Tax free shopping, dal 1° settembre scatta l’obbligo di fatturazione elettronica

Tax free shopping, dal 1° settembre scatta l’obbligo di fatturazione elettronica
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01 Settembre 2018
Categoria: Fiscalità internazionale

Scatta da oggi 1° settembre 2018 l’obbligo di fatturazione elettronica per il tax free shopping per tutti i commercianti che vendono beni esenti da IVA a cittadini extra-europei.

Originariamente previsto per il primo gennaio, il termine per l’avvio dell’obbligo è stato rinviato dalla Legge di Stabilità a causa dell’emanazione in ritardo del provvedimento attuativo del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017 (art. 4-bis, D.L. n. 193/2016) che lo ha istituito.

La disciplina Iva prevede che le cessioni a soggetti domiciliati o residenti fuori dell’Unione europea di beni per un importo complessivo (Iva inclusa), superiore a 154,94 euro destinati all’uso personale o familiare, da trasportare nei bagagli personali fuori del territorio doganale Ue, possono essere effettuate senza pagamento dell’imposta ai sensi dell’articolo 38-quater, Dpr 633/1972.

Prima d’ora la vendita veniva certificata con documento cartaceo, ma da oggi in poi sarà obbligatorio emettere l’e-fattura e registrarsi al sistema OTELLO 2.0 (Online Tax Refund at Exit: Light Lane Optimization), il sofware che consente l’emissione delle fatture elettroniche degli acquisti tax free shopping e l’invio dei dati alle agenzie delle Dogane e delle Entrate.

Il sistema digitalizza il procedimento per ottenere il “visto doganale” di uscita della merce dal territorio comunitario sulla fattura, da apporre sulla fattura per avere diritto allo sgravio diretto o al rimborso successivo dell’IVA sui beni acquistati in Italia da soggetti domiciliati o residenti fuori dalla UE.

Per i commercianti, il vantaggio consiste in una semplificata modalità di fatturazione grazie all’applicazione del nuovo sistema e in un aumento della propria competitività sul mercato derivante da una maggiore efficienza e da un miglioramento della shopping experience.

L’obiettivo è di garantire la completa tracciabilità delle operazioni tax free e la gestione automatizzata del rischio. Inoltre, in questo modo si riducono i costi pubblici per i controlli doganali e si auspica un maggior gettito erariale derivante dalla riduzione di frodi IVA, stimate in centinaia di milioni di euro.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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