In Soffitta i Dazi Usa su Acciaio e Alluminio: le Imprese Ringraziano (e l’Ambiente pure)

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04 Novembre 2021
Categoria: Dogane e Supply Chain
Paese:  USA

Il G20 di Roma ha portato in dote, oltre ad una serie di impegni relativi al cambiamento climatico, alla lotta alla pandemia e all’introduzione di una tassa globale per le multinazionali, anche una tregua commerciale tra USA ed UE che hanno finalmente deciso di eliminare i dazi imposti reciprocamente durante l’amministrazione Trump.

Biden manda in soffitta i dazi di Trump su acciaio ed alluminio: ed è subito idillio con l’UE.

L’annuncio, che lo stesso leader Usa e la presidente Ursula von der Leyen hanno dato in una conferenza stampa congiunta a margine del G20 di Roma, arriva in un momento molto delicato per il settore delle materie prime e soprattutto per l’alluminio, i cui prezzi sono ai massimi da dieci anni.

L’accordo pone fine alla disputa commerciale scoppiata durante l’amministrazione Trump, quando l’ex inquilino della Casa Bianca impose dazi per il 25% alle importazioni dall’Europa di acciaio e per il 10% a quelle di alluminio, adducendo problemi di sicurezza nazionale. Dopo una serie di tentativi, infruttuosi, di dirimere amichevolmente la disputa, Bruxelles aveva fatto ricorso al WTO e adottato misure di rappresaglia multimiliardarie sulle esportazioni Usa.

Le tariffe statunitensi applicate all’Ue da giugno 2018 hanno interessato 6,4 miliardi di euro di esportazioni europee di acciaio e alluminio e ulteriori tariffe applicate da febbraio 2020 hanno interessato circa 40 milioni di euro di esportazioni dell’Ue di alcuni prodotti derivati in acciaio e alluminio. Le misure europee invece a danno dei prodotti Usa hanno interessato beni per un valore di 2,8 miliardi di euro. Le restanti misure di riequilibrio che interessano esportazioni per un valore fino a 3,3 miliardi di euro, una sorta di seconda tranche rispetto a quanto entrato in vigore a giugno 2018, dovevano entrare in vigore il primo giugno 2021 ed erano state rinviate al primo dicembre in attesa di un accordo tra le parti.

La tregua commerciale, quindi, consentirà di rimuovere i dazi su più di 10 miliardi di dollari dalle rispettive esportazioni all’anno.

“La rimozione delle tariffe dovrebbe ridurre i costi per gli esportatori di acciaio e alluminio, aiutando a sostenere la sostenibilità di due industrie che insieme impiegano 3,6 milioni di persone nell’Ue”, sottolinea Bruxelles in una nota.

A livello pratico l’accordo si realizzerà con una prima mossa da parte degli Usa che rimuoveranno i dazi stessi e introdurranno quote sull’import basate sui volumi di scambi che esistevano negli anni precedenti. Nel momento in cui gli Usa formalizzeranno l’annuncio della rimozione dei dazi, l’Ue risponderà riequilibrando le contromisure adottate in risposta all’offensiva americana.

Quello concordato al G20 di Roma, quindi, è un primo passo che vuole superare la fase conflittuale della disputa, puntando a tornare a un percorso negoziale che consenta a sua volta di ri-normalizzare gli scambi tra i due giganti economici. Ma il messaggio lanciato dall’inquilino della Casa Bianca sembra spingersi oltre il semplice ritorno al multilateralismo. Quando Biden dice che “solo le democrazie possono trovare soluzioni valide” alle sfide globali, sembra rivolgersi (con una frecciata) al grande assente del vertice di Roma, il presidente cinese Xi Jinping.
“Usa e Unione Europea negli ultimi nove mesi si sono riuniti per affrontare sfide importanti, cercando le cose che ci uniscono”, ha detto.

Che ora ci sia stato un cambio di passo è evidente da altri capitoli visti in questi mesi: a giugno l’intesa per mettere fine al conflitto pluriennale sulle rispettive sovvenzioni a Boeing e Airbus. A settembre il primo incontro del nuovo consiglio congiunto sul commercio e tecnologia.

E secondo l’eurocommissario all’Economia, Paolo Gentiloni, l’intesa è importante non solo per i dazi in sé “ma perché ci si mette insieme anche per rendere le nostre imprese adeguate alla sfida ambientale”.

L’accordo, infatti, ha anche una componente “green” dal momento che le parti hanno anche sottolineato il desiderio di lavorare insieme per affrontare il problema dell’eccesso di capacità produttiva in ambito siderurgico, a livello globale. Inoltre, i due Paesi si sono concentrati sulla necessità di accelerare la de-carbonizzazione delle industrie dell’acciaio e dell’alluminio per combattere il cambiamento climatico. A tal fine, hanno annunciato la loro intenzione di negoziare un accordo bilaterale sulla produzione sostenibile di acciaio ed alluminio, il “Global Arrangement on Sustainable Steel and Aluminium”, aprendolo alla sottoscrizione di altri Paesi che ne condividano le finalità.

“La produzione di acciaio è una delle maggiori fonti di emissioni di carbonio a livello globale. Affinché il consumo e il commercio di acciaio siano sostenibili, dobbiamo affrontare l’intensità di carbonio del settore. Dobbiamo anche affrontare i problemi di sovraccapacità. Questo è ciò che vuole raggiungere l’Accordo globale sull’acciaio sostenibile” ha spiegato la presidente della Commissione europea. “Lavoreremo insieme agli Stati Uniti per garantire la redditività a lungo termine della nostra industria, per incoraggiare la produzione e il commercio di acciaio a basso tenore di carbonio”, ha aggiunto. “Questa nuova iniziativa globale aggiungerà un nuovo potente strumento alla nostra ricerca della sostenibilità. Sarà un importante passo avanti verso il raggiungimento della neutralità climatica. E garantirà condizioni di parità per le nostre industrie. È un’altra iniziativa chiave per la nostra rinnovata e lungimirante agenda transatlantica con gli Stati Uniti”, ha evidenziato von der Leyen.

Questo è l’elemento di novità dell’accordo forse più rilevante, sia alla luce dell’impegno assunto dai leader del G20 a Roma lo scorso weekend di non superare la soglia di 1,5 gradi per il riscaldamento globale, sia rispetto ai lavori della COP26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si sta svolgendo in questi giorni a Glasgow e che punta ad azzerare le emissioni nette a livello globale entro il 2050.

Accelerare la decarbonizzazione dell’economia globale e favorire la transizione verso modelli energetici sostenibili è diventata, infatti, una priorità per tutti i Paesi ed una responsabilità a cui nessuno può più sottrarsi. Le catastrofi ambientali e gli eventi climatici di straordinaria intensità che hanno colpito il nostro Paese nelle ultime settimane ce lo hanno ricordato ancora una volta.

I vantaggi di una rapida applicazione dell’accordo sarebbero indubbi per tutti: imprese, cittadini ed il nostro caro pianeta ringrazierebbero, anche perchè, diciamocelo chiaramente, non è rimasto un minuto da perdere.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Miriam Castelli, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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