Insediamenti produttivi come forma di internazionalizzazione

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22 Settembre 2015
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Italia

Continua l’appuntamento di Exportiamo con gli approfondimenti dedicati ai temi al centro del II^ Corso in Export Management, questa volta a Padova dal 28 al 30 ottobre.

Il 29 ottobre il II^ modulo sarà affidato al dott. Roberto Corciulo, Presidente di IC & Partners SpA, società leader nel campo della consulenza per l’internazionalizzazione. Il suo contributo in particolare approfondirà il tema degli investimenti all’estero provando a spiegare quanto conti nelle scelte aziendali come e dove investire e quanto incidano sul successo le relative scelte organizzative ottimali.

 

Al centro dei focus geografici ci sarà l’analisi e l’approfondimento dedicato a:

 

- Paesi Visegrad (Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria)

 

- Paesi balcanici (Bulgaria, Romania e Serbia)

 

- Federazione Russa

 

Nel video che segue a partire dal min 2.14 un breve assaggio dell’intervento del Dott. Corciulo al convegno organizzato da Assolombarda sulla Polonia e i suoi consigli su come affrontare il mercato polacco per non trovarsi impreparati. 

 

 

Inutile continuare a ripeterci quanto l’internazionalizzazione sia oggi una scelta obbligata per le aziende che vogliono provare a crescere e a far crescere il loro fatturato.

 

La concorrenza é indubbiamente spietata e si tratta di una vera e propria sfida per le imprese chiamate ad elaborare strategie credibili e sostenibili tese anche a valutare la possibilità dell’insediamento diretto nei mercati stranieri.

 

La scelta di creare insediamenti produttivi all’estero può essere dettata da ragioni, esigenze ed opportunità differenti che tengono conto naturalmente degli aspetti fiscali e logistici, così come dei profili finanziari e dei costi.

 

Si parla di internazionalizzazione commerciale allorquando é prevalente nelle intenzioni dell’impresa, la scelta di installarsi con insediamenti produttivi diretti in loco con l’obiettivo di realizzare prodotti da destinare al mercato locale e - su più vasta scala - all’area geografica in cui il Paese target é inserito.

 

Cosa diversa é l’internazionalizzazione produttiva invece la cui finalità non é servire la domanda locale ma “rimpatriare” - per così dire - il prodotto.

 

L’internazionalizzazione commerciale corrisponde ad un vero e proprio investimento diretto all’estero e naturalmente il controllo sull’attività estera potrà essere esercitato in diversi modi e con diverse soluzioni proprietarie sul capitale sociale, in base anche e soprattutto al mercato destinatario dell’investimento.

 

Le variabili da valutare e le ipotesi da considerare sono tante, di sicuro sarà estremamente interessante ascoltare il 29 ottobre il dott. Corciulo illustrare le differenze fondamentali tra i diversi mercati e le modalità più idonee per approcciarli.

 

Dunque non perder tempo!

 

Per maggiori informazioni sulla II^ Edizione del Corso in Export Management clicca qui o scrivi a:info@exportiamo.it 

 

*Early booking entro il 30 settembre!*

 

Fonte: a cura di Exportiamo, di Francesca D’Agostino,  redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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