Depuravita: il detox Made in Italy finanziato dai… francesi

Depuravita: il detox Made in Italy finanziato dai… francesi
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08 Agosto 2018
Categoria: Un'Italia da Export

Con Sandra Nassiam, Founder di Depuravita, abbiamo parlato della startup lombarda impegnata nella produzione di succhi pressati a freddo, programmi detox, smoothie e cibi sani.

Da dove nasce l’idea di Depuravita?

Durante un volo notturno da New York a Milano alla fine del 2013, mentre stavo cercando di rimanere sveglia e di tenermi occupata come potevo. Così ho trovato una rivista America Airlines: di solito nessuno le legge ma non avevo alcun’altra scelta. Così all’improvviso ho visto un articolo dal titolo “Il business del Juicing ha raggiunto 5 miliardi di dollari”, con una foto di Selma Hayek. E così è stato. Il giorno dopo ho incominciato a studiare il business model e come adattarlo alla realtà italiana. Mentre lavoravo full time per un’altra azienda ho studiato il brand e i prodotti. La mia sede lavorativa era a Forlì e durante i miei spostamenti ho pianificato ogni singolo dettaglio di Depuravita. Nessuno credeva nel mio progetto e la cosa mi faceva sorridere. Ho acquistato online il mio primo macchinario per la produzione, una versione domestica di Angel Juicer e ho iniziato a produrre home made.

Da chi è composto il vostro team e quali sono le competenze più importanti per lo sviluppo e la crescita della vostra idea imprenditoriale?

Il nostro è un team internazionale. Ho selezionato personalmente ciascun componente, valutandone non solo la preparazione ma anche e soprattutto il contributo in termini di innovazione e creatività. Non sono un leader impositivo, piuttosto sono sempre aperta al dialogo e do fiducia ai miei collaboratori, affinché ciascuno apporti il proprio contributo in termini sia di conoscenza sia di esperienza premiandone l’iniziativa. Le competenze più importanti in un collaboratore ritengo siano l’orientamento al risultato, spiccate doti di problem solving, tenacia ed entusiasmo.

Quali sono le principali difficoltà che una startup incontra nel mercato italiano?

L’Italia non è così ricettiva e “friendly” per tutte le startup: troppa burocrazia e complicazioni che non hanno alcun senso. Non avendo capitale iniziale per il mio laboratorio, per più di un anno e mezzo ho usato altri ristoranti che fossero compatibili con il mio macchinario per la produzione di succhi di frutta pressati a freddo. Incluso perfino un ristorante di Kebab turco dove producevamo i succhi dalla chiusura al pubblico fino all’apertura l’indomani mattina.
É chiaro che senza i miei collaboratori non ce l’avrei fatta. Tra questi una delle persone a cui sono particolarmente grata è Veronica Pacella, una nutrizionista olistica che mi ha aiutato a creare il concetto di juicing olistico ispirato alla medicina tradizionale cinese. Tutti i nostri succhi sono formulati in accordo alla medicina tradizionale cinese ed i nostri programmi cleanse seguono l’orologio biologico caratteristico della medicina tradizionale cinese. Non esistono al mondo altri succhi che seguano questa filosofia. Una delle mie più care amiche, Sonia Mion, ha creato una brand identity veramente splendida e dal grande impatto insieme al suo compagno Nico dello Studio Ventizeronove. Abbiamo investito molto tempo non solo per la creazione di una identità coordinata e strutturata, ma anche per ideare un design che potesse essere unico e riconoscibile. Tutti mi hanno dato della matta, considerando questa ricerca focalizzata sul design come una perdita di tempo e denaro. Ma alla fine ho avuto ragione. Una forte identità, un design ben fatto e d’impatto, un prodotto funzionale e allo stesso tempo delizioso. Sono tutti elementi che lavorano tra di loro in sinergia. La mia agenzia di Public Relations, Le Van Kim, nella persona di Elisabeth Le Van Kim, ci ha permesso di essere pubblicati dappertutto, da Vanity Fair a Vogue, dal Corriere della Sera a Marie Claire senza pagare un solo centesimo di pubblicità. Inoltre alla fine del 2017 sono stata contattata dallo studio di startup francese Sparkling Partners ed ho avuto l’opportunità di interfacciarmi con persone brillanti e sveglie che hanno visto del potenziale in Depuravita e hanno deciso di investire nell’azienda. È stato grazie al loro supporto non solo dal punto di vista finanziario ma anche strategico che ho potuto cambiare le regole del gioco.

Quali mercati internazionali pensate siano più attrattivi per il vostro business e quali quelli dove trovare più facilmente investitori o finanziamenti?

L’Italia è indietro anni luce rispetto al resto dell’Europa dove il concetto di cold pressed juice è consolidato. In nazioni come la Svizzera, la Francia, l’Inghilterra, la Germania i succhi pressati a freddo fanno parte della quotidianità e sono facilmente reperibili ovunque. Rispondendo alla seconda parte della domanda, i francesi di Sparkling Partners hanno investito nel progetto, credendoci sin dall’inizio. Sparkling Partners è uno studio di startup di proprietà privata creato nel 2014, con uffici in Francia, a Lille e Parigi. Sparkling Partners crea e sviluppa progetti innovativi ed investe in startup appena nate.

Quale consiglio dareste ai giovani startupper che intendono sviluppare una propria idea in Italia?

Sinceramente? Di pensarci due volte prima di farlo proprio in Italia!

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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