Nuove opportunità per il Made in Italy dallo sviluppo degli aeroporti russi

Nuove opportunità per il Made in Italy dallo sviluppo degli aeroporti russi
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22 Settembre 2017
Categoria: Dogane e Supply Chain
Paese:  Russia

Lo sviluppo economico della Russia passa anche per un ammodernamento delle proprie infrastrutture aeroportuali ed a questo scopo sono stati stanziati ben 6 miliardi di dollari che verranno investiti, da qui al 2020, non solo per potenziare 42 dei 259 aeroporti esistenti ma anche per costruirne di nuovi

Tutto quello che si trova “dentro” un aeroporto in Russia oggi può rappresentare un’opportunità di business per le aziende italiane: da forniture di materiali da costruzione per terminal e piste aeree alle merci necessarie a ristoranti, negozi e bar, dall’offerta di sistemi di coordinamento del traffico aereo a progetti edili per parcheggi o potenziamento dell’area bagagli.

Ma anche servizi ingegneristici per il rinnovamento di apparati di sicurezza e sistemi IT per migliorare la gestione delle risorse interne alla struttura aeroportuale. Potenziali affari includono anche piani finalizzati alla gestione idraulica e all’efficientamento energetico, perché le luci oggi installate negli aeroporti russi sono al 99% alogene, mentre il mercato globale si sposta progressivamente verso la tecnologia led. Esempi concreti che offrono l’idea delle possibilità per le imprese Made in Italy in questo settore dinamico della Federazione russa, di cui si è parlato in un convegno ieri mattina a Milano, presso la Camera di Commercio Italo-Russa, ente organizzatore dell’evento in collaborazione con Reed Exhibitions ISG Italy.

A emergere dagli interventi di Leonora Barbiani, segretario generale della Camera di Commercio Italo-Russa, Anna Dycheva-Smirnova, managing director di RELX Group Russia-Reed Exhibitions, Larisa Bryntseva, show director di NAIS e Gianluca Sala, export development manager presso Reed Exhibitions ISG Italy S.r.l., sono numeri significativi, anche in relazione alla prossima edizione della fiera dell’aviazione civile National Aviation Infrastructure Show (NAIS) che si terrà a Mosca il 7 e l’8 febbraio 2018 presso il polo fieristico Crocus.

La Russia punta a potenziare 42 aeroporti e a costruirne di nuovi

Un dato fra tutti: la Federazione russa sta sviluppando un ambizioso piano di investimenti per potenziare 42 nuovi aeroporti e costruirne di nuovi, promuovendo partnership con player stranieri al fine di colmare le carenze di know-how russo.

Il volume degli investimenti volti a sviluppare le infrastrutture aeroportuali in Russia tra il 2016 e il 2020 ammonta a 6 miliardi di dollari, di cui 2,4 miliardi sono privati. Corrisponde invece a 40 miliardi di dollari il volume degli investimenti nel settore dell’energia e dei trasporti della Federazione russa per il 2016-2020. Si tratta di una consistente mobilitazione di risorse che rende l’idea del piano di sviluppo in atto in questo comparto.

Stando ai dati della Federal Air Transport Agency (FATA), il numero di passeggeri serviti dagli aeroporti di Mosca Domodedovo, Sheremetyevo e Vnukovo in marzo 2017 è aumentato del 16,4% rispetto all’anno precedente. Si calcola inoltre che nel 2030 il traffico passeggeri a Mosca raggiungerà quota 179milioni di persone. Diventa quindi fondamentale, per chi vuole introdursi in questo mercato, conoscere le dinamiche di questo settore in evoluzione e saperne cogliere i bisogni emergenti.

A fronte della vasta estensione territoriale del Paese, oggi in Russia sono presenti 259 aeroporti, la maggior parte di costruzione non recente, dotati di sistemi che vanno sostituiti o capacità che vanno ampliate. Mosca prevede di portare il numero degli aeroporti a 357 entro il 2020, in quanto il volume dei passeggeri del traffico aereo è in aumento e nuove rotte turistiche possono essere incrementate con le infrastrutture adeguate.

A movimentare i flussi turistici in Russia (soprattutto dalla Cina) sono anche eventi internazionali come i Campionati del Mondo di calcio FIFA 2018, previsti per il prossimo giugno, che rendono ancor più urgente il rafforzamento della logistica aerea e dei servizi di accoglienza turistici per coloro che arrivano in territorio russo. “Negli ultimi sei anni gli aeroporti russi sono stati ammodernati in maniera radicale e l’opera di rinnovamento è tuttora in atto – ha riferito Anna Dycheva-Smirnova nel suo intervento al seminario milanese -. Per le aziende straniere, anche italiane, si prospettano opportunità in molteplici settori, ne cito alcuni: servizi di catering, sistemi di sicurezza, apparecchiature per il monitoraggio aereo, merci per i duty free, impianti di gestione dell’acqua, … e da aggiungere sono tutti quei servizi e prodotti necessari per fare funzionare un aeroporto moderno”.

Dal quadro offerto dalla rappresentante russa, fino a qualche anno fa aeroporti russi in zone meno sviluppate della Federazione erano persino privi di servizi di accoglienza basici (“senza servizi di ristorazione e negozi”), ma oggi il governo russo intende colmare le carenze su tutto il territorio della Federazione, al fine di rafforzarne unità, sviluppo e offerta turistica. Per questo, oltre all’ammodernamento aeroportuale in corso, è in cantiere la costruzione di nuove tratte aeree in quelle “zone della Federazione russa che ne sono sprovviste”. Da qui opportunità di business legate alla costruzione di “impianti aeroportuali ex novo, ma anche di strade e tratte ferroviarie”.

