Caffè, le cialde trainano il comparto italiano

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15 Maggio 2014
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Italia

Il mercato del caffé per consumo casalingo sta vivendo una radicale trasformazione.  L’avvento delle cialde prima e delle capsule poi ne ha aumentato non solo la qualità, ma anche i consumi passati dal tradizionale caffé macinato alle monodosi. 

Vediamo nei grafici seguenti sia il fatturato suddiviso per tipologie che la variazione in termini percentuali del consumo di caffé tra l’anno 2012 e 2013.

Grafico 1. Vendite del caffé  periodo feb.2013-feb.2014 

Prezzo medio al kg macinato espresso: 9,84€       Prezzo medio al kg capsule e cialde: 37,69€

Grafico 2. Variazioni in termini % tra anno 2012 e 2013

Fonte: elaborazione a cura di Exportiamo su dati Nielsen

Dalla ricerca condotta da Nielsen, nei dodici mesi trascorsi (febbraio 2013/2014) il caffé macinato (ossia capsule, cialde e prodotti tradizionali), ha incrementato i suoi volumi di vendita(+0,2%) ma ha visto scendere i suoi valori in termini economici (-1,5%). Nello specifico, si é registrato il forte progresso delle capsule (+17,3%), la tenuta delle cialde (-3%) e del caffé macinato normale (-2,9%), e un leggero aumento del caffé macinato espresso (+7,7%). Il successo del caffé in capsule emerge anche da altri dati di più lungo periodo: dal 2011 a oggi il numero di famiglie che usa le capsule é quasi raddoppiato, passando da 1,5 a 2,6 milioni (pari all’11% delle famiglie italiane). I livelli di penetrazione sono più alti (16%) e si registrano soprattutto nelle famiglie under 35.

I Costi. Per quanto riguarda i costi del caffé , il macinato espresso é di 9,84 euro al chilo (e 8,34 euro per il caffé macinato normale), quello delle capsule e delle cialde é di ben 37,69 euro al chilo, con le sole capsule che raggiungono addirittura i 46,48 euro al chilo. Va però anche sottolineato che dopo il boom iniziale, anche in questo settore i prezzi sono in discesa. Nonostante queste dinamiche tipiche di un mercato appena nato, la concorrenza é in crescita e i consumatori ne traggono vantaggio.

Export. L’esportazione di caffé dall’Italia registra nel 2013 un +7,18% rispetto all’anno precedente, con un aumento significativo, in particolare, per il caffé torrefatto (+10,23%). I principali destinatari del caffé torrefatto italiano sono i Paesi comunitari, che assorbono oltre il 60% del totale. Tra i Paesi extra UE si pongono con quote significative Svizzera, Usa, Australia, Russia e Canada.

Se da una parte durante l’ultimo anno si é registrato un leggero calo dei consumi, dall’altra si é assistito ad una crescita dell’export, segno che il made in Italy é ancora uno dei punti di forza del nostro Paese e che nel mondo si riconosce sempre di più l’eccellenza dei maestri torrefattori italiani.

Segnaliamo ai lettori di Exportiamo che la prossima interessante fiera sul caffé che coinvolge tutti gli operatori del settore é la World Of Coffee ospitata a Rimini dal 10 al 12 Giugno. 

Curiosità: in Italia, il comparto del caffé resta uno dei settori più vivaci del food & beverage. Le industrie presenti sul territorio e coinvolte nel processo produttivo sono circa 700 di cui 100 a carattere semi – industriale. L’occupazione totale di circa 7.000 addetti specializzati.

 

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