Focus Mozambico: uno sguardo da Maputo. Intervista al Dott. Maurizio Ferri, Direttore Ufficio ICE Maputo

Focus Mozambico: uno sguardo da Maputo. Intervista al Dott. Maurizio Ferri, Direttore Ufficio ICE Maputo
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15 Ottobre 2014
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Mozambico

Il Mozambico rappresenta sempre di più un partner di primo piano per il nostro Paese, porta d’accesso privilegiata per le nostre imprese alla dinamica realtà rappresentata oggi dall’Africa Sub-Sahariana. 

Il Paese sta attraversando una fase fondamentale per lasciarsi definitivamente alle spalle i conflitti e le turbolenze dei decenni precedenti e le prossime elezioni presidenziali saranno un’occasione importante per verificare la tenuta dei recenti accordi tra il governo e le opposizioni, raggiunti anche con il sostegno e la mediazione del Governo italiano. 

Dall’ottobre 2013 é di nuovo operativo a Maputo l’Ufficio dell’ICE diretto dal Dott. Maurizio Ferri, che abbiamo contattato per uno scambio sul momento cruciale che sta attraversando il Paese.

Dott. Ferri la ringrazio per la disponibilità dimostrata e le chiedo innanzitutto se può darci le sue impressioni sul clima che si respira nel Paese e sulle aspettative che nutre la popolazione nei confronti di questa tornata elettorale?   

“Nel paese si respira un clima di profonda attenzione e partecipazione, nelle ultime settimane ci sono stati comizi e manifestazioni in tutto il paese ed é prevista una forte partecipazione al voto, superiore a quella delle precedenti consultazioni, almeno a detta di chi le ha vissute da testimone: mi sembra che sia un segnale forte e la popolazione dimostra di voler partecipare al processo democratico e decisionale nel paese.”  

La riapertura dell’Ufficio ICE di Maputo é un’ulteriore prova del rinnovato interesse delle istituzioni italiane per l’Area e rientra in una strategia più ampia di potenziamento della presenza italiana all’interno del continente africano. Nel gennaio 2015 saranno aperti Uffici ICE anche a Luanda e ad Addis Abeba. Naturalmente, nel caso del Mozambico - come abbiamo già visto - non si possono non considerare le recenti importanti scoperte ENI nel Bacino del Rovuma nel nord del Paese. In questi ultimi mesi si é assistito ad un’intensa attività diplomatica da parte del Vice Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e del Premier Matteo Renzi. 

A un anno circa dal suo arrivo qui a Maputo può farci un quadro sull’attività svolta per poter tastare il reale interesse del Sistema Italia nei confronti di un Paese che per certi versi é ancora percepito “di frontiera”?

“E’ stato un anno molto intenso, sia per le attività di start up dell’Ufficio che per i tre importanti eventi politici e commerciali organizzati e già citati: innanzitutto la Missione di Sistema ICE-ABI-Confindustria a maggio; la successiva visita a luglio del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, accompagnato dal Vice Ministro Carlo Calenda e da una delegazione imprenditoriale di altissimo livello, e infine a fine agosto la partecipazione con un padiglione di 2000 mq e 75 stand alla 50^ Edizione della FACIM, la Fiera Internazionale di Maputo, con la contemporanea visita del Vice Ministro Calenda a capo di una delegazione di imprenditori e di associazioni imprenditoriali. Inoltre, in occasione della FACIM il nostro Padiglione ha riscosso notevole successo e interesse e ho ricevuto personalmente dal Primo Ministro, Alberto Vaquina, il Premio come miglior espositore della Fiera.  

L’Ufficio ICE é stato impegnato anche con la missione itinerante dell’Ammiraglia “Cavour” della Marina Militare Italiana, approdata a Maputo alla fine di gennaio con l’obiettivo di  promuovere le eccellenze commerciali ed industriali del Made in Italy. All’interno della “Cavour” é stata allestita una mostra sull’arredo italiano organizzata da Federlegno Arredo, che ci siamo impegnati a promuovere riscuotendo successo e interesse tra gli operatori del settore mozambicani.

L’impegno diplomatico-commerciale profuso ha permesso di riportare l’Italia al centro dell’attenzione della classe dirigente politica ed imprenditoriale mozambicana e di creare un clima di aspettative, rispetto a concreti investimenti, partenariati industriali e collaborazioni commerciali, che vadano oltre i pur ingenti investimenti previsti dalla nostra ENI nel bacino di Rovuma.

Le imprese italiane coinvolte nelle varie iniziative sopra elencate hanno tutte dimostrato interesse nei confronti del paese, ne hanno percepito le potenzialità di medio e lungo periodo ma allo stesso tempo hanno manifestato l’esigenza di un supporto di tipo logistico ed amministrativo per le loro strategie commerciali in modo da contenere quanto possibile i costi di ingresso.

Attualmente sono circa 80 gli imprenditori italiani presenti in Mozambico e tra le principali aziende possiamo citare nel settore dell’Edilizia e delle Infrastrutture Trevi, C.M.C. Ravenna, Renco, Proger e Bonatti; nell’agroalimentare Cremonini, Cam-Sfir, Parmalat e Igo Sammartini; nel settore dei Trasporti sono attive le società Ignazio Messina & C., Mediterranean Shipping Company e Marine Standard Int. e infine nel settore Oil & Gas naturalmente ENI ma anche Saipem e il Gruppo Cosmi.  

Compito del Sistema Italia nel 2015 sarà quello di supportare al massimo le imprese italiane, mentre sarà compito delle imprese investire in un Paese complesso ma con grandissime potenzialità.

