Negli ultimi anni il Cile ha saputo mantenere un profilo di stabilità economica e politica che lo distingue nel contesto latinoamericano. Dopo la fase di rallentamento dovuta alla pandemia, il Paese ha registrato una ripresa graduale sostenuta da una politica fiscale prudente, da un ambiente normativo trasparente e da un solido sistema finanziario. Secondo le più recenti stime del Fondo Monetario Internazionale, il PIL cileno crescerà del 2,5% nel 2024 e del 2,8% nel 2025, trainato dai consumi privati, dagli investimenti esteri e dal buon andamento delle esportazioni di rame, litio e prodotti agroalimentari.
Un’economia aperta al commercio internazionale
Il Cile è una delle economie più aperte al mondo. Con oltre 30 accordi di libero scambio, il Paese vanta un accesso privilegiato a mercati strategici in America, Europa e Asia-Pacifico. L’adesione al CPTPP e la modernizzazione dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, firmata nel 2023, rafforzano ulteriormente il suo posizionamento come hub commerciale dell’America Latina.
Nel 2024 le esportazioni cilene si sono attestate intorno a 95 miliardi di dollari, trainate dal comparto minerario (rame e litio), ma in crescita anche i settori agroalimentare, vinicolo, ittico e delle energie rinnovabili. Le importazioni hanno raggiunto circa 89 miliardi di dollari, confermando un saldo commerciale positivo e un mercato interno in espansione.
L’interscambio commerciale tra Italia e Cile
Le relazioni economiche tra Italia e Cile si inseriscono in questo contesto di cooperazione e crescita. Secondo i dati SACE e ICE, nel 2023 l’interscambio bilaterale ha superato i 2,8 miliardi di euro, in aumento rispetto agli anni precedenti. L’export italiano verso il Cile è cresciuto del 10% su base annua, raggiungendo circa 1,9 miliardi di euro, mentre le importazioni dal Cile si sono attestate attorno a 900 milioni di euro.
Il saldo commerciale resta fortemente a favore dell’Italia, sostenuto dai settori ad alto valore aggiunto:
- macchinari e apparecchiature industriali, soprattutto per estrazione mineraria e industria alimentare;
- componentistica e mezzi di trasporto;
- prodotti chimici e farmaceutici;
- tecnologie ambientali e trattamento acque;
- moda e arredamento Made in Italy, sempre più richiesti dalla classe media cilena.
Sul fronte opposto, l’Italia importa principalmente rame, cellulosa, vino e prodotti agricoli, con una quota crescente di materie prime strategiche come litio e molibdeno, fondamentali per la transizione energetica e la produzione di batterie.
Opportunità di business per le imprese italiane
Il Cile si conferma uno dei Paesi più attrattivi per gli investitori grazie a un sistema stabile, trasparente e favorevole al business. Nel 2023 gli investimenti diretti esteri (IDE) hanno superato i 20 miliardi di dollari, concentrati in energia, infrastrutture, servizi e industria estrattiva.
Per le imprese italiane, le opportunità si concentrano in diversi ambiti chiave:
- Energia e transizione verde – Il Cile punta a diventare leader mondiale nella produzione di idrogeno verde entro il 2030. Le aziende italiane del comparto energetico e impiantistico possono giocare un ruolo da protagoniste.
- Infrastrutture e mobilità sostenibile – Il governo cileno ha in programma grandi opere per migliorare trasporti, logistica e reti ferroviarie, con partnership pubblico-private che aprono spazio a imprese italiane specializzate.
- Agroindustria e food tech – Il Paese è tra i maggiori esportatori agroalimentari del Sud America. Cresce la domanda di tecnologie italiane per la trasformazione, il packaging e la filiera vinicola.
- Salute, cosmetica e benessere – Il crescente potere d’acquisto favorisce l’import di farmaci, prodotti cosmetici e beni di consumo di fascia premium.
- Turismo e design – I progetti di valorizzazione del territorio offrono spazi per le aziende italiane dell’arredamento, architettura e contract alberghiero.
Le prospettive per il 2025
Secondo SACE, il Cile continuerà a offrire condizioni macroeconomiche solide e un quadro normativo affidabile. Il Paese è considerato a rischio medio-basso per gli esportatori italiani (rating 3/9), e il suo Export Opportunity Index supera i 75/100, confermando il suo potenziale per l’internazionalizzazione delle PMI italiane.
Con la crescita della domanda di tecnologie sostenibili, gli incentivi agli investimenti e la stabilità del contesto politico, il Cile si conferma una destinazione strategica per il Made in Italy in America Latina.
In sintesi, il Cile rappresenta un mercato maturo e dinamico, capace di offrire concrete opportunità di crescita alle imprese italiane orientate all’innovazione, alla sostenibilità e alla qualità. Le sinergie tra Roma e Santiago, rafforzate dall’accordo di libero scambio UE-Cile, pongono le basi per un’ulteriore espansione dell’export e degli investimenti diretti italiani nel prossimo futuro.
Fonte: a cura della Redazione di Exportiamo, a.gambino@exportiamo.it - Autore Alessio Gambino
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