Ned, il misuratore contro gli sprechi è Made in Italy

Ned, il misuratore contro gli sprechi è Made in Italy
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07 Novembre 2018
Categoria: Un'Italia da Export

Con Christian Camarda, CEO di Midori, abbiamo parlato della startup torinese nata nel 2011 che ha realizzato prodotti come Ned, lo smart meter che permette a tutti gli utenti di scoprire quanto consuma ogni singolo elettrodomestico.

Da dove nasce l’idea di Ned?

NED nasce dall’idea di dare alle persone un accesso completo alle informazioni su come viene consumata l’energia in casa. In un’epoca dominata da nuove e rapide evoluzioni tecnologiche, il settore energetico sembra essere quello che non è riuscito fino ad oggi a restare al passo. NED vuole colmare questa distanza e portare anche in questo settore una tecnologia nuova in grado di dare ai cittadini maggiore consapevolezza sui consumi e sprechi energetici.

Da chi è composto il vostro team e quali sono le competenze più importanti per lo sviluppo e la crescita della vostra idea imprenditoriale?

Il team è composto per la maggior parte da ingegneri, ricercatori e sviluppatori, completato dal reparto marketing e comunicazione. Per la realizzazione e la commercializzazione di NED è fondamentale avere un team di ricerca e sviluppo di altissimo profilo, con competenze che spaziano dalla progettazione hardware, a quella firmware e software. È però altrettanto importante saper studiare il mercato, comprenderne le dinamiche complesse e il profilo dei clienti target, nonché saper comunicare correttamente e in modo efficace l’utilità del proprio prodotto e i valori su cui si fonda.

Quali sono le principali difficoltà che una startup incontra nel mercato italiano?

Avviare una startup richiede competenze che tipicamente i founder non possiedono da subito. La migliore qualità di un founder è certamente saper apprendere e saper imparare dai propri – inevitabili – errori. L’avvio di un’attività imprenditoriale in Italia non è ancora supportata da un ecosistema maturo che permetta ai founder di crescere rapidamente. Probabilmente la mancanza di formazione imprenditoriale è il più grande ostacolo a fare impresa in Italia, oltre – ovviamente – alla scarsità di fondi e alle agevolazioni destinate alle startup. Di contro, però, l’Italia è un ottimo Paese dove sperimentare nuove tecnologie e dove esistono settori in forte fermento, come quello energetico.

Quali mercati internazionali pensate siano più attrattivi per il vostro business e quali quelli dove trovare più facilmente investitori o finanziamenti?

Guardiamo favorevolmente all’internazionalizzazione di NED in Paesi come Francia e Germania. La Francia è cresciuta molto per capacità di attrarre finanziamenti destinati a progetti innovativi, mentre la Germania ha un mercato molto solido in grado di supportare la crescita di un progetto come NED.

Partecipare a programmi di supporto e tutoraggio offerti da incubatori ed acceleratori italiani genera un’utilità ed un vantaggio competitivo per una startup?

Siamo ospitati e affiancati dai servizi di tutoraggio dell’Incubatore del Politecnico di Torino. Il loro supporto è stato fondamentale durante i primi anni di attività per superare le prime difficoltà e lo è anche ora come aiuto alla definizione delle migliori strategie commerciali e all’accesso a finanziamenti pubblici e privati. Consiglio a chiunque voglia avviare una startup di affidarsi ad un incubatore certificato.

Quale consiglio dareste ai giovani startupper che intendono sviluppare una propria idea in Italia?

Direi di crederci fino in fondo, anche nei momenti (e non sono pochi) di difficoltà che dovranno affrontare. Ma più di tutto direi loro di studiare e prepararsi da subito ad affrontare un lavoro difficilissimo ma pieno stimoli.

Obiettivi per il futuro…

Il nostro obiettivo per il futuro è far crescere il progetto NED sviluppando le vendite B2C e B2B. Stiamo già cercando partnership con aziende di fornitura energetica, assicurazioni, banche e distributori per la diffusione di NED. Nel frattempo, non smettiamo di lavorare per introdurre nuove funzionalità e sperimentare la tecnologia di NED in altri Paesi europei con l’obiettivo a medio termine di internazionalizzare il progetto. Per ultimo, guardiamo con molta attenzione a possibili estensioni di NED anche nel settore delle piccole e medie imprese ed attività commerciali.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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