell’Australia ed il 3° tra i Paesi fornitori Europei, dopo Germania e Regno Unito e davanti a Francia (1,77%) e Svizzera (1,25%). Tra i principali prodotti esportati dall’Italia in Australia, il settore dei macchinari continua ad essere la voce più significativa, seguito dai prodotti alimentari e bevande, autoveicoli, prodotti farmaceutici, apparecchiature elettriche, aeromobili, prodotti dell’ottica, calzature e pelletteria.

L’Italia e l’Australia hanno due sistemi economici pienamente complementari. L’Australia ha ingenti risorse minerarie ed energetiche e vanta un sistema finanziario e bancario competitivo, laddove l’Italia ha una grande industria manifatturiera, l’unico settore nel quale l’Australia, a causa degli eccessivi salari e costi di produzione, non appare competitivo. L’Australia, nonostante le dimensioni ridotte del mercato (24 milioni di abitanti), è quindi un partner di primissimo piano per l’Italia. I fattori che mettono in luce l’Australia in tale contesto sono principalmente, da un lato, il livello di ricchezza del Paese rispetto all’intera area geografica di riferimento (Prodotto Interno Lordo e reddito procapite), dall’altro la propensione all’import determinata da un livello assai sostenuto della domanda interna e da una riduzione del peso dell’industria manifatturiera locale.

Le esportazioni italiane nel Paese sono più che raddoppiate nell’ultimo decennio grazie alla forte espansione economica del Paese e dei consumi, ma vi sono tuttora ampi margini di miglioramento dei nostri rapporti bilaterali in campo commerciale, tenuto conto che le nostre esportazioni verso l’Australia rappresentano solamente circa l’1% sul totale e il grado di penetrazione dei prodotti italiani è tra l’altro molto disomogeneo.

Quali sono le caratteristiche dei consumatori australiani? Ci sono degli elementi in particolare che influenzano le loro decisioni di acquisto?

Il consumatore australiano evidenzia una notevole capacità di spesa congiunta ad una bassa propensione al risparmio. Grande attenzione viene rivolta dal consumatore australiano verso l’e-commerce con un trend continuo di crescita degli acquisti effettuati on line. I principali prodotti acquistati on line sono abbigliamento, alimenti ed alcolici, elettronica e computer, hobby e giochi ed elettrodomestici.

Qualora si volesse realizzare una partnership con un soggetto locale quali regole della cosidetta “Business Etiquette” sarebbe opportuno tener presenti?

Nelle relazioni d’affari con controparti australiane bisogna tener conto della informalità vigente nei rapporti interpersonali ed il fatto che il processo decisionale all’interno delle aziende possa evidenziare dei tempi più diluiti a causa di un approccio molto collaborativo che domina l’organizzazione aziendale. Bisogna inoltre considerare che il periodo dicembre-gennaio coincide con l’estate australe con relativo rallentamento dell’attività produttiva.

Quali sono i settori più dinamici dell’economica australiana che consiglia di tenere sotto osservazione?

Il mercato australiano offre ampi spazi di interesse, sia in considerazione dell’elevato reddito procapite australiano sia per la possibilità di utilizzare tale mercato come ponte verso le aree vicine del Pacifico, dell’Asia ed in particolare della Cina soprattutto a seguito della firma dell’Accordo di libero scambio nel novembre 2014. Tra i settori più promettenti per il Made in Italy possono essere considerati quelli dei macchinari ed apparecchiature (in particolare macchinari per l’agricoltura e la lavorazione degli alimenti), l’industria della difesa, le energie rinnovabili, i prodotti alimentari e bevande, gli autoveicoli, edilizia e costruzioni, arredamento e più in generale tutti i beni di consumo, di alta e media gamma e il manifatturiero avanzato.

Da tenere infine in considerazione anche il settore delle infrastrutture. La spinta derivante dalla crescente integrazione economico-commerciale dell’Australia con le dinamiche economie del Sud Est Asiatico, ha determinato l’avvio di imponenti programmi di investimento nei settori delle infrastrutture, che dischiudono opportunità commerciali e di investimento per l’imprenditoria italiana. La necessità di ammodernare le infrastrutture fisiche del Paese per rispondere alle sfide determinate dalla crescita economica, dall’incremento della popolazione (secondo recenti stime la popolazione crescerà oltre i 40 milioni entro il 2040) e dal commercio delle materie prime, sta spingendo le autorità australiane a presentare ambiziosi piani pluriannuali di sviluppo infrastrutturale.

Quali sono i principali pro e contro per un soggetto che decide di investire in Australia? Il governo locale sta pensando ad alcune specifiche misure per agevolarli?

Secondo il rapporto del Gruppo della Banca Mondiale “Doing Business 2017” l’Australia si colloca tra i migliori Paesi dove fare affari in tutto il mondo, posizionandosi al 15° posto su 190 economie valutate per la facilità di accesso al credito, tempi di registrazione di una società, procedure doganali, soluzioni delle controversie. Per le aziende italiane l’Australia presenta poi il vantaggio di essere l’unico Paese occidentale con uno Stato di diritto di stampo anglosassone (”rule of law”) ben funzionante, una burocrazia efficiente ed ottimi servizi, collocato al centro dell’area dell’Asia-Pacifico, notoriamente la più dinamica al mondo sotto il profilo economico. Per le nostre imprese l’Australia rappresenta dunque una base ideale e non più periferica per poter successivamente espandere la presenza regionale anche sui vicini mercati asiatici, dato che Canberra ha firmato accordi di libero scambio con le principali potenze asiatiche (Cina, Giappone e Corea del Sud).

Inoltre, in Australia risiede una grande comunità di origine italiana (quasi un milione di persone) che può essere considerata un’importante risorsa per agevolare la penetrazione commerciale delle nostre aziende e per imprimere un ulteriore salto di qualità nei rapporti economici bilaterali. Nella legislazione australiana non esiste un quadro normativo di riferimento specifico per gli incentivi agli investimenti stranieri. La concessione di misure di incentivazione, in generale fiscale, è comunque prevista laddove gli organismi governativi attribuiscano priorità a determinati settori rientranti in un più generale piano strategico di sviluppo. A livello generale va osservato che l’Australia ha un sistema economico molto aperto al commercio internazionale ed un clima molto favorevole agli affari e all’attrazione degli investimenti stranieri. Unici elementi negativi possono essere rappresentati dagli elevati costi dei fattori produttivi.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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