Panama, il ponte delle Americhe dove è facile fare business

Panama, il ponte delle Americhe dove è facile fare business
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25 Maggio 2018
Categoria: Exportiamo incontra
Paese:  Panama

Con Marcello Apicella, Ambasciatore d’Italia a Panama, abbiamo analizzato le numerose opportunità offerte da un mercato di dimensioni ridotte (4 milioni di abitanti) ma che si configura come un importantissimo hub per operare con successo in tutto il “Nuovo Mondo”.

Quali sono le principali caratteristiche del mercato panamense?

Panama è stata definita dal FMI e dal World Economic Forum come una delle economie più competitive e globalizzate dell’America Centrale e dell’America Latina in base a fattori come gli investimenti diretti esteri, il volume del commercio estero, la crescita del PIL, la bassa inflazione e l’elevato livello di sicurezza. Il core-business dell’economia panamense è rappresentato dal settore dei servizi, che costituisce circa i tre quarti del PIL del Paese. In tale comparto, rientrano principalmente le attività correlate al Canale, al settore bancario, alla Zona Libera di Colon (tra le maggiori zone di libero scambio nelle Americhe) ed al turismo. La capitale del Paese vanta l’unica linea di metropolitana del Centroamerica (entro la fine del 2018 è attesa l’inaugurazione della seconda linea), una moderna rete di infrastrutture e mantiene uno standard di sicurezza tra i più alti nella regione.

Quali sono i rapporti politici e commerciali che intercorrono fra Panama e Italia?

La cooperazione politica tra Italia e Panama si sviluppa sia sul piano bilaterale che multilaterale. Le relazioni tra i due Paesi, grazie anche ad una significativa comunità italiana (sono quasi 9.000 italiani iscritti all’AIRE), che ha contributo allo sviluppo socio-economico del Paese, sono caratterizzate da una naturale simpatia. L’Italia è tra i primi partner commerciali europei di Panama, con esportazioni italiane dirette verso Panama pari a circa 237,92 milioni di euro ed importazioni panamensi in Italia pari a circa 16,786 milioni di euro nel 2017.

Quali sono le prospettive economiche del Paese per i prossimi anni?

La crescita economica del Paese per il 2018 è fissata al 5,6% (secondo i dati forniti dal Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale) ed è sostenuta principalmente dalla realizzazione dei vari progetti di investimento pubblici e privati, nei settori infrastrutturali, energetico e del turismo. L’aumento del PIL nazionale nel lungo periodo dovrebbe invece attestarsi intorno al 4,1% (secondo l’analisi dell’Economist Intelligence Unit) a causa principalmente del rallentamento del commercio mondiale, delle misure che adotteranno in materia commerciale Stati Uniti e Cina (i due principali utenti del Canale) e delle vicende interne dei principali partner commerciali del Paese (Venezuela e Colombia in primis). Riguardo i dati della finanza pubblica, le previsioni per il prossimo quinquennio sono di un rapporto Debito/PIL al di sotto del 40%, mentre il rapporto deficit pubblico non finanziario/PIL, che nel 2017 è stato pari allo 0,7%, dovrebbe ridursi progressivamente nei prossimi anni fino a raggiungere lo 0,3%.

Quali sono i prodotti italiani più apprezzati dai consumatori locali e qual è la percezione del Made in Italy a Panama?

I prodotti italiani a Panama sono percepiti come eccellenti dalle fasce più abbienti della popolazione. L’Accordo di Associazione tra l’UE e i Paesi del Centroamerica, entrato in vigore nel 2013, dovrebbe determinare nel medio-lungo periodo un incremento dell’appeal, anche in termini di prezzo, per molti beni e servizi italiani, in particolare del settore enogastronomico. I prodotti della moda italiana sono poi particolarmente apprezzati e i brand più conosciuti sono presenti nei più importanti centri commerciali del Paese. Va segnalato, inoltre, che Panama può risultare strategica per quelle imprese interessate ad espandere le proprie produzioni a livello non solo nazionale ma anche regionale, grazie all’esistenza, nell’area atlantica di Colon, di un forte e consolidato regime di Zona Franca. Si intravedono buone possibilità d’espansione per i materiali da costruzione, i macchinari ed i prodotti chimici italiani.

