Tutti i Retailer Online “Beneficiano” del Coronavirus?

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09 Aprile 2020
Categoria: Digital Export

Come già analizzato nel precedente approfondimento relativo agli effetti della pandemia di Covid-19 sul commercio elettronico, le vendite al dettaglio realizzate online hanno registrato un importante aumento negli ultimi mesi, con tassi di crescita a doppia cifra. Ma questo boom dell’e-commerce vale per tutte le categorie merceologiche?

Nel presente articolo cerchiamo di rispondere a questa domanda, analizzando i dati relativi alle ricerche effettuate su Google a partire dallo scoppio della crisi sanitaria.

Contrariamente a quanto si possa pensare, non solo la tradizionale vendita al dettaglio vive un periodo di profonda sofferenza causato dall’emergenza Coronavirus, ma anche il commercio elettronico risulta colpito dagli effetti della pandemia.

Per quel che riguarda l’e-commerce, da un lato si registra il notevole incremento degli ordini per categorie quali generi alimentari e cura della persona, da cui conseguono implicazioni per le spedizioni con l’allungamento dei tempi di consegna, e dall’altro si assiste alla debolezza di altri settori, come il fashion, per il quale la domanda di beni vede un notevole rallentamento.

Nel dettaglio, le cause della frenata dei consumi in questo genere di categorie merceologiche sono da imputare a più fattori, tra cui i principali sono senza dubbio la diminuzione del potere di acquisto e l’incertezza che stiamo vivendo in questo periodo.

Questa panoramica è confermata dall’analisi delle tendenze delle ricerche effettuate dagli utenti su Google, che denota un rilevante aumento per il settore dei beni di prima necessità. Analizzando ad esempio due Brand di rilievo nel panorama italiano, come “Zalando” (in blu) e “Coop” (in rosso), rispettivamente per il settore fashion e food, appare subito chiaro come lo scoppio della pandemia abbia spinto gli acquisti di generi alimentari online, mentre il settore della moda ha subito un rallentamento. Si evidenzia inoltre che i maggiori picchi si concentrano in concomitanza con i vari DPCM pubblicati, in primis quello che ha esteso la “zona rossa” a tutto il territorio nazionale.

Discorso simile vale anche per i singoli prodotti che rappresentano le categorie merceologiche più ricercate in questo periodo, come “disinfettante” (in rosso) e “jeans” (in blu). Come si vede dal grafico generato da Google Trends, si registra un picco immediatamente dopo lo scoppio ufficiale dell’emergenza sanitaria per il primo, e un nuovo aumento a seguito dei vari DPCM, per poi tornare su un relativo accostamento delle due curve. Tuttavia, se si prende in considerazione il livello di partenza e di arrivo delle ricerche relative al “disinfettante”, si nota come il numero delle ricerche sia comunque molto più alto rispetto al pre-coronavirus.

Questa breve panoramica riguarda esclusivamente l’Italia, ma se prendiamo ad esempio un Paese estero come la Germania, possiamo vedere che la dinamica delle ricerche su Google rispecchia un andamento molto simile a quanto rilevato nel nostro Paese.

Se prendiamo ad esempio la catena di supermercati “REWE” (in rosso), uno dei principali player nel mercato tedesco per il food e il personale care anche online, e “Zalando” (in blu), che anche in Germania è tra i più noti Brand per il settore moda. Possiamo vedere un notevole aumento dell’interesse per la catena di prodotti di prima necessità, soprattutto in concomitanza con il lockdown della Baviera avvenuto il 21 marzo scorso, mentre la piattaforma per lo shopping online di prodotti del fashion registra un rallentamento.

La medesima tendenza è visibile per le parole di ricerca che rappresentano prodotti all’interno delle categorie sopra menzionate. L’interesse per “Desinfektionsmittel” (disinfettante in tedesco, in blu) è fortemente aumentato da quando il coronavirus ha raggiunto l’Europa, mentre i “Jeans” (in rosso) sono diventati meno ricercati.

Tuttavia, va chiarito che non solo il nostro Paese e la Germania registrano evidenti mutamenti nelle ricerche online, e di conseguenza nelle abitudini di acquisto e nel paniere di beni. Infatti, anche gli altri Paesi rilevano cambiamenti simili, i cui effetti si presentano a seconda della tempistica con il quale il virus si espande nel dato Paese e l’attuazione dei provvedimenti di distanziamento sociale che la maggior parte dei governi a livello mondiale ha oramai attuato.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Federico Milone, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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