Commercio estero: lo spettro di Brexit fa ripartire l’export Made in Italy

Commercio estero: lo spettro di Brexit fa ripartire l’export Made in Italy
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16 Maggio 2019
Categoria: Marketing internazionale

Seppur molto a rilento e spinto principalmente dalle vendite nel Vecchio Continente, a marzo l’export del Belpaese comincia a dare i primi segnali di una timida ripresa. È quanto emerge dai dati relativi al Commercio Estero diffusi questa mattina da Istat.

A marzo 2019 l’Istat stima un moderato incremento congiunturale sia per le esportazioni (+0,3%) che per le importazioni (+0,7%) italiane. A spingere l’aumento congiunturale dell’export sono le vendite verso i Paesi Ue (+0,9%), mentre quelle verso l’area extra Ue sono in lieve flessione (-0,5%).

Nel primo trimestre del 2019, rispetto al precedente, si registra una contenuta crescita delle esportazioni (+0,5%), mentre si inverte il trend per le importazioni che subiscono una consistente riduzione (-3,4%).

Da segnalare la forte accelerazione delle esportazioni verso il Regno Unito, con una crescita diffusa ma particolarmente sostenuta per le vendite di prodotti della farmaceutica, dell’abbigliamento e di mezzi di trasporto. Questa positiva dinamica, comune anche ad altri paesi dell’Ue nei primi mesi dell’anno, sembrerebbe riflettere anche l’incertezza dello scenario “Brexit” che ha determinato una sorta di “corsa all’approvvigionamento” nel timore che in futuro dazi e dogane potranno influire in maniera significativa sul prezzo dei prodotti esteri.

Su base annua l’export si mantiene stazionario, sintesi di un andamento positivo per l’area Ue (+2,2%) e negativo per quella extra Ue (-2,8%). Le importazioni sono in lieve contrazione (-0,3%), sia dall’area Ue (-0,1%) sia da quella extra Ue (-0,5%). %). I Paesi che contribuiscono maggiormente all’incremento delle esportazioni sono Regno Unito (+23,0%), Svizzera (+17,3%) e Francia (+3,1) mentre flette l’export verso Stati Uniti (-11,1%), Turchia (-15,0%) e, in misura più contenuta, Germania (-2,5%).

Tra i settori che contribuiscono positivamente alla variazione tendenziale dell’export nel mese di marzo 2019 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, si segnalano articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+17,2%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (+9,2%) e metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+4,0%). Flettono su base annua i mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-15,4%), i prodotti petroliferi raffinati (-13,6%), i macchinari e apparecchi n.c.a. (-1,7%) e gli autoveicoli (-5,4%). 

Si stima che il surplus commerciale aumenti di 100 milioni di euro (da +4.525 milioni a marzo 2018 a +4.625 milioni a marzo 2019). Nel mese di marzo 2019 si stima che l’indice dei prezzi all’importazione aumenti dello 0,6% in termini congiunturali e dell’1,3% rispetto all’anno precedente.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Miriam Castelli, redazione@exportiamo.it

Infografica: Morvarid Mahmoodabadi

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