Finlandia, la 'Grecia del Nord' rialza la testa

Finlandia, la 'Grecia del Nord' rialza la testa
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08 Gennaio 2018
Categoria: Focus Paese
Paese:  Finlandia

Qualcuno, nel momento di crisi più acuta, si è affrettato a definirla la “Grecia del Nord” altri invece la consideravano più semplicemente l’anello debole della locomotiva scandinava.

Oggi però la Finlandia sembra aver superato un periodo di forti turbolenze durante il quale si è verificata una brusca frenata del PIL che, dopo il tonfo del 2009 (anno in cui si è verificato un arretramento di oltre 8 punti percentuali), ha segnato performance negative anche nel triennio 2012-2014 per poi stabilizzarsi solo nel 2015, anno in cui la variazione della ricchezza del Paese è stata praticamente invariata.

Solo nel 2016 Helsinki sembra aver imboccato un sentiero finalmente positivo (+1,6%), ed anche il 2017 dovrebbe chiudersi con una crescita del 3,1% per poi attestarsi sul +2,5% nel 2018.

Ma lo stato di salute dell’economia di una nazione non si misura solo attraverso la variazione del PIL perché esistono anche altri elementi che aiutano a rappresentare la qualità della vita di una determinata popolazione.

Fra questi, ad esempio, il tasso di disoccupazione che oggi è di poco inferiore al 9% (il più alto di tutto il Nord Europa) e che ancora risente dei postumi della crisi della Nokia, rivelatosi una batosta fortissima per l’economia locale.

In ogni caso il Paese è governato da oltre due anni e mezzo da una coalizione di centro-destra che raggruppa tre forze politiche: il Partito di Centro, il Partito di Coalizione Nazionale e la parte moderata del partito populista, nazionalista ed euroscettico dei Veri Finlandesi, scissosi lo scorso giugno.

A capo della coalizione c’è un ricco imprenditore, Juha Sipilä, che si è fatto notare soprattutto per aver messo in pratica il primo esperimento di reddito di cittadinanza con ambizioni “universalistiche”. L’esperimento, iniziato un anno fa (1 gennaio 2017) avrà una durata pari a due anni e garantirà a 2000 disoccupati, estratti a sorte su scala nazionale, un’entrata mensile netta di 560 euro.

La vera rivoluzione è rappresentata dal fatto che questi soldi possono essere sommati con altri benefici che lo Stato finlandese eroga e continueranno ad essere concessi anche se i 2000 beneficiari dovessero trovare un’occupazione o decidessero di aprire un’impresa.

La misura nasce quindi dalla convinzione che molte generazioni siano rimaste “bloccate” nella trappola degli incentivi e che dunque il timore di perderli abbia costituito, di fatto, un potente deterrente nell’intraprendere nuove attività.

Certo è che una misura del genere, se estesa a tutti i cittadini, avrebbe un costo molto importante per le casse dello stato, stimato fra i 15 ed 18 miliardi di euro annui.

Oggi comunque l’economia finlandese sembra godere di un ottimo momento perché la crescita odierna è trainata sia dalla domanda interna sia dalle esportazioni, che stanno godendo del rilancio del commercio internazionale.

Inoltre, nonostante il 28 gennaio siano previste le elezioni del Presidente della Repubblica, non si prospettano all’orizzonte particolari situazioni di instabilità politica anche perché l’attuale Presidente, Sauli Niinistö, sembra essere favorito nei vari sondaggi elettorali.

Rapporti con l’Italia

I rapporti commerciali fra Italia e Finlandia sono buoni e nel 2016 l’interscambio si è attestato intorno ai 3 miliardi di euro, con una surplus in favore del Belpaese di circa 250 milioni di euro. I dati relativi ai primi tre trimestri del 2017 evidenziano un leggero incremento di entrambi i flussi ma dovranno essere confermati poi dai numeri dell’ultimo trimestre dell’anno.

Fra i prodotti italiani maggiormente apprezzati in Finlandia spiccano macchinari e apparecchiature, prodotti della metallurgia, prodotti chimici e prodotti alimentari.

In generale comunque si prospettano buone possibilità anche per le imprese che desiderano vendere sul mercato finlandese i seguenti prodotti: articoli di abbigliamento, mobili ed autoveicoli.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

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