Dove va l’e-commerce? Trend attuali e scenari futuri

Dove va l’e-commerce? Trend attuali e scenari futuri
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19 Ottobre 2018
Categoria: Digital Export

L’unico settore a livello mondiale che oggi è in grado di registrare una straordinaria crescita a doppia cifra è l’e-commerce, e le previsioni di tutti i principali istituti di ricerca confermano questo trend anche per i prossimi anni. Quali sono, a livello mondiale, le tendenze in atto, le prospettive e le potenzialità di questa gigantesca macchina che muove un giro d’affari miliardario?

La digitalizzazione, nell’ultimo decennio, ha profondamente mutato il volto degli scambi commerciali, sia a livello nazionale che internazionale. Con la diffusione delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni, l’accesso alla rete, ormai praticamente universale nei Paesi avanzati, e l’avanzamento nella logistica, l’e-commerce è diventato un fenomeno di massa con una velocità di crescita esponenziale. E nel prossimo futuro, quando tecnologie come l’intelligenza artificiale, la blockchain e l’internet of things saranno alla portata di tutti, lo sviluppo del commercio elettronico sarà ancora più rapido e rilevante.

I numeri dell’e-commerce nel mondo

I numeri del settore sono veramente impressionanti: il mercato dell’e-commerce mondiale vale attualmente, a seconda delle stime e delle definizioni usate, tra i 2 e i 3 mila miliardi di dollari per la parte che riguarda gli scambi tra imprese e consumatori (business-to-consumer, o B2C) e oltre 22 mila miliardi per gli scambi tra imprese (business-to-business, o B2B) per un totale che supera i 25 mila miliardi di dollari (Unctad, Information Economy Report, Geneva, 2017). In termini relativi, si tratta rispettivamente del 3-4% e del 30% del PIL mondiale circa. Sebbene la quota maggiore sia dovuta all’e-commerce B2B, l’e-commerce B2C si presenta come più dinamico, con tassi di crescita decisamente più veloci.

La geografia dell’e-commerce

Oggi il mercato digitale risulta principalmente diffuso tra i Paesi sviluppati, caratterizzati da un maggior grado di sviluppo del settore informatico e delle telecomunicazioni, che consente a consumatori ed imprese una maggiore possibilità di utilizzare l’e-commerce. I tassi di crescita maggiori sono però registrati dai mercati in via di sviluppo: a livello mondiale, i tassi di crescita medi degli ultimi anni sono stati del 20-25%, con picchi di oltre il 30% in alcuni Paesi emergenti ed in via di sviluppo. Anche grazie all’e-commerce, è possibile superare rapidamente la fase di creazione di strutture di intermediazione e distribuzione, che in molti di questi mercati sono ancora assenti. L’e-commerce interessa attualmente tra 1,5 e 2 miliardi di consumatori a livello mondiale. Secondo alcune stime, il numero potrebbe raddoppiare in tempi rapidi ed i prossimi due miliardi di consumatori online arriveranno principalmente dai Paesi in via di sviluppo.

Attualmente i principali mercati mondiali per l’e-commerce sono Stati Uniti, Cina e Paesi europei. In particolare, la Cina è il maggior mercato mondiale per l’e-commerce B2C, con un valore che si stima abbia superato 846 miliardi di dollari nel 2017 (Forrester, Online Retail Forecast 2017 to 2022 (US), 2017). Secondo la Casaleggio Associati, il baricentro economico del mondo sarebbe infatti posizionato nell’area Asia-Pacifico, che rileva una crescita senza pari supportata dalle economie di scala e che influenzerà, a livello di attori e fatturati, l’intero equilibrio mondiale.

Spostando l’attenzione sull’Europa si può notare un generale andamento positivo del settore dell’e-commerce, anche se distribuito in modo disomogeneo tra i vari stati. A livello di crescita, i Paesi in cui l’e-commerce si è sviluppato maggiormente negli ultimi 5 anni sono Italia e Olanda, ma sono la Germania, il Regno Unito e la Francia a generare il 70% del fatturato e-commerce europeo. L’Italia, infatti, nonostante i progressi degli ultimi anni, si caratterizza per una bassa diffusione dell’e-commerce: solo il 44% degli utenti internet fa acquisti online, e l’e-commerce B2C in Italia nel 2017 è pari a circa 26,6 miliardi di dollari (23,6 miliardi di euro).

Digital Export

Per quanto riguarda invece l’e-commerce B2C cross-border (ovvero l’e-commerce internazionale o, dal punto di vista del venditore, export digitale), le quantificazioni più recenti ne stimano il valore in 189 miliardi di dollari nel 2015 – il sette per cento del totale dell’e-commerce B2C – per un totale di circa 380 milioni di consumatori coinvolti in acquisti internazionali. Anche per gli scambi internazionali tramite questo canale, i principali mercati sono Stati Uniti (40 miliardi) e Cina (39 miliardi). La diffusione, ancora relativamente contenuta, degli scambi internazionali tramite e-commerce soprattutto per quanto riguarda i beni di consumo è riconducibile alla percezione di barriere significative da parte delle imprese e alla conoscenza limitata di alcuni prodotti da parte dei consumatori.

Inoltre va anche tenuto in considerazione che l’export digitale presenta problematiche particolari aggiuntive rispetto all’e-commerce nazionale, legate ad esempio alla diversità della lingua, della giurisdizione applicabile, della valuta.

Il futuro è l’omnicanalità

L’e-commerce, inoltre, ha ridisegnato i contorni del rapporto tra cliente e venditore, rendendo i confini tra retail tradizionale e negozio online sempre più labili, tant’è che la tendenza attuale è verso l’omnicanalità, ovvero una sempre maggiore compenetrazione tra canali di vendita fisici e virtuali. Non a caso, il mercato mostra una concentrazione elevata di grandi imprese e/o distributori, a seconda dei casi, con una spiccata propensione dei giganti digitali a espandersi anche verso le vendite offline. Prestare attenzione agli investimenti di Alibaba ed Amazon, i due principali player del settore che hanno in mano la supremazia del mercato e che solo nel 2017 hanno registrato transazioni complessive per 1,1 miliardi di dollari, può far capire la direzione verso la quale si sta andando, che sembra essere sempre di più quella dell’integrazione tra online e offline. Nello specifico, Alibaba ha investito 8 miliardi nel retail offline e Amazon ha acquistato la catena di supermercati bio Whole Foods per 13,7 miliardi e sta puntando sull’apertura di store fisici in USA e Germania. Insomma: il concetto di “shop” sta cambiando e l’unica strategia vincente oggi è quella omnicanale e cliente-centrica.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Miriam Castelli, redazione@exportiamo.it

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