Come ricevere fino al 90% di credito di imposta per gli investimenti pubblicitari

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21 Novembre 2017
Categoria: Finanziamenti, Incentivi ed Assicurazioni
Paese:  Italia

Finalmente un’ottima notizia per tutte quelle imprese e professionisti che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, cartacea ed on line, sulla TV e sulla radio.

L’art. 57-bis del DL 50/2017 prevede infatti il riconoscimento, a decorrere dal 2018, di un credito d’imposta (ossia una detrazione fiscale) per investimenti incrementali pubblicitari che superino di almeno l’1% gli investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente.

Pertanto una soglia decisamente alla portata di tutti gli operatori beneficiari di questa norma che permette loro di abbattere le tasse da pagare sugli importi incrementali.

Sono espressamente inclusi tra gli investimenti pubblicitari agevolabili quelli compiuti sulle testate on-line come Exportiamo.it compresi quelli effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017.

CHI NE PUO’ USUFRUIRE

I beneficiari sono tutti i titolari di reddito d’impresa, a prescindere dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano.
Il beneficio riguarda, per espressa previsione, anche i lavoratori autonomi, ivi incluse quindi le professioni regolamentate (sia iscritti che non iscritti ad albi, ruoli o collegi).

Per la definizione di PMI occorre fare riferimento alla raccomandazione 6 maggio 2003 n. 2003/361/CE, in base alla quale si definisce: “microimpresa” un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro; “piccola impresa” un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro; “media impresa” un’impresa che occupa meno di 250 persone e realizza un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.

Per start-up e PMI innovative si fa riferimento invece alla nominativa disciplinata dall’art. 25 del DL 179/2012.

COME FUNZIONA

Per ciò che riguarda la misura dell’agevolazione, il credito di imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, PMI e start-up innovative.

Nello specifico, per gli investimenti pubblicitari effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017 sulla stampa quotidiana e periodica, come anticipato anche online, il bonus sarà riconosciuto esclusivamente se il loro valore supera almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti pubblicitari effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo dell’anno 2016 (ossia dal 24 giugno 2016 al 31 dicembre 2016).

Pertanto, per il periodo 24 giugno 2017-31 dicembre 2017, per il calcolo dell’incentivo spettante dovranno essere considerate le spese di analoga natura sostenute nel periodo 24 giugno 2016 - 31 dicembre 2016.

A partire dal 2018, invece, il credito d’imposta compete se l’ammontare degli investimenti pubblicitari sostenuti in ciascun periodo di imposta supera almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione sostenuti nel periodo di imposta precedente. Quindi, a partire dal 2018 dovrà essere considerata la spesa sostenuta nel 2017.

Quindi, se nel 2017 non è stato effettuato nessun investimento pubblicitario, nel 2018 sarà incentivabile l’intera spesa in pubblicità.
Se invece nel 2017 sono stati investiti 20.000 euro, per beneficiare del bonus occorre che nel 2018 venga speso almeno l’1% in più rispetto ai 20.000 dell’anno prima, per cui almeno 20.200 euro.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24 previa presentazione di apposita istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Per informazioni scrivere a info@exportiamo.it oppure compila il form per essere ricontattato.

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Fonte: a cura di Exportiamo, di Alessio Gambino, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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