Beauty halal: il nuovo business nel settore cosmetico

Beauty halal: il nuovo business nel settore cosmetico
Pubblicità
  • Incoterms 2020 Download
  • Germania

05 Settembre 2018
Categoria: Marketing Internazionale

Bio, organico, vegano, cruelty-free: se è noto che questi tipi di cosmetici sono ormai diffusi ed estremamente richiesti nel mercato beauty globale, non tutti sanno che esistono enormi opportunità di business anche nel settore halal. Scopriamole insieme.

Con il termine “cosmesi halal” si indicano i cosmetici in commercio realizzati con ingredienti ritenuti leciti dalla religione islamica e, pertanto, acquistabili da parte del consumatore musulmano. Per cosmesi halal si intende, quindi, tutta la filiera legata ai cosmetici (dalla produzione alla confezione fino allo stoccaggio ed alla distribuzione) che segue i requisiti dei dettami coranici. Creme senza grassi animali, profumi non alcolici e rossetti privi di estratti di maiale sono solo alcuni esempi di questo tipo di prodotti.

Ad alcuni potrebbe sembrare strano parlare di “cosmetica per musulmani” poiché, erroneamente, si crede che l’Islam non permetta alle donne di truccarsi. In realtà le donne musulmane (soprattutto le più giovani) tengono molto al proprio aspetto esteriore e spendono molto denaro per i prodotti cosmetici!

La spesa dei consumatori musulmani per la cosmesi ha raggiunto nel 2015 i 56 miliardi di dollari (il 7% del mercato globale dei prodotti cosmetici) e si stima che il mercato dei cosmetici halal raggiungerà gli 81 miliardi di dollari entro il 2021. Attualmente esso rappresenta il quarto mercato su scala globale preceduto solo da Stati Uniti ($84 miliardi), Giappone ($80 miliardi) e Cina ($63 miliardi).

Settore cosmetico Halal nel mondo

Come è noto l’Islam rappresenta la religione più diffusa nel mondo per numero di fedeli – con 1,6 miliardi di musulmani sparsi per il mondo – di cui 1 miliardo vive in Asia e solo 60 milioni risiedono nel Vecchio Continente.

Tra i Paesi che trainano il mercato della cosmesi halal spiccano Indonesia e Malesia, ma anche Francia e Gran Bretagna, grazie alla presenza di una consistente fetta di popolazione musulmana (rispettivamente 10% e 4%) sul proprio territorio, possiedono una quota di mercato significativa.

Gli Stati Uniti nel 2017 hanno realizzato un fatturato 410 milioni di dollari nel settore cosmetico halal di cui 140 milioni di dollari in prodotti per la pelle, 100 milioni per i trucchi, 90 milioni in prodotti per capelli e 80 milioni in altri prodotti.

Si prevede inoltre che entro il 2025 il valore di questo business negli Stati Uniti aumenterà fino a raggiungere i 750 milioni di dollari.

Caratteristiche di un cosmetico Halal

Un cosmetico Halal non deve essere realizzato utilizzando i seguenti ingredienti:

- Carne suina e derivati;
- Derivati di animali ammessi dalla religione musulmana, ma non macellati secondo il rituale prescritto, o morti prima della macellazione;
- Alcol etilico, sostanze inebrianti o qualsiasi sostanza ritenuta dannosa per la salute proveniente da organismi geneticamente modificati (OGM);
- Ingredienti entrati in contatto con prodotti derivati da suini o alcool;
- Etanolo;
- Conservanti ed altre sostanze presenti all’interno dei prodotti non halal.

Certificazione Halal nel settore dei cosmetici

È bene sapere che esportare prodotti cosmetici non è semplicissimo a tal punto che in alcuni Paesi come Malesia, Indonesia, Pakistan, India, Bangladesh e alcuni Paesi del Medio Oriente è necessario che tali prodotti siano posti al vaglio di un ente certificatore accreditato e venga garantito il superamento dei controlli doganali.

D’altro canto ci sono anche altri Paesi, come la Turchia, in cui i controlli sono molto meno severi.

Opportunità per le Pmi italiane

Il settore cosmetico halal italiano – data la presenza di appena 3 milioni di musulmani (4% della popolazione italiana) – è meno sviluppato rispetto a quello di altri Paesi. Tuttavia la popolazione musulmana presente nel Belpaese sta crescendo e si prevede che nei prossimi anni crescerà fino a raggiungere una quota fra il 6 e l’8% della popolazione totale. Il fenomeno dell’immigrazione potrebbe così rappresentare un’opportunità per le aziende italiane per sviluppare il loro target producendo cosmetici halal Made in Italy.

Non solo musulmani

I prodotti halal affascinano i consumatori anche non musulmani: per esempio in Francia e Gran Bretagna i prodotti halal vengono acquistati anche da cittadini che professano altre religioni. In particolare fra le principali ragioni che spingono i cittadini all’acquisto spicca la sostenibilità ambientale di questo tipo di prodotti.

La cosmetica halal ed Internet

Grazie allo sviluppo dei mercato cosmetico halal i brand indipendenti ed emergenti si stanno indirizzando verso soluzioni e-commerce che possano raggiungere un target più vasto.

È interessante segnalare che, ad esempio, gli emiratini ed i sauditi trascorrono rispettivamente 3,27 ore e 2,86 ore al giorno sui social, contro le 1,85 ore della media mondiale.

Per questo motivo i 115 milioni di persone in Medio Oriente attive sui social, possono rappresentare un potenziale pubblico largamente sufficiente per intraprendere un’attività online che riguardi il mercato cosmetico halal.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Morvarid Mahmoodabadi, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
  • Servizi Digital Export
  • FDA
  • Vuoi esportare in russia?
  • Esportare negli USA
  • Exportiamo Academy
  • Simest
  • Esportare in Canada
  • Sito Web
  • Ecwid
  • Germania
  • Vuoi esportare in sudafrica?
  • Come Operare in Modo Sicuro in Russia?
  • Vuoi esportare in russia, Turchia e nei paesi CSI?
  • Esportare in Brasile