Tutela della proprietà intellettuale e contraffazione: opportunità e minacce per l’unicità del Made in Italy

Tutela della proprietà intellettuale e contraffazione: opportunità e minacce per l’unicità del Made in Italy
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11 Giugno 2018
Categoria: Proprietà industriale

La tutela della proprietà intellettuale è una forma di protezione adottata dalle aziende per difendere i propri investimenti. Nel 2017 in Italia il numero di brevetti depositati è incrementato fortemente, registrando una crescita superiore alla media dei Paesi Europei. Scopriamo insieme l’importanza della proprietà intellettuale e quali sono i pericoli che minacciano i prodotti Made in Italy.

Il ruolo chiave della proprietà intellettuale

Nel 2017, sono state depositate circa 165.000 domande di brevetto presso l’Ufficio europeo brevetti (Epo), di cui 4.352 sono pervenute dall’Italia. Con una crescita del 4.3% rispetto il 2016 (superiore alla crescita media del 2,6% dei 28 Paesi europei), la Penisola rappresenta oggi il 2,6% di tutte le domande, posizionandosi al decimo posto nel mondo ed al quinto tra gli Stati membri dell’Unione europea.

La tutela della proprietà intellettuale è un settore chiave per il processo di internazionalizzazione delle imprese italiane e per la competitività del Belpaese a livello globale oltre a costituire una leva strategica per portare il made in Italy nel mondo.
È questo il messaggio lanciato durante il convegno “Creatività e innovazione italiana nel mondo - Tutela della proprietà intellettuale sui mercati internazionali” svoltosi lo scorso 6 giugno presso la Farnesina.

L’utilizzo della proprietà intellettuale per tutelare gli investimenti in creatività e ricerca è un significativo indice della capacità innovativa di un’economia e rappresenta uno dei volani per crescita e occupazione.” Queste le parole di Elisabetta Belloni, segretario generale del ministero degli Affari esteri e della cooperazione durante il convegno. Belloni ha poi aggiunto che “da un’analisi dell’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale emerge che le imprese titolari di diritti di proprietà intellettuale registrano un livello di ricavi per dipendente superiore del 29% e retribuzioni maggiori fino al 20% rispetto alle aziende di altri settori produttivi. Ancora più marcato il dato relativo alle piccole e medie aziende: quelle che provvedono al deposito di marchi e brevetti registrano circa il 32% in più di ricavi per dipendente”.

Le imprese che in Italia fanno un utilizzo intensivo dei diritti di proprietà intellettuale costituiscono dunque un settore vitale per l’economia nazionale. Nel triennio 2011-2013 hanno infatti generato più del 44% del PIL e del 30% dei posti di lavoro, a fronte di una media europea rispettivamente del 42% e del 28%. Il segretario generale ha poi continuato elencando i principali elementi che minacciano l’unicità delle imprese italiane.
Fra questi spicca il fenomeno del commercio internazionale di merci contraffatte che, come ha spiegato Belloni, ammonta a 338 miliardi di dollari (il 2,5% del commercio mondiale) e l’Italia è il paese europeo più colpito dalla contraffazione, secondo solo agli Usa a livello mondiale. Il 15% del valore globale dei sequestri di prodotti contraffatti è, infatti, relativo a marchi italiani (fonte OECD,2016).

È vitale dare la priorità alla lotta alla contraffazione” ha confermato Paolo Bastianello, presidente del gruppo tecnico “Made In” di Confindustria. Bastianello ha inoltre messo in evidenza gli effetti che questo fenomeno produce in termini di perdita di occupazione: “Parliamo di 105 mila posti di lavoro in meno in Italia”. Un’altra minaccia da non sottovalutare è l’Italian Sounding che, solo negli Stati Uniti, danneggia il mercato agroalimentare italiano per un valore annuo pari a 23 miliardi di euro.

I numeri della contraffazione in Italia

Secondo l’Euipo, l’Ufficio della Ue per la proprietà intellettuale, i prodotti contraffatti presenti sul mercato italiano causano, ogni anno, perdite per oltre 8,6 miliardi di euro, pari all’8% delle vendite dirette.
In Italia, i danni da contraffazione sono più pesanti per:

- abbigliamento (oltre 3 miliardi di vendite perse, quasi il 7% del giro d’affari legale);

- farmaci (oltre 2,2 miliardi di perdite, pari all’8%);

- smartphone (885 milioni il danno, pari ad oltre il 15 per cento). Da segnalare che in Europa al 3° posto tra i prodotti più contraffatti troviamo, invece, i cosmetici.

Andrea di Carlo, direttore dell’Osservatorio sulla Proprietà intellettuale di Euipo ha dichiarato che: “Il trend dei valori e degli articoli contraffatti è simile anche in Germania e Francia, dove però, tra i beni contraffatti, spiccano, rispettivamente, giochi-videogiochi e alcolici. La possibilità di ordinare online ha fatto venir meno anche quella che poteva essere una sorta di “vergogna sociale” e rende più facile gli acquisti. Lo si deduce dall’elevato numero di sequestri, in questi anni in Europa, di “piccoli pacchetti” di merce ordinata via web. A sostenere il fenomeno, poi, ci sono spesso anche i social media».

La minaccia dell’Italian Sounding

Se la contraffazione può essere legalmente impugnabile e sanzionabile, la stessa cosa non vale per i prodotti cosiddetti Italian Sounding, espressione che fa riferimento all’imitazione di un prodotto/denominazione/marchio attraverso un richiamo alla presunta italianità del prodotto. Con il termine Italian Sounding si intende un fenomeno evocativo diffuso maggiormente negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in America latina e in diversi altri mercati, inclusi anche quelli europei, relativo ai prodotti alimentari prodotti in tali Paesi che, attraverso l’utilizzo di parole, colori, immagini e riferimenti geografici sulle etichette e sulle confezioni, inducono il consumatore ad associare (erroneamente) il prodotto locale a quello autentico italiano.
L’Italian Sounding spesso si avvale dell’esperienza e delle conoscenze produttive di emigranti italiani – è infatti maggiormente diffuso proprio nei Paesi che hanno rappresentato le tradizionali mete storiche di emigrazione e dove le comunità italiane sono più radicate. Il fenomeno danneggia gravemente l’export italiano consentendo ad alcune aziende locali di avere un vantaggio competitivo che non meritano, producendo a prezzi più bassi ma collocando il prodotto su fasce superiori di prezzo grazie al richiamo all’italianità.

Per fronteggiare queste minacce sono decisive non solo le operazioni delle autorità competenti, ma anche le campagne di informazione e comunicazione. Campagne condotte a livello europeo da Euipo, attraverso l’osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, che si pone tre obiettivi chiave:
- lo studio e la raccolta di dati che devono poi servire all’indirizzo delle politiche di protezione della proprietà intellettuale;
- lo sviluppo di strumenti per aiutare le attività di controllo e contrasto della contraffazione;
- le campagne di sensibilizzazione sul valore della proprietà intellettuale e l’impatto della contraffazione.

In conclusione è importante ricordare che la tutela della proprietà intellettuale non si limita a difendere gli investimenti delle imprese e la sicurezza dei consumatori dalla contraffazione ma valorizza le tradizioni e la cultura del nostro Paese difendendo l’unicità del Made in Italy.

Fonte: a cura di Exportiamo, Giancarlo Cabillon, redazione@exportiamo.it

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