Le tensioni fra Qatar e Arabia Saudita sono un problema per il Made in Italy?

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06 Giugno 2017
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Qatar

Che effetti rischia di avere l’interruzione dei rapporti diplomatici operata da una serie di Paesi nei confronti del Qatar sul Made in Italy e sulle relazioni commerciali fra Roma e Doha?

11.437 km² rappresentano un numero che, detto così, vuol dire poco e niente. Quel numero in realtà descrive le ridotte dimensioni del Qatar, di poco superiori a quelle dell’isola greco-turca di Cipro e, per riportare il tutto ad una realtà che conosciamo meglio, molto simili a quelle dell’Abruzzo.

Stiamo quindi parlando di una realtà molto piccola ma che rischia di diventare il territorio di scontro e di una resa dei conti fra alcuni importanti attori mondiali.

In effetti nei confronti dell’emirato della Penisola Arabica si è scatenata una vera e propria bufera che rischia di avere dei risvolti assai significativi a livello internazionale: nei giorni scorsi l’Arabia Saudita, insieme ad una folta schiera di stati (Emirati Arabi Uniti, Egitto, Bahrein, Maldive, Yemen e Libia orientale), ha infatti deciso di interrompere tutti i rapporti diplomatici con il Qatar.

Le conseguenze di questa scelta non sono affatto banali perché comportano, oltre alla chiusura dei confini, uno stop generalizzato del traffico aereo e marittimo ed il rientro forzato in patria dell’intero corpo diplomatico qatariota presente sul territorio degli Stati sopracitati.

Difficile dunque che una decisione così drastica non poggi su delle solide fondamenta e, almeno ufficialmente, la ragione di questa azione è la diretta conseguenza del “sostegno al terrorismo” di cui Doha è stata apertamente accusata.

Inoltre va detto che questa decisione sembra direttamente legata alla visita nella regione del Presidente USA Donald Trump di due settimane fa durante la quale il tycoon ha richiamato i Paesi sunniti dell’area a formare una solida “alleanza anti-terrorismo” individuando nell’Iran il nemico principale da combattere.

Le incomprensioni fra il Qatar ed i Paesi vicini hanno comunque origini lontane e risiedono nella “mancata malleabilità” di Doha che non ha alcuna intenzione di allinearsi alla politica estera di Riad e che porta avanti una concezione di Islam profondamente diversa rispetto a quella saudita.

Effetti sull’economia locale

Questa manovra di isolamento regionale comporterà inevitabilmente delle conseguenze negative per l’economia qatarina che, in ogni caso, sembra avere una consistente dotazione di risorse per fronteggiare, almeno nel breve periodo, gli effetti di questa crisi diplomatica.

Ciò che preoccupa il Qatar piuttosto sono gli effetti di medio-lungo periodo che potrebbero tradursi in un sensibile calo degli investimenti esteri ed in un generalizzato danno di immagine che potrebbe addirittura inficiare l’organizzazione dei Mondiali di calcio del 2022, un evento di portata globale sul quale la piccola monarchia ha investito moltissimo.

Effetti sul Made in Italy

I rapporti commerciali fra Roma e Doha sono buoni e sono caratterizzati da un interscambio che nel 2016 è stato pari a 1,755 miliardi di euro. Lo scorso anno, dopo diverso tempo, il saldo commerciale è inoltre tornato favorevole per il Belpaese, anche se si parla di una cifra molto modesta, quantificabile in circa 60 milioni di euro.

Un eventuale irrigidimento delle relazioni commerciali con il Qatar potrebbe finire per danneggiare le produzioni italiane maggiormente richieste a Doha fra cui spiccano: macchinari, prodotti intermedi per le costruzioni, apparecchiature elettriche ed elettroniche, abbigliamento, calzature e pelletteria, giolielleria, arredamento, automotive, navale, agroalimentare e bevande, prodotti chimici e medicali.

E questo sarebbe un vero peccato perché i consumatori qatarini apprezzano il Made in Italy proprio come il giovane emiro Tamim bin Hamad al-Thani, alla guida del Paese dal 2013. Tamim infatti, lo scorso gennaio, si è recato in visita a Roma ed ha incontrato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’obiettivo di procurare agli investitori qatarini nuove opportunità di business.

Va poi ricordato che gli investimenti del piccolo emirato nel Belpaese sono già evidenti. Ad esempio il Qatar Investment Authority (Qia), il 14esimo fondo sovrano più ricco al mondo che conta asset per oltre 300 miliardi di dollari, ha già investito nel Belpaese sia in Costa Smeralda – acquisendo alberghi e strutture turistiche – che a Milano nel Progetto Porta Nuova, un ampio intervento di riqualificazione urbana ed architettonica.

L’acquisto di alberghi di lusso da parte di investitori qatarini tuttavia non si è limitato alla Sardegna ma si è rapidamente diffuso a molte altre importanti città italiane per un valore complessivo vicino al miliardo di euro. Fra i principali hotel passati nelle mani di Doha ricordiamo il Four Seasons e il Gallia a Milano, il Baglioni e il St Regis Florence a Firenze, il Westin Excelsior e il Grand Hotel St Regis a Roma e Palazzo Gritti a Venezia.

Da segnalare infine che il fondo Mayhoola for Investment, braccio finanziario della famiglia reale, ha acquistato la Maison Valentino per 700 milioni di euro oltre ad un altro noto brand del settore moda, Pal Zileri.

Le vicende degli ultimi giorni quindi non riguardano semplicemente i delicati equilibri nella regione mediorientale ma sono anche fortemente interconnesse con le relazioni economiche e commerciali intrattenute da uno dei Paesi più ricchi del mondo in termini di Pil pro-capite.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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