American Cities Of the Future 2015-2016

American Cities Of the Future 2015-2016
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13 Maggio 2015
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  USA

Sono stati recentemente pubblicati da fDi Magazine, i risultati di una nuova edizione dello studio “American Cities of the Future 2015/2016” che analizza le realtà urbane più promettenti dell’intero continente americano, maggiormente capaci di attrarre flussi di capitali.

fDi Intelligence, editore di fDi Magazine, é la divisione del Financial Times considerata il più grande centro di eccellenza a livello mondiale per quanto riguarda l’analisi dei flussi di investimento, fornendo a decisori aziendali e professionisti degli investimenti transfrontalieri un’immagine ed una mappa sempre aggiornata della continua evoluzione degli investimenti nel mondo.

I dati raccolti in “American Cities of the Future 2015/2016”, sono stati ordinati in cinque categorie: “Potenziale Economico”, “Apertura al Business”, “Capitale Umano e Lifestyle”, “Efficacia Costi” e “Connettività”.

E’ stata anche prevista una sesta categoria, “Strategia IDE”, unica categoria qualitativa, risultato dello studio del dettaglio delle specifiche strategie di promozione degli IDE in tutte le città del continente.

I risultati, almeno per quanto riguarda la prima posizione, non hanno riservato sorprese: al primo posto New York City regna sovrana confermandosi la città più attrattiva degli Usa per la terza volta consecutiva seguita nell’ordine da San Francisco e Houston.

Bisogna rilevare che nella top ten si trovano solamente città situate in Nord-America e Canada, indizio che evidenzia quanto la parte sud del continente sia ancora in significativo ritardo rispetto a quella settentrionale.

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Al di là di New York, tutto si muove, in particolare negli States ed emergono realtà sempre più dinamiche e di conseguenza attrattive per gli investitori.

San Francisco, al secondo posto della classifica generale, guadagna ben 6 posizioni rispetto alla precedente rilevazione e la magia del momento é nei numeri: una crescita del 150% di progetti IDE fra il 2010 e il 2014 per un totale di 307 investimenti stranieri effettuati e di questi circa il 58,5% sono stati investimenti diretti nei settori software ed IT.

La città di San Francisco si contraddistingue per l’innovazione e infatti sono stati concessi più di 26.000 brevetti tra il 2003 e il 2013, con un enorme incremento (+80%) delle registrazioni di nuovi brevetti avvenuto fra il 2010 e il 2013.

La città é inoltre sede di grandi aziende (Salesforce, Twitter, Airbnb) che a loro volta investono all’estero: negli ultimi anni sono stati realizzati ben 432 progetti IDE verso l’esterno, dei quali circa il 65% nei settori software e IT.

Altra realtà in forte crescita é Houston, città situata sulla costa orientale del Texas che, come San Francisco, ha scalato il ranking passando dal sesto al terzo posto.

Houston, oltre ad essere sede di ben 14 aziende fra le 500 più grandi al mondo, può vantare l’avviamento di una nuova start-up sul suo territorio ogni circa 6 giorni.

Interessante inoltre il caso di Sunnyvale, unica cittadina di modeste dimensioni (popolazione di circa 148.000 persone), ad entrare nella top 10, addirittura al quinto posto.

La città é economicamente solida con un PIL pro capite molto elevato (oltre 90.000 mila dollari), un’inflazione dell’ 1,98% ed un tasso di disoccupazione molto ridotto pari al 4,6%. Le sue industrie principali si sviluppano in campi come software, informatica e comunicazione e sono nella grande maggioranza dei casi basate su processi d’innovazione: anche qui sono stati registrati più di 20.000 brevetti (ogni 100.000 persone) tra il 2003 e il 2013. La città é inoltre la sede di aziende globali come Yahoo!, Plug and Play Tech e NetApp e solo queste tre realtà hanno rappresentato quasi la metà dei 139 progetti di IDE tra il 2010 e il 2014.

Spostando lo sguardo a Sud, all’America Latina, San Paolo si conferma la città maggiormente attrattiva, mantenendo il primato.

 La città é un importante polo di IDE ed é riuscita ad attrarre più di 500 progetti tra il 2010 e il 2014 da aziende come WPP, Boeing e Deutsche Post.

Inoltre San Paolo é anche l’unica città sudamericana che riesce ad entrare nella top 10 a livello continentale se si considerano solo le città di grandi dimensioni ovvero quelle che hanno una popolazione (considerando tutta l’area urbana contigua) di almeno 2 milioni di persone.

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Una realtà urbana emergente nell’area sudamericana appare essere quella di Antofagasta, città portuale nel nord del Cile.

La città ha un alto PIL pro capite (52.272 $), grandi risorse di rame e di minerali non metallici e - fra il 2010 ed il 2013 - ha registrato un aumento del 40% nel numero di brevetti registrati a testimonianza di un significativo e crescente sviluppo nel campo dell’innovazione.

Una citazione merita infine Heredia (10° posto), piccola cittadina del Costa Rica, considerata un’ottima opportunità d’investimento per varie ragioni: basso costo del lavoro, affitti convenienti, elettricità a buon mercato e bassi costi per l’importazione e l’esportazione di merci anche grazie alla presenza di numerose zone franche.

Lo studio American Cities of the Future 2015/2016 ha inoltre stilato una classifica anche per l’unica categoria qualitativa, la “Strategia IDE”, le cui valutazioni non influiscono però sul ranking generale

In questa speciale classifica “vince” Atlanta, seguita da New York City e Chicago.

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Dunque, nel complesso, si evidenzia una costante discrepanza nell’andamento degli IDE fra America del Nord e America Latina: gli IDE in Nord America sono aumentati del 4,55% tra il 2012 e il 2014 mentre in America Latina sono calati del 9,79% nello stesso periodo.

E’ evidente come la presenza di economie instabili e i diffusi disordini civili e politici abbiano minato la fiducia degli investitori internazionali, mentre il crollo dei prezzi del petrolio - in una regione che ne é fortemente dipendente – ha invece esasperato le già preoccupanti incertezze economiche in molti paesi dell’America Latina.

Per il resto New York, rimane pur sempre New York.

 

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

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