Sharebot allarga i propri confini e sbarca in Germania

Sharebot allarga i propri confini e sbarca in Germania
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11 Luglio 2018
Categoria: Meccatronica & Automotive
Paese:  Germania

Sharebot, il principale produttore italiano di stampanti 3D professionali, inaugura oggi il suo primo Showroom ad Amburgo.

Fondata inizialmente come startup nel 2013 da Cristian Giussani e Arturo Donghi, oggi rispettivamente capo della ricerca e Ceo, conta meno di 20 dipendenti presso la città di Nibionno, ma ha già destato l’interesse di diversi investitori internazionali.

Oggi l’azienda conta più di 3.000 stampanti vendute nel mondo ed è valutata 5 milioni di euro, registrando da due anni aumenti del fatturato a doppia cifra (1.76 milioni di euro nel 2017). “Lo show-room di Amburgo, aperto in collaborazione con il colosso del biomedicale Dmg è un passo in questa direzione. Puntiamo a diventare un’azienda globale con 10 milioni di fatturato entro il 2020. Nel 2018 sbarcheremo negli Usa, che rappresentano più del 50% del mercato, con uno Sharebot HQ a Ventura, in California, che si aggiunge a quello di Amburgo” ha commentato Arturo Donghi.

Lo sviluppo aziendale si fonda principalmente su due elementi, la ricerca e sviluppo e le partnership strategiche. Nei suoi primi cinque anni di attività Sharebot ha investito oltre 850mila euro in ricerca ed oltre 350mila euro sul marchio Sharebot tra fiere, eventi, conferenze e viaggi. Il 2017 ha visto l’entrata nel capitale della società di due soci molto importanti sul fronte tecnologico: i tedeschi di Dmg Digital Enterprises di Amburgo che sviluppa, produce e vende dispositivi medici dentali in più di 80 paesi e Dentalica spa, punto di riferimento per l’odontoiatria italiana. “Il settore meccanico è stato il nostro punto di partenza ma quello dentale promette la maggiore espansione nei prossimi anni anche grazie ai nuovi soci. Il prossimo passo sarà quello orafo, per il quale stiamo mettendo a punto delle resine ad-hoc” ha spiegato Donghi.

Sharebot si focalizza sul mercato professionale delle piccole e medie aziende con prodotti che superano spesso i 5mila euro per i modelli più evoluti, garantendo grande flessibilità e qualità e, soprattutto, puntando su interfacce che ne semplificano l’utilizzo da parte degli utenti. Questa roadmap in linea con le previsioni di evoluzione del mercato che, secondo le stime dello studio Ing 3D printing: a threat to global trade, potrebbero vedere la stampa 3D responsabile della produzione localizzata del 40% delle merci oggi oggetto di scambi internazionali. “A lungo termine l’obiettivo è arrivare alla quotazione, molto probabilmente negli Usa, ma non è un passaggio imminente perché siamo già in utile e molto liquidi, anche grazie all’entrata dei nuovi soci. Non ci interessano investitori puramente finanziari, ma soci con competenze e tecnologie che ci aiutino a crescere in nuovi mercati” ha concluso il Ceo di Sharebot.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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