Viaggio al centro...commerciale!

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30 Settembre 2018
Categoria: Retail

In America si chiama “Retail Apocalypse” ed è il fenomeno che sta annientando il commercio al dettaglio. Una spirale senza fine cominciata coi grandi centri commerciali che portavano alla chiusura i piccoli negozi, mentre oggi, quasi per una sorta di dantesca pena del contrappasso, sono gli stessi centri commerciali a chiudere per la concorrenza dei venditori online. In realtà la causa non è da rintracciarsi solo nella crescita vertiginosa dell’e-commerce, ma il fenomeno ha radici più profonde che vanno ricercate anche nei cambiamenti culturali, nei gusti più esigenti dei nuovi consumatori americani (la generazione Millennial), nell’ ampliamento del divario sociale.

E così, mentre le periferie delle metropoli statunitensi si popolano sempre più di Dead Malls, cioè di centri commerciali fantasma che hanno chiuso i battenti e che nei migliori dei casi sono stati reinventati in chiese, fattorie al coperto, e complessi di appartamenti, ma in molti altri sono stati abbandonati rimanendo alla mercè di esploratori urbani occasionali, in Italia e in molte altre parti del mondo è boom di aperture.

Ma cosa sapete su questi grandi templi dello shopping? Siete curiosi di sapere quali sono i più grandi, i più strani e qual è la caratteristica che li accomuna tutti?

La struttura è sempre la stessa

Nei centri c’è sempre un’“àncora”: è il punto che attrae di più i consumatori. In genere è un ipermercato. Ci possono essere anche altri grandi punti vendita: il centro specializzato in elettrodomestici, in abbigliamento sportivo, nel fai-date. I clienti quindi arrivano per fare spesa, ma intanto guardano il resto…
La geometria dei centri commerciali è studiata scientificamente. Nelle aree vicino alle entrate, per esempio, non si è “pronti” allo shopping: ci sono in genere saloni di bellezza, banche, sale videogiochi, edicole o lavanderie. Ai piani alti, invece, i clienti salgono meno. Conviene metterci un punto di “richiamo”: il ristorante. E rendere i piani visibili da una piazza in basso, collegati da scale mobili.

Shoppertainment

La strategia essenziale è unire alle compere il divertimento: si chiama “shoppertainment” (shopping più entertainment, cioè intrattenimento). Ai negozi si affiancano acquari spettacolari e piscine, campi da mini- golf… Il Bluewater, nel Regino Unito, ha un lago per pescare; Dubai Mall, negli Emirati Arabi Uniti, il più grande del mondo, comprende al suo interno un acquario (con il più grande pannello in vetro acrilico più grande del mondo (32.88 m larghezza × 8.3 m altezza), un parco giochi, un lago con cascata e una pista olimpionica per pattinaggio su ghiaccio.

Il centro commerciale più grande del mondo…è anche il più deserto!

Il New South China Mall di Dongguan è il più grande centro commerciale del mondo sulla base della superficie lorda affittabile (600.000 mq). Aperto nel 2005, la gigantesca struttura è suddivisa in 7 aree, ognuna delle quali si ispira a città e paesi diverse: Parigi, Venezia, Roma, Amsterdam, Egitto, Caraibi e California. Tuttavia c’è soltanto una cosa che manca a questo centro commerciale, un dettaglio di poco conto, vale a dire i negozi. Infatti, il centro, ribattezzato anche “Ghost Mall”, sin dalla sua apertura ha sofferto della mancanza di occupanti, e su una superficie in grado di ospitare più di 2000 attività commerciali, solamente 47 negozi sono aperti! E nonostante questo, la struttura continua a ingrandirsi.

Poi c’è quello a tema…faraonico!

Il Dubai Wafi Mall è ispirato all’antico Egitto. È rivestito di mosaici e ha più di 30 ristoranti a forma di piramide. Ha anche mini golf e un centro benessere, ma una delle maggiori attrazioni è un mercato ispirato al 14° secolo con venditori locali.
Che dire? Non c’è davvero che l’imbarazzo della scelta per dedicarsi al divertimento e allo shopping sfrenato in giro per il mondo!

Lo sapevate che…

Nei centri commerciali c’è anche chi si sposa? A Bloomington, Minnesota, il Mall of America ha al suo interno una chiesa - la Cappella dell’Amore - dove si sono sposate più di 7.500 coppie.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Maria Chiara Migliaro, redazione@exportiamo.it

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