Infinito Design, i piatti personalizzabili Made in Italy guardano all’estero

Infinito Design, i piatti personalizzabili Made in Italy guardano all’estero
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19 Dicembre 2018
Categoria: Un'Italia da Export

Con Laura Carboni, fondatrice e Ceo di Infinito Design, abbiamo ripercorso le tappe fondamentali che hanno portato alla nascita di un’eccellenza italiana capace di portare a tavola esclusività e raffinatezza.

Da dove nasce l’idea di Infinito Design?

Infinito Design nasce nel 2011 dal mio desiderio di mettere a frutto ciò che ho imparato durante le mie esperienze di lavoro precedenti. Per oltre 10 anni ho lavorato nel mondo della nautica, in particolare per il brand Pershing del Gruppo Ferretti che costruisce yacht di lusso. In Pershing ho imparato a capire quanto sia importante l’innovazione, guardare oltre quello che tutti guardano e vedono. Sempre nella nautica ho imparato l’importanza della cura dei dettagli, del particolare, del sorprendere con soluzioni sempre nuove e inedite, ho imparato il valore del bello e di ciò che lo circonda. Ho poi cominciato a lavorare per l’azienda di famiglia, la falegnameria Ciesse, dove fin da subito mi sono occupata della parte commerciale e di marketing. Insieme a mio padre e ai miei fratelli ho iniziato a portare avanti nuovi progetti e dopo alcuni anni in azienda ho messo a frutto ciò che avevo imparato dalla nautica gli anni precedenti e quello che stavo apprendendo nella falegnameria. È nata così la linea da tavola Infinito Design, una collezione di piatti e taglieri che unisce l’esperienza ed il know-how produttivo dell’azienda Ciesse e le mie conoscenze apprese dalla nautica. Oggi Infinito Design si rivolge ai principali professionisti del segmento Ho.Re.Ca. (Hotel, Restaurants, Catering), eccellenze del Food & Beverage, produttori di cucine e mobili di alta qualità, realtà del settore nautico e a tutti coloro che vogliano valorizzare ed esaltare le proprie proposte gastronomiche attraverso il design e la cura del dettaglio.

Da chi è composto il vostro team e quali sono le competenze più importanti per lo sviluppo e la crescita della vostra idea imprenditoriale?

Il team è composto da me, mio padre, i miei fratelli e una rete di agenti che, come noi, credono fortemente nel progetto di Infinito Design. Collaboriamo inoltre con importanti designer e architetti come Cristina Zanni e Franco Driusso, con l’obiettivo di fornire ai nostri clienti soluzioni concettuali uniche ed esclusive e progetti sperimentali sempre all’avanguardia. Il nostro motto è “Non esistono obiettivi irraggiungibili, esistono persone che non si arrendono” e siamo convinti che solo con un team affiatato si possano raggiungere obiettivi ambiziosi.

Quali sono le principali difficoltà che una startup incontra nel mercato italiano?

Più che di difficoltà mi piace parlare di sfide. La nostra sfida principale è stata quella di innovare in un settore già consolidato ed occupato da importantissime realtà italiane ed internazionali. Per questo abbiamo deciso di utilizzare, per la prima volta nel campo della ristorazione, un materiale ‘inedito’ come il Krion K-Life Solid Surface, una resina composita con certificazione alimentare, ad altissime prestazioni funzionali ed estetiche, che consente di mantenere sempre costante la temperatura del piatto e quindi del cibo servito, nel caso di preparazioni calde e di piatti freddi, oltre a garantire la massima igienicità. Il mercato ci riconosce il valore di questa novità e di questo siamo particolarmente soddisfatti.

Quali mercati internazionali pensate siano più attrattivi per il vostro business e quali quelli dove trovare più facilmente investitori o finanziamenti?

Al momento ci stiamo focalizzando sul mercato nazionale con risultati interessanti e stiamo studiando e valutando per il 2019 anche come e dove muoverci sui mercati internazionali.

Partecipare a programmi di supporto e tutoraggio offerti da incubatori ed acceleratori italiani genera un’utilità ed un vantaggio competitivo per una startup?

Non abbiamo partecipato a questo tipo di programma, ma ci avvaliamo di un team di professionisti che ci aiutano a individuare, sviluppare e portare avanti le strategie migliori.

Quale consiglio dareste ai giovani startupper che intendono sviluppare una propria idea in Italia?

Dalla nautica ho imparato i valori della creatività, del team e, cosa forse ancor più importante, a tenere duro. E’ fondamentale non mollare ed uscire dalla propria zona di comfort, rimettendosi sempre in discussione e, se necessario, “tornare al via” esplorando nuove strade e nuove soluzioni. Questi sono i consigli che darei ai giovani startupper.

Obiettivi per il futuro…

Il nostro obiettivo è continuare a crescere, consolidando la nostra posizione nelle principali realtà del mondo Ho. Re.Ca, alimentare e del design nel nostro Paese, per poi muoverci anche verso l’estero.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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