Spedire merce a Dubai: i 5 errori da evitare

Spedire merce a Dubai: i 5 errori da evitare
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08 Febbraio 2019
Categoria: Dogane e Supply Chain
Paese:  Emirati Arabi Uniti

La partecipazione ad una fiera internazionale richiede un accurato lavoro preliminare e, soprattutto, la certezza che la merce giunga a destinazione senza intoppi. Ecco i 5 errori da evitare se si intende spedire i propri prodotti a Dubai senza avere problemi alla dogana.

Partecipare ad una fiera a Dubai richiede una accurata organizzazione. Bisognerà pianificare non solo tutte le attività preliminari legate alla individuazione della campionatura, alla predisposizione del listino prezzi in valuta locale, all’invio di inviti a potenziali interlocutori, alla organizzazione della logistica o alla preparazione di cataloghi e brochure, ma è assolutamente indispensabile anche organizzare al meglio la spedizione della campionatura onde evitare di vanificare gli sforzi fatti fino a quel momento.

E’ necessario sapere che le importazioni temporanee di campioni commerciali, le merci da esporre o da utilizzare in occasione di fiere, i materiali professionali ed i campionari devono essere approvati dalla dogana che ne autorizza l’importazione nel Paese estero. Sapersi destreggiare tra regolamenti e leggi richiede conoscenze specifiche, esperienza nel campo e soprattutto specializzazione.

Cerchiamo quindi di capire come limitare al massimo i rischi elencando le cinque problematiche più comuni in cui si può incorrere quando si deve spedire la merce a Dubai.

1. Fotografie troppo spinte sulle brochure

È una cosa banale, a cui a volte non si pensa ma spesso succede di vedere la propria spedizione bloccata in dogana o la merce sequestrata a causa di brochure, volantini o copertine di DVD che vengono considerati troppo spinte o audaci. Il tasso di tolleranza non è basso come per i Paesi sauditi, ma per evitare qualsiasi problema è consigliabile prestare la massima attenzione.

2. Valori scorretti nel peso della merce

Non arrotondare per eccesso sul peso della merce. Le verifiche vengono effettuate a tappeto e se non si vuol correre il rischio che tutti i dazi doganali siano ricalcolati, con pesanti conseguenze come ulteriori addebiti e ritardi nella consegna, è bene essere il più precisi possibile nella descrizione della merce indicando numero dei colli, peso lordo e peso netto di ciascun collo.

3. Valori troppo bassi sulle fatture

Lo stesso discorso vale per le fatture: ogni partita di merci importata negli EAU deve essere accompagnata dal certificato di origine e dalla fattura commerciale. Servono tre copie della fattura, in inglese e arabo, che deve indicare: destinatario, numero progressivo, data dell’ordine, prezzo unitario e globale, assicurazione e trasporto, modalità di pagamento, nome ed indirizzo completi del produttore e del destinatario ed indicazione del Paese di origine (non è sufficiente una indicazione generica quale made in Europe).

4. Non compilare i documenti in inglese e arabo

I documenti (certificati, fatture, documenti di trasporto) devono essere compilati in inglese anche se possederli anche in arabo è molto apprezzato dalle dogane dei Paesi mediorientali.

5. Sottovalutare le difficoltà

Spedire a Dubai può essere estremamente complicato se ci si affida a spedizionieri inesperti. Tra le caratteristiche che lo spedizioniere deve possedere per garantire l’arrivo della merce presso il luogo della fiera e quindi evitare che la merci resti bloccata in dogana per l’approvazione figura senza dubbio la specializzazione.
Uno spedizioniere specializzato è anche e soprattutto un ottimo consulente doganale, che possiede quindi la capacità di gestire le eventuali problematiche e che garantisce la presenza in loco del personale adatto per risolvere il problema laddove si presenti.
Tale figura è in grado di parlare correttamente in inglese o in lingua locale, è in grado di organizzare al meglio la spedizione e garantisce all’azienda la corretta compilazione della documentazione di accompagno della merce grazie ad un doppio controllo effettuato dal corrispondente locale che si trova sul posto.

In definitiva il consiglio è di evitare il risparmio a tutti i costi perché si rischia di compromettere la spedizione e scegliere invece chi possiede comprovata esperienza in spedizioni internazionali, come ad esempio ISped – azienda specializzata in spedizioni internazionali – che fornisce un interessante servizio di Active Tracking: un sistema di tracciamento delle spedizioni che consente alle aziende di sapere in qualsiasi momento dove si trova la loro merce e quando verrà consegnata.

Un supporto che può rivelarsi importante per tutte le aziende che investono preziose risorse per preparare la loro partecipazione alle fiere internazionali e che vale come una garanzia dell’investimento effettuato, anche grazie ad un sistema di tracciamento certificato e sicuro.

Per ottenere subito ulteriori informazioni compilare il seguente form.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Andrea Bianchi, ISped, redazione@exportiamo.it

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