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Il governo mozambicano ha in programma importanti progetti di sviluppo, potendo contare oltre che sul supporto della comunità internazionale anche su una crescita della capacità impositiva dello stato. Può fare una panoramica sui principali Progetti di Sviluppo e sulle opportunità da cogliere per le nostre PMI e per le nostre Società di Consulenza?

Sicuramente il settore energetico é prioritario per lo sviluppo del Paese e legato principalmente all’estrazione del Gas, che sarà in grado di generare un indotto che vale decine di miliardi di dollari in infrastrutture, macchinari, attrezzature e servizi. Esistono spazi interessanti da esplorare anche nel settore delle energie rinnovabili.

Numerosi sono invece i progetti nel settore delle infrastrutture, in particolare sono previsti investimenti nel settore portuale.  Lo scorso 20 agosto c’é stata la cerimonia della posa della prima pietra del porto logistico di Pemba, che sarà la piattaforma per i servizi necessari all’estrazione del Gas. L’opera sarà realizzata da ENH Integrated Logistics Services (ENHILS) e, a mio parere, esistono opportunità di lavoro per le imprese italiane; parliamo di un investimento, nel breve termine, di circa 150 milioni di dollari. E’ prevista inoltre l’espansione di alcune banchine del porto di Maputo e i lavori in questo caso verranno effettuati da parte della Maputo Port Development Company (MPDC), mentre a Beira stanno partendo i lavori di ampliamento ed ammodernamento sia il terminal carbonifero che del terminal commerciale. A Nacala invece la prima fase di sviluppo del porto sarà garantita dagli 84 milioni di dollari previsti dall’accordo che il Governo mozambicano ha stretto con la Cooperazione giapponese (JICA).

Opportunità importanti esistono nel settore delle infrastrutture aeroportuali e ferroviarie. 

Il principale progetto in corso in ambito aeroportuale é quello del nuovo aeroporto internazionale di Nacala inserito all’interno del piano di sviluppo logistico della regione insieme ai lavori di rifacimento del porto. L’area di Nacala é strategica, in quanto Zona Economica Speciale che gode di particolari regimi doganali e fiscali e come punto di sbocco del cd. “corridoio di Nacala”.

Anche il settore agricolo offre interessanti opportunità. Il Mozambico, pur avendo grandi potenzialità agricole, sfrutta attualmente solo il 15% dei terreni coltivabili.  

L’industria agroalimentare é quasi inesistente e infatti i principali prodotti alimentari vengono importati dai Paesi vicini e dal Sud Africa in particolare. Ritengo quindi che vi sono spazi di investimento per imprese italiane in tutta la filiera agricola e agro-alimentare  

Sicuramente c’é spazio anche per i beni di consumo Made in Italy.  

La distribuzione, in alcuni dei settori di maggiore interesse per le imprese italiane (arredamento, abbigliamento e agroalimentare) é gestita principalmente da operatori sud africani e portoghesi. Questo può rendere complesso, per le imprese italiane, l’ingresso con operazioni prettamente commerciali dal momento che tali operatori  tendono a favorire produzioni ed imprese dei propri paesi per contiguita’ linguistica, condizioni di pagamento e margini di profitto. 

Vi sono tuttavia tre elementi estremamente positivi da tenere in considerazione: i prezzi di mercato sono alti e quindi in grado di garantire un profitto per le imprese italiane; una nutrita presenza di espatriati provenienti da tutto il mondo che conosce e vuole prodotti “Made in Italy” e infine la crescita di una classe media mozambicana che può spendere e dimostra un diffuso sentimento di amicizia nei confronti dell’Italia.”

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Quali sono le prossime attività in Programma dell’ICE? Ha qualche consiglio particolare da dare alle nostre aziende interessate a sondare le opportunità che il Paese offre?

Nell’immediato stiamo lavorando sulla programmazione per il 2015 e sui diversi iter autorizzativi. In particolare stiamo lavorando su un progetto per la creazione di uno Showroom a Maputo, una vetrina dove le aziende italiane potranno  esporre i propri prodotti e su alcuni progetti per la creazione di centri tecnologici nel settore della lavorazione delle pietre (marmi e graniti) e nel settore agro-alimentare. Il tutto é naturalmente ancora in fase di discussione.

Alle aziende interessate a sondare le opportunità offerte dal Mozambico consiglio di rivolgersi all’ICE e all’Ambasciata a Maputo per avere informazioni ed assistenza, con la giusta dose di pazienza perché i tempi di risposta del paese possono essere anche molto lenti, sia dal punto di vista burocratico che da quello imprenditoriale. A tal proposito suggerisco inoltre di diffidare di chi offre percorsi “alternativi” veloci mentre la presenza di un partner mozambicano é sempre utile e semplifica molti passaggi e va quindi valutata. 

Un’ultima domanda Dott. Ferri com’é vivere a Maputo? Quanto é realmente “di frontiera” il Mozambico?Quanto lo sviluppo é visibile e “inclusivo”?

Maputo é una città interessante e a mio parere anche bella. E’ in piena trasformazione e questa trasformazione é visibile a occhio nudo. Quanto sarà inclusiva nel suo sviluppo si vedrà, oggi é difficile divinarlo.

Il Mozambico é un paese molto grande che conosco ancora poco e certamente non mancano aree di frontiera, pur rimanendo a mio parere tra i paesi dell’area Sub Sahariana quello più vicino all’Italia per ragioni storiche ma anche per una certa facilità di comprensione reciproca che sicuramente aiuta nei rapporti umani e in quelli commerciali.

Dott. Ferri non rimane che ringraziarla nuovamente per la disponibilità e l’attenzione dimostrata, ci tenga aggiornati sull’attività del suo Ufficio e la invitiamo a seguire gli approfondimenti di Exportiamo. 

 

Fonte: a cura di Exportiamo, di Antonio Passarelli, redazione@exportiamo.it

 

 

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