Turismo di ritorno e digital transformation, da qui passa il futuro del settore

Turismo di ritorno e digital transformation, da qui passa il futuro del settore
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29 Settembre 2018
Categoria: Turismo & Cultura

Le Nazioni Unite e tutto il mondo hanno celebrato il 27 settembre, la giornata mondiale del turismo dedicata quest’anno alla trasformazione digitale attraverso piattaforme, big data e intelligenza artificiale.

Il turismo negli ultimi sei decenni ha registrato una continua espansione e diversificazione diventando uno dei settori economici in più rapida crescita e più importanti del mondo, a vantaggio di destinazioni e comunità. E questo nonostante sfide assai dure come la crisi economica globale, i disastri naturali, le pandemie, le tensioni internazionali e gli attacchi terroristici.

Quello che differenzia il turismo oggi è che il viaggiatore si basa molto sulle esperienze ed è per questo che chi programma un viaggio, la prima cosa che va a leggere su internet sono le recensioni che, per l’ appunto, altro non sono che esperienze vissute da altri. Il digitale stravolge la fruizione di informazioni e di servizi giocando così un ruolo importantissimo nella promozione di luoghi ed eventi turistici.

Oggi si vorrebbe lavorare anche su un altro tipo di turismo, quello di ritorno rivolto a figli, nipoti di migranti. Sono stati quasi 30 milioni gli italiani emigrati con la speranza di un futuro migliore tra la fine dell’800 e la fine del secolo scorso. Un numero molto alto che, se ben sfruttato con il cosiddetto “turismo di ritorno” o “delle origini”, potrebbe fruttare all’Italia un vero tesoretto di turisti, interessati tra l’altro a zone in larga parte al di fuori delle mete tradizionali e in momenti non per forza di alta stagione.

Secondo un studio dell’Enit, il bacino potenziale teorico è pari a circa 80 milioni di persone. Il giro d’affari attualmente relativo a questo segmento turistico dal solo continente americano si aggira intorno ai 650 milioni di euro, per un totale di 670 mila arrivi all’anno in Italia.

Non è inoltre da dimenticare che il turismo di ritorno dà origine spesso ad investimenti nei paesi di origine e potrebbe diventare un modo per ripopolare borghi con numeri ormai residuali di abitanti.

Fonte: a cura della redazione di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

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