Quali suggerimenti darebbe agli imprenditori italiani intenzionati ad investire in Panama: quali sono i settori più redditizi e quelli in maggiore espansione?

Sono numerose le aree di potenziale interesse per le imprese italiane, dal settore della logistica, alle infrastrutture, oltre al settore finanziario-assicurativo, ma anche agro-alimentare, del design e del lusso. Il settore dei trasporti si è sviluppato notevolmente negli ultimi anni e sono stati effettuati numerosi investimenti da parte del Ministero delle Opere Pubbliche per lo sviluppo della rete viaria locale. Il campo delle costruzioni, previsto in crescita costante, è particolarmente attivo sia per quanto riguarda le licitazioni pubbliche internazionali per le grandi opere infrastrutturali, sia per quanto concerne l’iniziativa privata. Il settore energetico di Panama è poi cresciuto del 5% annuo nell’ultimo decennio ed i progetti in costruzione ne aumenteranno la capacità del 16,5% in futuro. L’impresa statale di trasmissione ETESA ha annunciato per il prossimo 28 maggio la pubblicazione del bando, con i criteri di pre-qualificazione, per la costruzione della IV Linea di trasmissione elettrica. Notevole è anche il potenziale del Paese in termini di avanzamento energetico e di sviluppo come hub per il passaggio ed immagazzinaggio di gas naturale e derivati del petrolio.

Può fornirci alcune informazioni sulla business etiquette che è bene tenere in considerazione se si opera a Panama City e dintorni?

Gli imprenditori interessati a Panama devono tenere in debita considerazione che si tratta di un Paese di 4 milioni di abitanti e, dunque, di un mercato interno di dimensioni ridotte. Tuttavia, la vocazione di hub logistico e di ponte delle Americhe rende questo Paese una straordinaria piattaforma per accedere ad altri mercati dell’area. Direi poi che è importante privilegiare sempre una logica di investimento di medio lungo periodo, anziché privilegiare operazioni di corto respiro . Bisogna essere presenti nel Paese con una struttura in loco e capire a fondo i punti di forza e le criticità locali. Per la presenza del Canale, Panama dialoga con tutto il mondo. Pertanto, la concorrenza con imprese di altri Paesi è forte. Da giugno dell’anno scorso sono poi state stabilite relazioni diplomatiche con la Cina Popolare e quindi la presenza del gigante asiatico renderà d’ora in avanti la concorrenza, in tutti gli ambiti, ancora più forte. In base alla mia esperienza le aziende sono molto agevolate dalle Autorità locali, specialmente quelle che hanno fatto della precisione e della professionalità il loro biglietto da visita. Un caso su tutti: l’azienda Cimolai di Pordenone, un’impresa familiare fondata nel 1949 che ha realizzato le 16 paratoie per il nuovo Canale di Panama. Questi ciclopici “cancelli” scorrevoli, 60X10m con un’altezza di 33 metri, pesanti oltre 4 mila tonnellate, sono stati progettati per resistere 100 anni e per reggere scosse sismiche fino a 7,4 gradi della scala Richter. Sono dunque un esempio che tutti qui amano menzionare come esempio dell’ eccellenza italiana. Al di là di casi di eccellenza, ritengo comunque che in questo Paese, in tutti gli ambiti, la professionalità, la serietà ed il rispetto delle tempistiche negli impegni assunti ripaghino sempre.

Come si sta muovendo Panama per favorire la trasparenza finanziaria?

Il Paese sta facendo passi importanti per accrescere gli standard di trasparenza finanziaria e la collaborazione con i principali Governi ed Istituzioni internazionali nello scambio di informazioni, all’indomani della pubblicazione dei Panama-Papers nell’aprile 2016. In conseguenza di tale sforzo, l’OCSE ha riconosciuto a Panama i passi compiuti in direzione di una maggiore trasparenza così che il Paese è anche uscito dalla lista grigia del GAFI. Occorre infine ricordare che è oramai in vigore la Convenzione con l’Italia contro le doppie imposizioni che rappresenta uno strumento importantissimo per le imprese italiane che vogliono lavorare con il Paese dell’Istmo.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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