Expatriamo in Uruguay: un Paese con una forte eredità italiana

Expatriamo in Uruguay: un Paese con una forte eredità italiana
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04 Settembre 2018
Categoria: Expatriamo
Paese:  Uruguay

Scopriamo insieme quali sono i pro ed i contro di espatriare in Uruguay, esaminando anche quali sono i passi fondamentali da compiere per trasferirsi a Montevideo e dintorni.

In Sudamerica c’è un piccolo Paese – decisamente meno reclamizzato rispetto a colossi regionali come Brasile ed Argentina o ai meravigliosi Paesi caraibici – che sta diventando una meta sempre più ambita per gli expat italiani. Stiamo parlando dell’Uruguay, piccola economia che può contare su appena 3,3 milioni di abitanti di cui circa il 40%, vale a dire circa 1,3 milioni, risiede a Montevideo, capitale del Paese.

Il flusso migratorio italiano ha radici storiche e per questo la comunità italiana è stata capace di influenzare non solo l’architettura e l’urbanistica uruguaiana ma addirittura la cultura culinaria locale come si può notare dalla presenza di una serie di piatti molto simili a quelli nostrani fra cui ravioles (ravioli), tallarines (tagliatelle) e canelones (cannelloni).

Dunque l’Uruguay può essere considerato un vero e proprio patrimonio di italianità a tal punto che oltre il 40% della popolazione locale ha origini italiane.

Tuttavia l’Uruguay, rispetto ai Paesi vicini, esibisce un costo della vita mediamente più elevato che però si giustifica con una qualità della vita superiore che si avvicina – per alcuni aspetti – a quella di matrice europea.

E’ quindi bene sapere che per affittare un appartamento con una sola stanza da letto al centro di Montevideo occorrono oltre 400 euro al mese mentre è necessario investirne almeno 60mila per acquistarne uno di appena 30-35 metri quadri. Anche cenare fuori in un ristorante non costoso (circa 9 euro a testa) o andare al cinema (circa 4 euro) hanno costi non così irrisori se rapportati agli stipendi della middle class che oscillano fra i 700 ed i 1000 euro.

Inoltre per quanto riguarda il tema dei diritti l’Uruguay si dimostra uno dei Paesi più progressisti di tutta l’area per via di una serie di leggi che hanno introdotto i matrimoni gay (2013), la legalizzazione delle droghe leggere (2013) e dell’aborto (2012).

Fra gli aspetti positivi da considerare per chi vuole emigrare in Uruguay vi è anche il clima del Paese piuttosto mite che ricorda quello italiano, anche se le stagioni sono invertite rispetto al Belpaese dal momento che l’Uruguay è collocato nell’emisfero australe.

Visti in Uruguay

Ma quali sono i passi fondamentali da compiere per potersi trasferire per vivere e lavorare nel piccolo Paese sudamericano?

Per prima cosa occorre sapere che “andare in avanscoperta” è piuttosto semplice dal momento che è possibile ottenere un permesso di soggiorno turistico valido per 90 giorni e rinnovabile per altri 90. Se invece si intende ottenere un visto di tipo lavorativo (durata massima pari a 2 anni ma rinnovabile) è necessario presentare direttamente alla Direccion Nacional de Migracion di Montevideo oltre ad una serie di documenti “standard” (passaporto valido almeno 6 mesi, fototessera, atto di nascita detto partida de nacimiento tradotto e legalizzato in spagnolo, il modulo di richiesta della residenza legale chiamata cédula de identitad, un certificato medico che attesti un buono stato di salute detto carné de salud, un certificato legale chiamato antecedentes penales che dimostri l’assenza di condanne tradotto e legalizzato in spagnolo) anche una copia del contratto di lavoro o la dichiarazione d’impegno all’assunzione da parte di un’impresa e foglio d’accreditamento della stessa.

In buona sostanza dunque è possibile sfruttare i 6 mesi di tempo “concessi” con il visto di tipo turistico per ambientarsi e trovare un’occupazione per poi presentare tutta la documentazione necessaria alle autorità competenti senza dover necessariamente far rientro in Italia.

In ogni caso per ottenere il visto per lavoro uruguaiano è necessario registrarsi al sito http://www.tramites.gub.uy ed avviare la procedura per la Residencia Temporaria in Uruguay.

Esiste poi un altro tipo di visto, pensato appositamente per chi ha intenzione di investire o comprare un immobile in Uruguay che richiede, oltre alla documentazione sopraelencata per ottenere un visto lavorativo anche:

• per gli imprenditori – un atto notarile contenente i dati dell’impresa, iscrizione al Bps (previdenza sociale) e alla Dgi (registro fiscale) e le entrate mensili stimate;

• per chi acquista un immobile – un certificato che attesti l’acquisto dello stesso o, in alternativa, la stipula del compromesso per l’acquisto.

C’è infine un’ultima possibilità per chi intende trasferirsi in Uruguay vale a dire richiedere un permesso di residenza permanente che prevede una procedura un po’ lunga (anche più di 12 mesi), costi contenuti (circa 60 dollari) ma che è abbastanza semplice da portare a termine. Inoltre trascorsi tre anni se si è sposati o cinque se si è single si può chiedere anche la cittadinanza uruguaiana ed un secondo passaporto legale (l’Uruguay ammette la doppia cittadinanza).

Per maggiori informazioni si consiglia di cliccare qui.

Conclusioni

Pensare di trasferirsi in Uruguay per costruirsi un futuro migliore è tutt’altro che azzardato dal momento che l’economia nazionale cresce e si rintracciano varie opportunità specialmente in quelli che sono considerati i comparti più importanti per lo sviluppo del Paese come edilizia, informatica e turismo.

Inoltre, in particolare per i nostri connazionali, si riscontrano ottime chance lavorative anche nel food&beverage, nelle energie rinnovabili e nella lavorazione delle pelli in ragione del nostro know-how molto apprezzato e richiesto dagli uruguaiani. Infine la rilevante presenza di italiani (e di persone di origini italiane) costituisce senza dubbio una significativa agevolazione in termini di adattamento per i cittadini del Belpaese intenzionati a sperimentare una nuova avventura lavorativa.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

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