Focus Mozambico: le elezioni presidenziali, le relazioni internazionali e la sfida dello sviluppo

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14 Ottobre 2014
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Mozambico

“La solidarietà non é un atto di carità. È cooperazione, é aiuto reciproco fra popoli che lottano per il medesimo obiettivo. Questa nave porta la pace, porta la solidarietà di tutto il popolo italiano per tutti i popoli.”, con queste parole Samora Machel - primo presidente del Mozambico indipendente - accoglieva nel 1980, a Maputo, la nave italiana di aiuti umanitari “Amanda”. Erano passati solo cinque anni dalla sanguinosa indipendenza conquistata affrancandosi dal dominio portoghese alla guida del Frente de Libertaé�ao de Moé�ambique – FRELIMO.

Fin da subito l’indipendenza fu insidiata dalla scelta di collocarsi nel campo socialista e dalla successiva lunga e ancor più sanguinosa guerra civile combattuta con la Resisté�ncia Nacional Moé�ambicana – RENAMO, armata dai vicini Sud Africa e Rhodesia, e arrivata a una soluzione solo nel 1992 con il ruolo fondamentale della diplomazia italiana e della mediazione della Comunità di S. Egidio mentre con la successiva firma degli Accordi di Roma é nato il nuovo Mozambico democratico, chiamato il 15 ottobre 2014 nuovamente alle urne. 

La contesa elettorale vedrà nuovamente opporsi il FRELIMO che candida alla presidenza l’attuale Ministro della Difesa, Filipe Jacinto Nyusi, non proprio un elemento di spicco della nomenklatura locale impegnato a sostituire l’ingombrante figura del presidente, Armando Emilio Guebuza, alla fine del secondo mandato e non più rieleggibile e la RENAMO che punta sempre sul suo storico leader, Alfondo Dhlakama, “eterno secondo” fin dalle prime elezioni democratiche del 1994 e da allora sempre candidato alla presidenza anche se sempre più insidiato dall’emergente Movimento Democratico del Mozambico – MDM, nato nel 2009 dai dissidenti in seno allo storico movimento di opposizione e che candida alla presidenza del Paese il suo fondatore, Daviz Simango, sindaco della città di Beira, terza città del Paese.

Questo breve excursus sulle reazioni bilaterali é utile per contestualizzare il ruolo che il nostro Paese ha svolto nella storia recente e per approfondire i buoni propositi per il futuro. 

Negli ultimi mesi si sono susseguiti diversi impegni diplomatici e di promozione del Sistema Italia nel Paese culminati da un lato con la visita lo scorso luglio del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a Maputo, la prima di un Presidente del Consiglio italiano in Mozambico e dall’altro con la successiva partecipazione con un intero padiglione dell’Italia alla 50^ Edizione della Feira Internacional’ de Maputo – FACIM, coordinata dall’Ufficio ICE locale, operativo di nuovo in territorio mozambicano dal settembre 2013, e guidata dal Vice Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda già protagonista anche della Missione di Sistema voluta dalla Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione nel maggio scorso che ha coinvolto oltre 200 partecipanti italiani.

Il Mozambico nel contesto internazionale

Collocato in una posizione strategica di cerniera tra l’Africa Orientale e l’Africa Australe, il Mozambico cerca oggi di rafforzare la propria posizione internazionale sfruttando le potenzialità offerte dalle sue risorse naturali e diversificando le sue alleanze politiche e commerciali e così pur restando cruciali i rapporti con il Portogallo e il Sudafrica, partner storici, si intensificano le relazioni con Cina, Brasile, India e Australia e consolida la sua posizione regionale soprattutto all’interno della Southern African Development Community – SADC, un’area popolata da 450 milioni di abitanti che genera 700 milioni di dollari di PIL.  

Proprio a fine settembre é stata ufficializzata la richiesta di un prestito dell’ammontare di 1,4 miliardi di dollari alla Cina per finanziare 11 grandi progetti infrastrutturali

I grandi progetti infrastrutturali sono stati il traino maggiore per l’economia mozambicana negli ultimi anni caratterizzati da una crescita media nel periodo 1996-2013 di oltre il 7% su base annua, generata in buona parte dall’afflusso di capitali stranieri destinati ad attività capital intensive (quelle legate al settore minerario) e dagli aiuti internazionali che concorrono alla formazione del bilancio statale: la sola Italia dal 1992 ad oggi ha versato oltre 530 milioni di Euro. 

Secondo le stime nel periodo 2013-2023 questi grandi progetti infrastrutturali dovrebbero contribuire a una crescita del 2% annuo del PIL.

