Aprile complicato per il commercio estero extra UE

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25 Maggio 2017
Categoria: Marketing Internazionale

Doccia fredda per il Made in Italy dai dati sul commercio estero extra UE diffusi oggi dall’ISTAT e relativi ad aprile 2017: l’export di prodotti italiani è infatti registrato in marcata contrazione (-4,9%) rispetto al mese precedente mentre un calo meno significativo si è verificato per l’import (-0,8%).

Per quel che riguarda le esportazioni la diminuzione abbraccia praticamente tutte le principali categorie merceologiche, eccezion fatta per l’energia (+4,5%). Il calo è evidente per beni strumentali (-8,1%), beni intermedi (-3,9%) e beni di consumo non durevoli (-2,6%).

Sul lato acquisti invece sono energia (-3,8%) e beni di consumo non durevoli (-3,3%) a registrare le contrazioni più significative.

Negli ultimi tre mesi, in ogni caso, l’export italiano extra UE è registrato in moderata espansione (+0,4%)  trainato da un particolare incremento delle vendite di beni di consumo durevoli (+6,2%).

Nello stesso arco temporale si evidenzia un aumento delle importazioni (+2,8%), particolarmente esteso a beni di consumo durevoli (+7,6%), beni intermedi ed energia (+4,5% per entrambi).

Attenzione però perché il calo (che su base annuale cresce fino a -3,7%), al netto dell’effetto prodotto dal diverso numero di giorni lavorativi fra aprile 2017 e aprile 2016, si trasforma in un dato positivo (+2,7%).

Il surplus commerciale (+2,56 miliardi) è in netta diminuzione - di oltre un miliardo di euro - rispetto a quello dello stesso mese del 2016 (+3,6 miliardi).

Dettaglio Paesi

Rispetto allo stesso mese dello scorso anno, come si vede nella nostra infografica, le vendite di beni verso Paesi OPEC (-17,6%), Stati Uniti (-9,6%), Turchia (-7,8%) e Svizzera (-6,7%) risentono di uno stop piuttosto significativo mentre cresce l’export verso Russia (+13,6%), Giappone (+7,1%), Cina (+5,6%), Paesi ASEAN (+5,3%) e Paesi MERCOSUR (+1,3%).

Per quel che riguarda gli acquisti, essi sono aumentati in misura consistente da India (+21,1%), Turchia (+16,9%), Russia (+13,8%) e Paesi OPEC (+9,6%).  Giappone (-48,2%). Male invece Svizzera (-7,7%), Paesi MERCOSUR (-3,7%) e Stati Uniti (-0,6%).

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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