Toratora, la vacanza a sorpresa Made in Italy

Toratora, la vacanza a sorpresa Made in Italy
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09 Gennaio 2019
Categoria: Un'Italia da Export

Con Francesco Simeone, CEO di Toratora, startup che organizza viaggi con destinazione a sorpresa in tutta Europa, abbiamo parlato di un progetto pensato appositamente per i viaggiatori più avventurosi…

Da dove nasce l’idea di Toratora?

Ho deciso di regalare ad un nostro amico un viaggio al buio. Lui insisteva nel sapere dove saremmo andati, ma noi abbiamo deciso di dirgli la meta solo in aeroporto. Il nostro amico era un po’ titubante e anche spaventato ma allo stesso tempo molto incuriosito da quale potesse essere la città scelta. Alla fine ne è venuta fuori un’esperienza elettrizzante e il mio amico ha ammesso che l’adrenalina legata a questo viaggio l’ha reso decisamente indimenticabile. Così è nata l’idea di Toratora, la prima startup italiana del settore dei viaggi a sorpresa in Europa ad offrire lo stesso prezzo in qualsiasi periodo dell’anno: 179 euro per andare ovunque, in qualsiasi momento. Toratora promette di rivoluzionare il modo in cui si viaggia grazie ad un mix di destinazioni a sorpresa e prezzi low cost, che incontra le esigenze di esperienze uniche e l’attenzione al budget dei viaggiatori più giovani. Un’altra novità introdotta da Toratora nel settore in crescita dei viaggi “al buio” è la possibilità di partire da ben 37 città europee. La destinazione sarà ovviamente “a sorpresa” ma sul nostro sito è possibile scartare fino a 3 destinazioni gratuitamente e al costo di 5€ l’una per le successive.

Da chi è composto il vostro team e quali sono le competenze più importanti per lo sviluppo e la crescita della vostra idea imprenditoriale?

Siamo 3 founder più 2 collaboratori. Io sono il CEO di Toratora e mi occupo di tutta la parte gestionale ed amministrativa. Giuseppe De Lauri, il CMO, è il nostro responsabile marketing, Tiziano Ciotti, CTO, si occupa della parte tecnologica. Per la crescita della nostra azienda, sicuramente sono state importantissime le nostre conoscenze nell’ambito tecnologico, in quello turistico, e soprattutto la differenziazione delle nostre competenze in ogni ambito, dalla tecnologia, alla gestione aziendale e al marketing.

Quali sono le principali difficoltà che una startup incontra nel mercato italiano?

Soprattutto nel creare un team all’altezza, nella gestione e reperibilità delle risorse finanziarie e nel trovare l’MVP. Spesso anche capire con esattezza quali possano essere i propri clienti, come arrivare sul mercato e le questioni legali. Anche in fase di crescita, le startup più mature, che hanno già ricevuto alcuni finanziamenti, incontrano spesso difficoltà nell’espandersi sia a livello nazionale che internazionale.

Quali mercati internazionali pensate siano più attrattivi per il vostro business e quali quelli dove trovare più facilmente investitori o finanziamenti?

In questo momento stiamo cercando di farci conoscere nel mercato italiano, essendo noi la prima piattaforma ad erogare questo tipo di servizio qui. Il prossimo step sarà quello di farci conoscere nei Paesi del centro e nord Europa, dove questo concept di viaggio è molto più conosciuto ed utilizzato. Già da gennaio, inizieremo con delle campagne mirate in Francia ed in Germania. Reperire finanziamenti in Italia non è molto semplice, si da ancora troppa poca credibilità alle startup ed ai giovani imprenditori. Cercare investitori in Paesi come Francia, Germania o Inghilterra sarebbe molto più facile, ma noi non vorremmo spostarci. Crediamo ancora fortemente nella possibilità di fare business in Italia, anche se non è facile.

Partecipare a programmi di supporto e tutoraggio offerti da incubatori ed acceleratori italiani genera un’utilità ed un vantaggio competitivo per una startup?

Assolutamente sì. Noi in questo momento siamo incubati a Lazio Innova, un acceleratore della Regione Lazio. Lavorare in un acceleratore ti da la possibilità di crescere più facilmente, di essere conosciuto. Ormai sono mesi che lavoriamo a Lazio Innova e posso dire con certezza che grazie al loro contributo stiamo crescendo moltissimo: abbiamo imparato tanto e siamo seguiti quotidianamente.

Quale consiglio dareste ai giovani startupper che intendono sviluppare una propria idea in Italia?

I consigli che posso dare sono tanti. In primis mettetevi in gioco, se avete un’idea, sviluppatela. Lavorate su ciò che vi importa. Credete in voi stessi, saranno tanti i momenti difficili, dove avrete la sensazione di essere sull’orlo del baratro, ma non arrendetevi. Circondatevi di persone competenti, il team è fondamentale. Avere persone al proprio fianco che credono e condividono allo stesso modo e con la stessa intensità al progetto portato avanti, è importantissimo. Il team è tutto in una startup. Infine l’ultimo consiglio è: abbiate pazienza, nessun successo si raggiunge facilmente e velocemente. Obiettivi per il futuro… I prossimi passi saranno quelli di consolidare Toratora come uno dei più competitivi market place nell’industria turistica dove domanda e offerta vengono soddisfatte senza bisogno dell’intervento di terze parti. Per rendere al meglio l’esperienza del viaggio daremo la possibilità a soggetti quali guide turistiche, esercizi ricettivi, organizzazioni culturali ed enti museali di iscriversi alla piattaforma e proporre in autonomia i propri servizi.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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