Expatriamo in Nuova Zelanda: una terra mozzafiato tutta da scoprire

Expatriamo in Nuova Zelanda: una terra mozzafiato tutta da scoprire
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02 Ottobre 2018
Categoria: Expatriamo
Paese:  Nuova Zelanda

Fra i Paesi più interessanti in cui trasferirsi per lavorare o aprire un’attività in proprio c’è la Nuova Zelanda, una terra capace di mescolare aree incontaminate a città modernissime. Scopriamo insieme quali sono i passi fondamentali per ottenere un visto lavorativo o di business.

Per capire perché la Nuova Zelanda eserciti un grande fascino sugli expat di mezzo mondo è sufficiente digitare il nome del Paese su un motore di ricerca qualsiasi e scorrere le foto dei paesaggi che lo caratterizzano, diffusamente considerati fra i più belli a livello globale. Tuttavia prima di scegliere un luogo in cui trasferirsi è bene esaminare anche molte altre variabili che prescindono dalle bellezze naturalistiche.

In primo luogo si deve evidenziare che Wellington offre varie opportunità lavorative, specchio di un’economia in salute che mostra un tasso di disoccupazione inferiore al 5%, un reddito pro capite vicino ai 40mila dollari annui (molto simile a quello italiano) ed una crescita del Pil che si mantiene su buoni livelli da diverso tempo e che, nell’ultimo triennio, si è attestata su una media del +3,8% annuo.

Tuttavia, ovviamente, la vita in Nuova Zelanda non è tutta rose e fiori e fra le maggiori criticità da considerare per chi pensa di trasferirsi nella terra dei “kiwi” (soprannome utilizzato per riferirsi ai cittadini neozelandesi) c’è certamente la grande frequenza di calamità naturali devastanti (15mila eventi sismici all’anno) e la presenza della più elevata percentuale di tumori alla pelle al mondo, dovuta al fatto che il Paese si trova sotto un grosso buco dell’Ozono.

In generale poi il clima offerto dal Paese oceanico è piuttosto ostile, in particolar modo da dicembre ad aprile quando si verificano con spaventosa regolarità fenomeni estremi che causano danni a persone e cose.

Inoltre gli italiani che stanno valutando la possibilità di trasferirsi in Nuova Zelanda devono essere consapevoli dell’enorme distanza che la separa dal Belpaese – raggiungibile con circa 24 ore di volo!

Va poi detto che la capitale – Wellington – è tutt’altro che una metropoli (circa 500mila abitanti) e dunque, per tutti coloro i quali è importante vivere in un ambiente di una certa dimensione, l’unica “possibilità” è Auckland, che conta su circa 1,5 milioni di residenti.

Visti per trasferirsi in Nuova Zelanda

Per prima cosa il consiglio più saggio da fornire ad un expat italiano che intenda valutare l’ipotesi di un trasferimento in Nuova Zelanda è quello di visitare il Paese per un certo periodo di tempo dal momento che è molto facile ottenere un visto turistico per una durata di tre mesi: bastano un passaporto valido e un biglietto aereo d’andata e ritorno.

Una volta appurato che la Nuova Zelanda è il Paese in cui ci si vuole trasferire è necessario procurarsi un’offerta di lavoro ed in base alle caratteristiche della stessa è possibile richiedere diversi visti.

Working Holiday Visa: per richiederlo bisogna avere un’età compresa fra i 18 ed i 30 anni e, una volta ottenuto, si può rimanere in Nuova Zelanda per dodici mesi continuativi. Tuttavia con questo visto non si può però lavorare per lo stesso datore di lavoro per più di tre mesi ed è possibile seguire un corso di studi della durata massima di tre mesi.

Accredited Employers Visa: è un visto lavorativo che ha una durata di 30 mesi che può essere richiesto solo se il proprio futuro datore di lavoro, obbligatoriamente accreditato presso il Servizio per l’immigrazione, abbia intenzione di riconoscerci uno stipendio minimo annuo pari a 55mila dollari neozelandesi per un’attività lavorativa di minimo 30 ore settimanali. Circa un anno prima dello scadere dell’Accredited Employers Visa sarà possibile richiedere il visto definitivo, ovvero lo Skilled Migrant Category Visa.

Long Term Skills Shortage List (LTSSL) Visa: questa tipologia di visto non si discosta moltissimo dall’Accredites Employers Visa ma per richiederlo è necessario avere meno di 53 anni e le nostre competenze devono rientrare in quelle elencate nella Skill Shortage List Check.

Anche in questo caso, dopo circa due anni è possibile richiedere lo Skilled Migrant Category Visa.

Essential Skills Visa: per ottenere tale visto è obbligatorio trovare un datore di lavoro di origine neozelandese che riesca a dimostrare di non essere riuscito a trovare lavoratori neozelandesi per quello stesso impiego. Inoltre questo visto può essere richiesto solo per certe categorie di lavori considerati essenziali per la società neozelandese. L’Essential Skills Visa può durare fino ad un massimo di 5 anni al termine dei quali è possibile richiedere l’Accredited Employers Visa o il Long Term Skills Shortage List. Solo successivamente sarà possibile richiedere lo Skilled Migrant Category Visa.

Skilled Migrant Category Visa: questo tipo di visto concede agli expat che riescono ad ottenerlo di vivere in Nuova Zelanda a tempo indeterminato. Affinché la propria richiesta venga presa in considerazione è necessario – oltre ad avere una buona conoscenza della lingua inglese – arrivare a “quota 100 punti”. I punti vengono assegnati così:

• Fra i 50 e i 60 punti se si dimostra di avere un’offerta di lavoro come specialista in un certo settore, manager o tecnico molto qualificato;
• Fra i 40 e i 60 punti in base al diploma, la laurea o altri master o riconosciuti come validi;
• Fra i 5 ai 30 punti in base all’età, che deve essere comunque inferiore ai 55 anni;
• 10 punti se abbiamo parenti in Nuova Zelanda.

Infine si segnala che il sito VisaOptions offre l’opportunità di compilare un breve form che può fornire agli expat interessati un’idea della tipologia di visto che è possibile richiedere in base alla loro situazione.

In ogni caso per qualsiasi informazione aggiuntiva o dubbio si consiglia di cliccare qui.

A livello generale va detto che gli expat con comprovate skill nei settori sanitario, IT, ingegneria e scienze naturali hanno ottime possibilità di trovare lavoro ma va detto che la Nuova Zelanda concede chance ancora migliori agli imprenditori stranieri, dal momento che secondo la classifica “Doing Business” stilata dalla World Bank, il Paese si posiziona al primo posto fra le 190 nazioni prese in considerazione per facilità di fare affari sul proprio territorio.

Aprire un’impresa è semplicissimo: è sufficiente un Pc una connessione internet ed una somma minima da investire (65mila euro) ma se l’attività riguarda il campo dell’ICT o quello scientifico e presenta un certo livello di innovazione, l’investimento può non essere necessario.

Infine fra gli altri aspetti positivi di trasferirsi in Nuova Zelanda per lavorare o aprire un’impresa c’è un ottimo sistema sanitario pubblico (fra i più completi al mondo) e un sistema di welfare non contributivo cui possono accedere solo i residenti permanenti che hanno vissuto nel Paese per un minimo di dieci anni (cinque se hanno si sono trasferiti dopo i 50 anni).

In definitiva in Nuova Zelanda la qualità della vita è piuttosto alta ma chi vi si trasferisce non deve cadere nell’errore di pensare che sarà tutto semplice perché le competenze richieste sono elevate ed il costo della vita non è irrisorio ed anzi è paragonabile a quello europeo.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

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