"Campioni dell’Export": Al Via le Candidature per la Seconda Edizione

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14 Giugno 2022
Categoria: Marketing Internazionale

Riparte il bando per eleggere i Campioni dell’export 2023 prosomosso dal Sole 24 Ore e Statista, al quale possono partecipare le imprese italiane con fatturato fortemente legato alle attività di vendita estera. I vincitori potranno vantare il prestigioso sigillo, simbolo di crescita e promozione del Made in Italy e avranno ampia visibilità sui media del Gruppo 24 Ore, online e in edicola.

Il bando

L’iniziativa del Sole 24 Ore e di Statista, alla sua seconda edizione, comprende una ricerca e il ranking delle imprese italiane che, nei diversi comparti industriali, si distinguono per la loro attività nei mercati esteri. È possibile partecipare a Campioni dell’export 2023 mediante registrazione entro il 23 settembre 2022 sul sito di Statista. Statista e Il Sole 24 Ore inviteranno quasi 10mila imprese italiane a partecipare al bando, pre-selezionate sulla base dell’analisi dei loro ampi database. Ma qualunque impresa in possesso dei requisiti può candidarsi, senza invito e senza pagare alcuna fee. Le imprese italiane con il fatturato 2021 più fortemente caratterizzato dalle attività di export, in percentuale sul fatturato, saranno inserite nel ranking.

Chi può partecipare

La partecipazione all’iniziativa è gratuita e trasparente, come le altre classifiche che Il Sole 24 Ore e Statista realizzano con successo da anni. Possono presentare la candidatura solo le aziende con sede legale in Italia, dotate dei requisiti di onorabilità, che non hanno controversie legali o danni reputazionali. Più nel dettaglio, per partecipare, le aziende devono aver fatturato almeno 1,5 milioni di Euro nel 2021, avere sede legale in Italia, essere state fondate nel 2019 o prima, devono avere un polo produttivo in Italia, produrre ed esportare prodotti fisici, avere requisiti di onorabilità (ed quindi non trovarsi in nessuna delle condizioni di cui all’art. 80 del Dlgs. 50/2016). I dati saranno verificati ed elaborati da un team di ricerca coordinato da Statista, con base in Germania.

Perché candidarsi

“È sicuramente un grande successo riuscire a entrare nel ranking ed essere quindi riconosciuti tra i Campioni dell’export in Italia – evidenzia Marco Paciocco, Team leader Italia delle ricerche di Statista –. Inoltre tutti i partecipanti che avranno dichiarato i propri dati di fatturato, indipendentemente dall’inserimento nel ranking finale, avranno la possibilità di ricevere, come ringraziamento per la partecipazione, un test account della durata di 2 settimane al database completo di Statista, con oltre 18mila fonti e ricerche”. Statista gode di grande reputazione fra le imprese, soprattutto per la classifica Fastest growing companies, pubblicata in Europa con la partnership del Financial Times e in Italia con quella del Sole 24 Ore (con il nome di Leader della crescita). Candidarsi a questi ranking, quindi, è un’occasione unica per mettere la propria azienda in una vetrina internazionale, cercare investitori, fregiarsi di un titolo spendibile sulla comunicazione aziendale, convincere nuovi buyer a provare i propri prodotti.

Il bilancio della prima edizione

Un’ampia percentuale delle imprese inserite nel ranking Campioni dell’export lo scorso anno ha emesso comunicati stampa e inserito il prestigioso logo nel sito e nella sua comunicazione aziendale. Nella classifica 2022, il valore medio di tasso di export era di circa il 70% e l’ultima azienda del ranking aveva un tasso del 31,2%, esportando quasi un terzo della propria produzione. I mercati internazionali verso i quali i Campioni dell’Export 2022 operano maggiormente sono Germania, Stati Uniti e Francia. Le imprese premiate hanno la loro base operativa soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, seguite da Lazio, Puglia e Campania.

“In generale la classifica 2022 ha rispecchiato l’andamento del mondo delle esportazioni dall’Italia: la produzioni di macchinari, quindi in generale il settore metalmeccanico e dei prodotti industriali, prevale tra i settori di attività; non mancano ovviamente aziende legate alle eccellenze artigianali del nostro Paese: design, abbigliamento, tessile”, spiega Marco Paciocco. Al primo posto c’è la Ascot International, una società siciliana sconosciuta al grande pubblico, che genera all’estero il 99,34% del suo giro d’affari (una ventina di milioni). Produce generatori e sistemi energetici alimentati a diesel e gas naturale o Lpg e inoltre sistemi ibridi fotovoltaico-diesel, costruiti in base alle specifiche del cliente. Porta il Made in Italy nei più grandi progetti di infrastrutture, in particolare di telecomunicazioni, a livello internazionale con soluzioni innovative. Lavora per Vodafone e altri importanti gestori di telecomunicazioni, dall’Africa ai Paesi del Golfo. E’ una Pmi di Gela (Caltanissetta), guidata da Michele Greca, che ne ha preso le redini dal papà Luigi. Fondata nel 1986, esporta in oltre 60 Paesi e si vanta di avere tutta la produzione rigorosamente Made in Italy. Fra le imprese leader dell’export alimentare emergono Rustichella d’Abruzzo, pastificio di altissima qualità votato alla clientela estera, e il limoncello Villa Massa di Sorrento, molto presente in particolare negli Stati Uniti. Tra gli altri campioni della crescita spiccano alcuni nomi conosciuti come l’azienda meccanica Pedrollo, Italcer (famosa per il marchio di ceramiche La Rondine), Texa, leader dei fornitori per le autofficine, Arvedi tubi, Eural Gnutti, Procos, Absolute Yachts, Italpizza.

Le grandi speranze per la ripresa dell’economia sono dunque fortemente legate all’export. Come ripete in ogni rapporto annuale l’ICE, l’80% delle aziende esportatrici sono di piccole e medie dimensioni. Sono poche: solo 136.000 imprese vendono all’estero il Made in Italy, eppure l’export da loro generato pesa per oltre il 30% sul PIL. Non solo: secondo SACE le PMI attive nei mercati esteri sono quelle che crescono e la ripresa post Covid è legata alle esportazioni, oltre che a un saggio impiego dei fondi del PNRR. Peraltro, lo stesso PNRR sostiene anche le PMI esportatrici nelle tematiche di transizione digitale ed ecologica, mediante il rifinanziamento per ben 1,2 miliardi di euro del Fondo 394/81 gestito dalla Simest. Ecco perché il Sole 24 Ore e Statista hanno dedicato alle esportazioni la quarta iniziativa comune di analisi e lettura della realtà economica italiana, dopo Leader della crescita, Leader della sostenibilità e Studi legali dell’anno.

Fonte: a cura di Exportiamo, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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