Sulla politica russa della import substitution volta a ridurre il più possibile la dipendenza del sistema economico russo dai prodotti esteri, Smirnova ha usato toni rassicuranti: “Concretamente non si possono raggiungere obiettivi di autonomia produttiva in tempi brevi, quindi le opportunità per i player esteri restano ampie in Russia. Non è possibile, ad esempio, sostituire l’intera filiera della cosmetica in poco tempo, considerando, fra l’altro, che i prodotti italiani sono apprezzati dai consumatori russi. E questo vale per altri settori”.

NAIS 2018, governo e aziende russe “chiamano” i partner esteri

A entrare nel dettaglio della fiera NAIS che si terrà a Mosca il 7 e l’8 febbraio 2018, è stata, in collegamento via Skype da Mosca, Larisa Bryntseva Show Director di NAIS, che ha sottolineato come l’evento sia considerato un appuntamento chiave in Russia in quanto è l’unica fiera nazionale dedicata all’industria dell’infrastruttura aereoportuale, che offre la possibilità di entrare in contatto con oltre 90 key decision maker rappresentanti dei principali aeroporti russi.

Giunta alla sua quinta edizione, l’esposizione è patrocinata a livello istituzionale dai ministeri dei Trasporti, dell’Industria e del Commercio della Federazione russa. Tra le personalità tradizionalmente presenti alla fiera, figurano Maxim Sokolov, Ministro dei Trasporti della Federazione russa, Alexander Neradko, Direttore della agenzia federale del Trasporto aereo e Oleg Safonov, Direttore dell’agenzia federale del turismo.

La presenza di rappresentati russi è fra l’altro particolarmente attiva al NAIS, ha evidenziato Bryntseva, ricordando che l’aviazione civile in Russia è controllata dal governo, e, quindi la presenza di personalità governative permette di dialogare “faccia a faccia con decision maker istituzionali”. I numeri di NAIS 2017 parlano di un’edizione di successo con la partecipazione di un centinaio di espositori da 14 Paesi stranieri (tra cui anche l’Italia) e 3.500 visitatori da tutto il mondo, e l’auspicio delle autorità russe è raggiungere cifre ancora maggiori.

Panorama russo in ripresa: si prevede Pil al 2% per il 2017

A delineare l’attuale panorama economico russo è stata Leonora Barbiani, segretario generale della Camera di Commercio italo-russa (CCIR), che enfatizza il rapporto privilegiato che lega il nostro Paese alla Russia: “L’Italia è il secondo partner commerciale della Federazione russa, con la meccanica che si attesta come prima voce di interscambio tra i due Paesi”.

I numeri esposti da Barbiani, che ha citato fonti delle dogane russe, evidenziano un interscambio commerciale Italia-Russia sul quale gravano tutt’oggi il rallentamento dell’economia globale, la svalutazione del rublo, i prezzi bassi del petrolio e gli effetti di sanzioni e “contro-sanzioni” legate alla crisi in Ucraina.

Stando ai dati offerti dalla CCIR l’interscambio commerciale Italia-Russia tra il 2014 e il 2016 ha segnato -35%, per un valore di 17,8 miliardi di euro, di cui 7 miliardi di export dall’Italia verso la Russia (-5.7%) e 10 miliardi di euro di import in Italia dalla Russia (-46%). Le prospettive tuttavia migliorano, ha osservato Leonorda Barbiani indicando due dati: un aumento dell’interscambio verso la Russia da gennaio 2017 e la stimata ripresa del Pil russo che, secondo le previsioni del governo russo, dovrebbe attestarsi al 2% nel 2017.

L’intervento del segretario generale della Camera di Commercio Italo-Russa si è focalizzato anche sulla necessità di fare chiarezza sul tema delle sanzioni e “contro-sanzioni”, oltre che sulla politica di “import substitution” avviata da Mosca.

“Bisogna spiegare alle aziende italiane che la politica dell’import substitution non esclude ma chiama le nostre imprese a cooperare con quelle russe. Basta pensare che nella regione di Novosibirsk si sta creando un cluster del settore calzaturiero”, ha riferito Barbiani, rilevando, fra le altre cose, che “sono in crescita le Pmi italiane che hanno iniziato a scegliere la strategia di localizzazione in Russia, che permette, fra l’altro, di espandere la propria strategia di export ai mercati vicini (quelli euroasiatici). “Non dimentichiamoci - ha ricordato Barbiani - che i prodotti certificati dalle dogane russe possono essere diffusi anche nei Paesi aderenti all’Unione economica euroasiatica”.

Sulle “contro-sanzioni” russe rivolte soprattutto al comparto alimentare, anche Made in Italy, Barbiani ha voluto fare chiarimenti: “Molte aziende italiane non sanno che le restrizioni ai prodotti agroalimentari toccano soltanto alcuni prodotti, lasciandone fuori altri. Se il ‘blocco’ pesa su prodotti freschi e latticini, non ne sono toccati i prodotti da forno, pasta e vino. Anche alcuni beni del settore farmaceutico sono sottoposti a restrizioni ma su altri le opportunità di export restano aperte”.

Fonte: a cura di Exportiamo, Francesca Morandi, redazione@exportiamo.it

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