Nonostante l’alto tasso di povertà il paese é indicato da molti come un esempio di buona applicazione delle politiche di sviluppo e di collaborazione con le Istituzioni Finanziarie Internazionali – IFI (FMI, WB, ecc.) tese a consolidare il quadro macroeconomico e a favorire la riduzione della povertà. Secondo i dati dell’Overseas Development Institute, infatti, la “spirale di crescita” che ha interessato il Paese nel periodo 2002-2008 con tassi medi di crescita del PIL del 7% ha lasciato sostanzialmente invariata la percentuale della popolazione mozambicana che vive al di sotto della soglia di povertà così come nell’Indice di Sviluppo Umano 2013 redatto dalla United Nations Development Programme - UNDP, il Mozambico é al 185° posto su un totale di 187 Paesi. 

Altro elemento che dimostra la voglia di nuova soggettività internazionale del Paese é rappresentato sicuramente dal debutto, nel settembre 2013, sul mercato obbligazionario internazionale con un prestito di circa 800 milioni di dollari per l’acquisto di 30 imbarcazioni di produzione francese, civili e militari con scadenza 2020 che ha provocato alcune reazioni anche all’interno dei Paesi donatori. 

Mozambico-Italia: sempre più vicini

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Tornando invece alle relazioni commerciali bilaterali, negli ultimi anni si é assistito ad un progressivo aumento dell’interscambio commerciale e pur registrando tradizionalmente un saldo commerciale negativo, dovuto alle ingenti importazioni di alluminio, nell’ultimo anno si é registrato un incremento delle esportazioni italiane (57,5 milioni di euro, in crescita del +28,1% rispetto all’anno precedente). I dati parziali relativi al I^ Semestre 2014 e a fronte di una leggera flessione delle importazioni, confermano questo trend con le nostre esportazioni - costituite principalmente da meccanica strumentale, prodotti chimici e metallurgia – raddoppiate nel periodo di riferimento così da contare a giugno 2014 già 44 milioni di euro.

Parallelamente, si é registrato un aumento degli investimenti italiani nel paese e ad oggi, sono presenti in Mozambico oltre 40 aziende italiane attive nei settori di punta dello sviluppo del Paese: idrocarburi, infrastrutture, biocombustibili, agroindustria, turismo, trasporti e servizi, oltre a realtà imprenditoriali locali gestite da italiani.

Secondo i dati ufficiali del Centro di Promozione degli Investimenti - CPI, gli IDE italiani sono passati dai 10,6 milioni di dollari nel 2012 a quasi 27 milioni di dollari nel 2013, in crescita del 150% rispetto all’anno precedente, con ben 15 progetti approvati risultando il nono investitore estero nel Paese.

Sullo sfondo ci sono naturalmente gli ingenti investimenti dell’ENI e l’indotto da essi creato che dovrebbero consolidare ulteriormente la presenza italiana nel Paese, fino a rendere il “Belpaese” uno dei primi investitori esteri nel Paese.

ENI, con una partecipazione del 50%, é l’operatore principale dell’Area 4 al largo del bacino del Rovuma, nel nord del Paese, dove sono stati rinvenuti, nel 2011, oltre 2.265 miliardi di metri cubi di gas naturale e oltre agli investimenti infrastrutturali, ha lanciato all’inizio del 2012 un programma di formazione superiore in Italia destinato a 200 tecnici laureati mozambicani e diversi interventi di sostegno allo sviluppo locale nel settore dei servizi sociali di base nella zona nord del Paese.

Recentemente inoltre il Mozambico ha aderito alla Extractive Industries Transparency Initiative – EITI ed lo scorso agosto l’Assemblea Nazionale ha approvato una legge delega che autorizza il governo a deliberare interventi mirati a favore delle concessioni alle multinazionali straniere dando il via libera a un regime speciale che si applicherà alle infrastrutture necessarie per trattare il gas prodotto proprio a Rovuma, con la costruzione e la messa in attività degli impianti di liquefazione.

Le premesse per una partnership sempre più forte e reciprocamente vantaggiosa tra Italia e Mozambico sono credibili e percorribili. L’imprenditoria italiana dimostra, nel mondo, la sua intraprendenza e la sua lungimiranza e forse nel caso specifico del Mozambico anche un effettivo “gioco di squadra” tra istituzioni e imprenditori sta dando i suoi frutti.

Tutti temi che avremo modo di approfondire successivamente.

 

Fonte: elaborazione a cura di Exportiamo, di Antonio Passarelli, redazione@exportiamo.it 

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