Commercio Estero Stati Uniti: un bilancio sulla prima parte del 2019

Commercio Estero Stati Uniti: un bilancio sulla prima parte del 2019
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04 Luglio 2019
Categoria: Marketing internazionale
Paese:  USA

L’US Department of Commerce ha pubblicato i dati del commercio estero americano nel primo quadrimestre del 2019 che delineano un rallentamento generale della crescita dell’interscambio USA vs Mondo. Ottimi i risultati fatti registrare con l’Europa (+7,2% rispetto a gennaio-aprile 2018), mentre l’Italia (+5,4%) resta sotto la media di crescita del Vecchio Continente. Male invece la Cina (-14,2%) che sta risentendo pesantemente della guerra dei dazi, ma dal G20 di Osaka arrivano notizie positive per l’economia di Pechino.

I dati sui primi quattro mesi del 2019 dicono che l’interscambio complessivo degli USA con il resto del mondo ha registrato un incremento dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2018. Ad incidere su questo primo dato vi è sicuramente il forte rallentamento degli scambi commerciali tra Cina e Stati Uniti dovuto principalmente alla lunga guerra dei dazi che Donald Trump sta portando avanti sin dal suo insediamento a Washington. Difatti il totale importato negli USA da Pechino ha registrato una variazione negativa del 12,7% facendo scivolare il gigante asiatico dal 1° al 3° posto nella graduatoria dei principali partner commerciali.

L’interscambio complessivo degli Stati Uniti con l’Unione Europea ha invece esibito un trend molto positivo nel periodo gennaio-aprile 2019 grazie ad una crescita generale del 7,2% rispetto allo stesso riferimento cronologico del 2018. In particolare le importazioni americane dal Vecchio Continente sono cresciute del +6,1% raggiungendo quota 166,9 miliardi di dollari (il 2018 si era chiuso con un totale di 487,9 miliardi).

Tra i Paesi fornitori degli USA nei primi quattro mesi del 2019 va anche sottolineata la crescita significativa dell’import da Vietnam (+38,4%), Corea del Sud (+17%), Francia (+17%), India (+12,2%), Messico (+6,1%) e Giappone (+4%). Oltre alla già citata Cina si registra una diminuzione dell’import anche dal Canada (-2,3%) che nei primi mesi del 2019 perde la prima posizione tra i principali partner commerciali degli Stati Uniti a favore del Messico.

I dati sull’interscambio Stati Uniti-Italia

Per ciò che concerne il Belpaese l’interscambio generale con gli Stati Uniti è cresciuto del +5,4% nel primo quadrimestre del 2019 rispetto al 2018, tasso inferiore rispetto alla media Europea che ha fatto scendere l’Italia di due posizioni nella graduatoria generale dei principali partner commerciali degli USA passando dal 10° al 12° posto. Benchè le importazioni dall’Italia siano aumentate del +6,9% (dato superiore alla media UE), il Belpaese anche in questo caso ha ceduto tre posizioni tra i principali fornitori degli Stati Uniti attestandosi al 12° posto con una quota di mercato stabile al 2,3%. Nei primi quattro mesi del 2019 gran parte dei settori del Made in Italy confermano un trend di crescita: chimica e farmaceutica (+23,1%), semilavorati e componenti (+22,3%), meccanica (+9%), moda ed accessori (+3,2%) e agroalimentari e bevande (+0,7%). In controtendenza invece i dati sulle importazioni nei settori dei mezzi di trasporto (-10,2%) e arredamento ed edilizia (-1,9%).

La meccanica si conferma il settore di punta dell’export tricolore verso Washington (24%), seguono moda ed accessori (15%), chimica e farmaceutica (15%), mezzi di trasporto (12%), semilavorati e componenti (10%), agroalimentare e bevande (9%), arredamento ed edilizia (5%).

L’export a stelle e strisce verso l’Italia ha invece raggiunto nel periodo gennaio-aprile 2019 quota 7,64 miliardi di dollari in crescita dell’1,8% rispetto allo stesso riferimento cronologico del 2018. Nella fattispecie il Belpaese importa da Washington principalmente chimica e farmaceutica (26%), semilavorati e componenti (19%), meccanica (15%), moda ed accessori (12%), mezzi di trasporto (9%), agroalimentari e bevande (5%).

In questo caso c’è da considerare comunque che i dati settoriali menzionati sono di difficile lettura poiché influenzati dalle normali dinamiche stagionali e cicliche della domanda.

Le prospettive dei prossimi mesi

Ancora una volta il leit motiv del commercio internazionale nei prossimi mesi riguarderà l’evoluzione della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Questa settimana Wall Street ha aperto in forte rialzo con l’S&P 500 che ha toccato livelli record dopo la tregua tra Stati Uniti e Cina emersa dal vertice tra i rispettivi presidenti durante il G20 di Osaka. Effetto positivo che ha anche investito le borse del Vecchio Continente, sintomo che una risoluzione del conflitto commerciale tra le due superpotenze mondiali non può altro che giovare alla salute dell’economia globale.

Trump ha promesso di congelare la nuova ondata di dazi sancendo di fatto la riapertura dei negoziati aggiungendo che i colloqui di Osaka con l’omologo cinese sono stati “molto buoni, persino eccellenti”.

Nulla di concordato per ora e nessun nuovo incontro in calendario, ma sembra scongiurata la nuova ondata di dazi di 500 miliardi di dollari sui beni cinesi paventata lo scorso maggio. Insomma il tycoon, rispetto ai precedenti G20 dove aveva indossato i panni del protezionista, ad Osaka ha utilizzato toni concilianti dichiarandosi pronto ad un accordo storico con la Cina. Dall’altra parte Xi Jinping ha aperto al dialogo, conscio dell’importanza di riprendere gli scambi commerciali con gli Stati Uniti dopo le performance negative fatte registrare nel primo quadrimestre del 2019 che si sono inevitabilmente riverberate sui principali dati macroeconomici di Pechino.

Viste le premesse si prospetta un’estate importante sul fronte del commercio internazionale, con l’Europa che da spettatrice interessata fino ad ora rischia di finire essa stessa sotto il fuoco “nemico” del Presidente Americano che di recente ha minacciato di alzare le barriere tariffarie su molti prodotti agroalimentari provenienti dall’Unione Europea come risposta agli aiuti che Airbus ha ricevuto a discapito del suo principale concorrente americano Boeing.

Trump conosce bene che il riequilibrio della bilancia commerciale degli USA con i Paesi esteri, sarà tra gli argomenti fondamentali per le Presidenziali del 2020 negli Stati Uniti.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Anthony Pascarella, redazione@exportiamo.it

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