Gli effetti della crisi in Portogallo

Gli effetti della crisi in Portogallo
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01 Agosto 2014
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Portogallo

«Nel 2014 l’economia portoghese dovrebbe percepire i primi segnali di ripresa»

Ne 2013 la riduzione del PIL portoghese é stata dell’1,4% rispetto a quello inizialmente previsto dell’1,9%. Un netto miglioramento é stato registrato nell’ultimo trimestre del 2013 (+1,7%) grazie alle performance positive delle esportazioni ed al buon andamento dei consumi privati e degli investimenti. Dopo oltre due anni dall’avvio del programma di assistenza economica e finanziaria pianificato dalla Troika, l’economia portoghese inizia a percepire i primi progressi e le imprese nel 2014 beneficeranno di imposte sugli utili ridotte dal 25% al 23%, con la previsione di scendere fino al 18% entro il 2020. La ratio di questa politica é di contrastare il drammatico problema della disoccupazione che l’anno scorso si é attestata al 16,5%. Al contrario le imposte sui redditi delle persone fisiche previste dalla finanziaria per il 2014 sono rimaste invariate, compresa l’impopolare tassa aggiuntiva del 3,5% che grava su tutti i redditi superiori al salario.
Il Governo portoghese spera in una prima vera ripresa dell’economia già dall’anno in corso ed infatti prevede che molti indicatori torneranno a presentare un segno positivo, come gli investimenti (+1,2%), l’export (+5,5%), l’import (+3,9%) e l’inflazione (+0,8%).

Nel 2013 i principali settori produttivi in Portogallo, come di evince dal seguente grafico, sono stati quello dei servizi (74,2%), dell’industria (14,6%), delle costruzioni (4,9%), dell’energia (3,4%) e quello primario (2,9%).

Figura 1. I principali settori produttivi in Portogallo nel 2013

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Fonte: rielaborazione a cura di Exportiamo su dati del Business Atlas 2014

Il totale dell’import si é attestato sui 56,59 miliardi di euro, mentre il totale dell’export sui 47,37 miliardi. I principali prodotti importati rimangono i combustibili minerali, gli oli minerali, i prodotti della loro distillazione, le sostanze bituminose, le cere minerali (19,6%), le vetture automobili, i trattori, i velocipedi, i motocicli ed altri veicoli terrestri, le loro parti e accessori (8%), i reattori nucleari, le caldaie, le macchine, gli apparecchi ed i congegni meccanici, le parti di queste macchine o apparecchi (7,6%).

I principali prodotti esportati comprendono i combustibili minerali, gli oli minerali ed i prodotti della loro distillazione, le sostanze bituminose, le cere minerali (10,5%), le vetture automobili, i trattori, i velocipedi, i motocicli e gli altri veicoli terrestri, le loro parti e accessori (10%), le macchine e gli apparecchi, il materiale elettrico e le loro parti (8,2%).

Figura 2. I principali Paesi Clienti

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Fonte: rielaborazione a cura di Exportiamo su dati del Business Atlas 2014

In particolare la Spagna si attesta al 23,5%, seguono in ordine la Germania all’11,6%, la Francia all’11,6%, l’Angola al 6,5%, il Regno Unito al 5,6%, gli USA al 4,3%, l’Olanda al 4%, l’Italia al 3,3%, il Belgio al 2,8% ed il Brasile all’1,6%.

Figura 3. I principali Paesi Fornitori

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Fonte: rielaborazione a cura di Exportiamo su dati del Business Atlas 2014

Nello specifico possiamo vedere che la Spagna si attesta al primo posto al 31,7%, seguita dalla Germania all’11,2%, dalla Francia al 6,7%, dall’Italia al 5,1%, dall’Olanda al 5%, dall’Angola al 4,6%, dal Regno Unito al 3,2%, dal Belgio al 2,5%, dalla Cina al 2,4%, dalla Russia all’1,7%.

L’ interscambio con l’Italia vede un saldo commerciale che si attesta a –1,37 miliardi di euro per il Portogallo. I principali prodotti importati dai portoghesi sono: reattori nucleari, caldaie, macchine, apparecchi e congegni meccanici, parti di queste macchine o apparecchi (15,6%); vetture automobili, trattori, velocipedi, motocicli e altri veicoli terrestri, loro parti ed accessori (7,9%); pelli - diverse da quelle per pellicceria - e cuoio (6,4%). I principali prodotti esportati in Italia: vetture automobili, trattori, velocipedi, motocicli e altri veicoli terrestri, loro parti e accessori (9,1%); carta e cartone; manufatti di pasta cellulosica, di carta o cartone (8,2%); macchine ed apparecchi, materiale elettrico e loro parti (7,9%).

Come per altri Paesi dell’Area Euro, il 2014 dovrebbe segnare per il Portogallo l’inizio di una timida ripresa economica.

Fonte : elaborazione a cura di Exportiamo su dati del “Business Atlas 2014”. Di Barbara Alessandrini, b.alessandrini@exportiamo.it

Per ulteriori informazioni consulta la scheda paese, cliccando qui.

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