Lusso accessibile ed internazionalizzazione, ecco i fattori di successo di Coccinelle

Lusso accessibile ed internazionalizzazione, ecco i fattori di successo di Coccinelle
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31 Luglio 2018
Categoria: Moda

Coccinelle, brand di borse e piccola pelletteria acquisito nel 2012 dal retailer coerano E-Land, ha chiuso l’anno 2017 con una crescita a doppia cifra del fatturato (+16%) a quota 89 milioni di euro e punta ad archiviare l’esercizio in corso arrivando alla soglia critica dei 100 milioni.

Il marchio di pelletteria, fondato a Parma nel 1978, lo scorso anno ha visto il proprio Ebitda salire del 42%, con un export che ha assorbito metà delle vendite: l’Italia rimane il primo mercato, anche se, grazie al processo di internazionalizzazione, il mercato nazionale è sceso per la prima volta nella storia del brand sotto al 50 per cento. Continuano la crescita di Germania (+24%) e Russia (+16%), che rimangono rispettivamente il secondo e il terzo mercato. Cresce in modo accentuato la Cina (+150%), che diventa così il quarto mercato.

Poter contare su capitali freschi e sapere che il socio finanziario capisce le logiche industriali e non guarda solo ai numeri è importante. Lo stesso vale per la possibilità di attrarre manager di alto livello e per la libertà di investire in marketing e comunicazione. Ma quello che fa davvero la differenza è la capacità di cambiare la propria visione del prodotto e del mercato. Occorrono studio e umiltà per osservare i competitor e allo stesso tempo bisogna aver ben chiari i propri punti di forza” commenta Andrea Baldo, amministratore delegato di Coccinelle dal febbraio 2016.

Questi risultati sono stati possibili grazie ad un mix di lavoro di squadra, visione di medio termine e condivisione della strategia da parte di ogni singola funzione aziendale.

Baldo ha aggiunto “Come dicevo all’inizio, i numeri contano ma non dicono tutto: il successo di Coccinelle è arrivato perché abbiamo lavorato su stile, distribuzione, concept dei negozi e comunicazione. I consumatori percepiscono la coerenza e la fedeltà di un marchio alla sua storia. Allo stesso tempo, hanno bisogno di essere stimolati”.

L’AD non ha mai pensato di cambiare il posizionamento di Coccinelle, in accordo con il gruppo coreano E-Land, proprietario del brand dal 2012. “Siamo nel segmento del lusso accessibile, la maggior parte delle borse ha prezzi compresi tra 250 e 350 euro. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo e facilmente percepibile da ogni donna che ami e conosca le borse: le pelli sono tutte conciate in Italia e lo stile e la prototipia sono interne. Per la produzione ci affidiamo a un network di fornitori ai quali ci lega un’autentica partnership” ha aggiunto Baldo.

Le collezioni si sono ampliate grazie alla creatività congiunta dell’attuale direttrice della comunicazione del brand, Eleonora Puja e dalla designer belga Vinciane Stouvenaker. “Si capiscono, si ascoltano e riescono a unire le rispettive visioni. Lavorano sul prodotto ma anche sulla comunicazione e l’immagine dei negozi” ha concluso Baldo. Dopo l’estate verrà aperto il nuovo flagship store milanese e proseguirà l’espansione retail in Asia e in particolare in Cina, dove già oggi sono presenti 21 negozi.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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