Fiera Internazionale dell’Import-Export Cinese: perché è importante partecipare?

Fiera Internazionale dell’Import-Export Cinese: perché è importante partecipare?
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03 Ottobre 2018
Categoria: Marketing internazionale
Paese:  Cina

La Fiera Internazionale dell’Import-Export Cinese (China International Import Export - CIIE) che si terrà a Shanghai i primi di novembre 2018 ha tutte le caratteristiche per rivelarsi un evento di portata straordinaria che potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per l’import cinese di prodotti stranieri.

Un evento da non perdere. Questo, in sembra sintesi, sembra rappresentare la CCIE, annunciata dal Presidente Xi Jinping in persona nel maggio 2017. La portata della manifestazione si intuisce anche dalla presenza di importanti sponsor ufficiali stranieri fra cui spiccano l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo, e l’Organizzazione per lo Sviluppo Industriale delle Nazioni Unite.

Ad oggi ci si aspetta l’arrivo di società provenienti da oltre 100 Paesi e di almeno 150.000 aziende acquirenti cinesi e straniere. Per questi motivi le autorità cinesi, a tutti i livelli, non perdono occasione per ricordare ai loro interlocutori stranieri le grandi opportunità che questa vetrina potrebbe offrire a tutti coloro che intendono vendere prodotti e servizi nel più popoloso mercato al mondo.

Perfino durante la Conferenza Annuale del China British Business Council –organizzazione inglese con presenza capillare sia in Inghilterra che in Cina – tenutasi a Londra in marzo, le più alte cariche Cinesi presenti (l’Ambasciatore Cinese nel Regno Unito e il Vice Direttore Generale per gli affari europei del Ministero del Commercio Cinese) hanno utilizzato i loro 20 minuti a disposizione solo ed esclusivamente per promuovere la CIIE. Ed ecco allora che la Xinhua, l’agenzia di stampa ufficiale della Repubblica Popolare Cinese, e tutti i media riconducibili al PCC, non perdono occasione per promuovere la fiera.

Il precedente che sembra avallare le ambizioni cinesi è la China Import and Export Fair di Guangzhou, conosciuta anche come la Canton Fair che, creata nel 1957, ha probabilmente contribuito più di qualsiasi altro fattore a promuovere il “Made in China”, portando i manufatti cinesi ad invadere i più remoti angoli del pianeta. La Canton Fair è stata, soprattutto fino alla fine degli anni 90, la principale piattaforma espositiva di tutto quello che era prodotto in Cina. Ai rappresentanti delle aziende importatrici straniere bastava andare in Cina 2 volte l’anno per 5-6 giorni a viaggio. Qui, tra lunghe giornate passate a rovistare tra gli immensi padiglioni della fiera e interminabili negoziazioni nelle stanze d’albergo dalla sera alla mattina seguente, si confermavano gli ordini di prodotti che avrebbero poi invaso i punti vendita di grandi catene e piccoli negozi di tutto il mondo.

Molti vedono anche un chiaro messaggio politico nella promozione della CIIE. In tempi in cui gli Stati Uniti del Presidente Trump sembrano avvitarsi su posizioni sempre più protezionistiche, la Cina non manca occasione per proporsi come nuova portavoce del libero scambio. Un altro aspetto che va tenuto presente quando si discute di Cina è che qui, un pò per cultura ma anche e soprattutto per la continua necessità di legittimarsi al potere, i grandi proclami da parte delle autorità hanno solitamente anche un seguito tangibile. Ed ecco allora che salta agli occhi un taglio alle tariffe di importazione per circa 187 beni di consumo che includono prodotti farmaceutici, prodotti e integratori alimentari, vestiario ed alcolici. Annunciato a novembre del 2017 ed implementato già dall’inizio di dicembre, i tagli hanno portato la media delle tariffe di questi prodotti dal 17.3% a 7.7%. Altra importante riforma, annunciata il 4 aprile 2018 ed entrata in vigore già il primo maggio è la riduzione dell’aliquota fiscale IVA dal 17% al 16% e dall’11% al 10% per alcuni settori importanti, incluso guarda caso, l’importazione e vendita di beni stranieri, servizi legati ai trasporti e i prodotti agricoli.

Ufficialmente, queste politiche sono tese a rafforzare un’economia domestica basata sui consumi interni, rispetto a una crescita economica troppo legata a investimenti capitali, infrastrutture e debito pubblico. È pero possibile intravedere anche uno sforzo verso un’ulteriore apertura per riequilibrare la bilancia commerciale, spesso motivo di tensione tra Cina, Stati Uniti e diversi Paesi dell’Unione Europea, e verso un mercato più aperto ai servizi stranieri, anche questo motivo di critiche da parte di molte organizzazioni di business occidentali.

La fiera si propone di esporre il meglio dei prodotti e servizi provenienti dall’estero e sarà suddivisa per aree merceologiche e settoriali. Per quanto riguarda i prodotti, avremo: elettronica di consumo e elettrodomestici, abbigliamento, accessori e beni di consumo, automotive, apparecchiature intelligenti (intelligenza artificiale, automazione, IOT, ICT, protezione ambientale, stampa 3D, etc.), prodotti alimentari e agricoli, attrezzature mediche. Per quanto riguarda i servizi, saranno proposti i seguenti settori: turismo, tecnologie emergenti, insegnamento e cultura, design creativo e servizi esternalizzabili. Per il nostro Paese, la promozione della manifestazione e l’organizzazione della partecipazione collettiva delle aziende italiane saranno curate dalla Fondazione Italia Cina, dalla Camera di Commercio Italo Cinese e dall’AICE (Associazione Italiana Commercio Estero).

Ora dunque – per verificare se le elevate aspettative saranno soddisfatte – non resta che prendere parte a quella che potrebbe rivelarsi una delle manifestazioni fieristiche più interessanti degli ultimi anni.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Rosario Di Maggio, Director of Business Development presso Vistra, redazione@exportiamo.it

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