Commercio estero, settembre complicato per il Made in Italy

Commercio estero, settembre complicato per il Made in Italy
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17 Novembre 2016
Categoria: Marketing Internazionale

Non arrivano buone notizie dai dati sul commercio estero e i prezzi all’import diffusi oggi dall’Istat e relativi al mese di settembre dell’anno in corso.

Rispetto ad agosto infatti calano sia l’import (-4,5%) sia l’export (-1,6%) e dunque si spegne sul nascere l’inatteso boom di agosto, con il surplus commerciale che si ferma a 3,7 miliardi di euro, comunque in sostanzioso aumento (+2 miliardi) rispetto a settembre 2015.

Aree geografiche e categorie merceologiche

Molto male le vendite all’interno dei confini comunitari (-3,3%) solo parzialmente compensate dalle vendite verso l’area extra UE (+0,5%). In particolare sono beni strumentali (-2,8%) e beni intermedi (-1,6%) a registrare un marcato calo.

Se si analizzano i dati in una prospettiva trimestrale nel periodo luglio-settembre 2016, rispetto al trimestre precedente, l’aumento dell’export (+0,6%) è supportato maggiormente dalle vendite verso i paesi Ue (+0,8%).

Se invece si raffrontano i dati odierni con quelli di un anno fa settembre 2016 l’incremento tendenziale dell’export (+3,1%) riguarda sia l’area Ue (+3,2%) sia quella extra Ue (+3,0%). A trainare questi incrementi sono specialmente le vendite di autoveicoli (+13,6%) e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+7,1%) mentre le esportazioni di prodotti petroliferi raffinati (-6,5%) diminuiscono in misura sostenuta.

Dettaglio Paesi

Rispetto ad un anno l’aumento delle vendite di Made in Italy sui mercati esteri è consistente in Cina (+23,3%), Giappone (+18,2%) e Stati Uniti (+11,1%) mentre diminuiscono sensibilmente le esportazioni verso i Paesi OPEC (-10,9%) ed il Belgio (-10,5%).

Per quanto concerne l’import invece la diminuzione tendenziale è pari a -2,7% ed è causata esclusivamente dalla cattiva performance dell’area extra Ue (-8,7%).

Nei primi nove mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge 37,3 miliardi (+56,2 miliardi al netto dei prodotti energetici).

Prezzi all’import e quota italiana su export europeo

Nel mese di settembre 2016 l’indice dei prezzi all’importazione dei prodotti industriali è salito lievemente (+0,1%) rispetto ad agosto mentre è calato dell’1,7% su base tendenziale.

Questo calo prezzi dipende essenzialmente dall’andamento registrato sul comparto energetico, al netto del quale l’indice registra un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente e una diminuzione dell’1% in termini tendenziali.

L’incremento delle esportazioni italiane nel periodo gennaio-settembre 2016 ha superato quello dell’insieme dei Paesi dell’Area euro.

Grazie alla dinamica delle vendite verso i mercati Ue è aumentata l’incidenza delle esportazioni italiane rispetto al totale dell’Area euro (da 9,6% a 9,8%) mentre si è invece ridotta l’incidenza nelle aree extra Ue da 13,5% a 13,4%. La quota dell’Italia sulle esportazioni totali dell’Area euro è quindi passata da 11,0% a 11,1%.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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