Le aziende tricolori del beachwear promosse alla “prova costume”

Le aziende tricolori del beachwear promosse alla “prova costume”
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02 Ottobre 2018
Categoria: Moda

L’estate si è conclusa ed è tempo di bilanci: in quanti hanno superato la temutissima “prova costume”? Le aziende tricolori produttrici di beachwear sembrano averla superata a pieni voti!

Contro ogni attesa, il settore infatti continua a crescere nel mondo, e non solo nel periodo estivo: secondo le stime di Confindustria Moda per Smi, nel 2017 le esportazioni di capi italiani di intimo e beachwear hanno superato i 2 miliardi di euro, segnando un +8,4%. I costumi da bagno hanno registrato un +10% in valore verso i Paesi extra-Ue e un +8,1% entro i confini europei con Spagna, Francia e Germania come mercati di riferimento. E sono cresciuti del 2% anche sul mercato interno.

Quando si parla di costumi di bagno, uno dei primi nomi che viene in mente è Calzedonia, e che sotto il suo ombrello – o, giusto per rimanere in tema, ombrellone –, include tanti brand noti al grande pubblico. Di recente, il gruppo ha raggiunto un importante traguardo: 2,3 miliardi di euro con ricavi in aumento dell’8,7%. Oltre all’omonimo marchio Calzedonia, che guida il trend di crescita con un giro di affari pari a 802 milioni di euro (+14% rispetto all’anno precedente), troviamo Intimissimi e Tezenis, rispettivamente a quota 691 e 609 milioni di euro. Il dato sorprendente è che oltre la metà del business è dovuto alle vendite estere, a conferma dell’apprezzamento che il mondo nutre per lo stile e la qualità Made in Italy. Oltre all’export, la spinta arriva dalla rete distributiva, che conta 4.454 punti vendita in 49 Paesi del mondo e 242 nuove aperture. E nel futuro ci sono maggiori investimenti per consolidare la leadership del Gruppo a livello internazionale e incrementare la presenza all’estero, sia in termini di boutique che di stabilimenti produttivi.

Lo stesso a cui ambisce Parah, storico marchio italiano di beachwear e lingerie, che sta portando avanti una strategia di espansione all’estero a 360 gradi. Fondata nel 1950, oggi conta oltre 1.300 punti retail sparsi tra Europa, Asia, Emirati Arabi, Russia e Stati Uniti, ma questo numero è destinato a crescere ancora grazie alla collaborazione con i principali department store (come la catena spagnola “El Corte Inglés” solo per fare un esempio) e alcuni clienti partner selezionati.

Così come l’abbigliamento, inoltre, anche il settore dell’intimo mare è profondamente influenzato dai trend di moda e si adegua ai tempi che cambiano aprendosi alle novità. Non solo nuovi modelli e colori da indossare, ma tessuti tecnici all’avanguardia che sempre di più strizzano l’occhio alla sostenibilità. Per esempio, il gruppo veneto United Colours of Benetton (1,376 miliardi di euro nel 2016) ha inaugurato la stagione lanciando a fine maggio una linea di costumi femminili “Bio Beachwear”, realizzati in un filato ottenuto dai semi di ricino che ha un ridotto impatto sull’ambiente.

Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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