Made in Italy: prossima fermata Ghana?

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04 Novembre 2014
Categoria: Marketing Internazionale
Paese:  Ghana

“If you want to go fast, go alone. If you want to go far, go together”, questo proverbio africano é stato più volte citato tra gli interventi dei relatori del “Ghana Trade and Investment Forum” per ricordare come - in Africa - sia fondamentale puntare a un partenariato vero, in grado di creare valore reciproco e riuscire ad andare oltre l’analisi dei soli dati economici.

L’evento si é tenuto presso la Sala delle Conferenze Internazionali del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - MAECI il 31 ottobre scorso, proprio nel giorno della nomina del nuovo Ministro Paolo Gentiloni ed é stata un’occasione utile per presentare le opportunità di investimento e interscambio offerte dal Paese - in particolare nei settori Agro-Alimentare, Energia e Green Economy - alle oltre 200 imprese italiane presenti in un momento in cui é sempre maggiore l’interesse per il continente africano perché ricco di sfide e opportunità.

L’iniziativa organizzata dall’istituzione ospitante e United Nations Industrial Development Organization - UNIDO in collaborazione con Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Confindustria, Agenzia ICE e World Trade Centre - WTC di Accra, ha visto anche la partecipazione di una delegazione di rappresentanti del settore privato ghanese e durante la sessione pomeridiana del Forum si sono tenuti oltre 350 incontri bilaterali con le aziende italiane presenti.

Democrazia, opportunità e stabilità

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Gli spunti di riflessione offerti dal Forum sono utili per osservare un po’ più da vicino l’importanza strategica del Paese, sicuramente tra le economie più dinamiche dell’intero continente nell’ultimo decennio, spesso confuso e incluso nell’instabilità della Regione geografica di appartenenza ma al contrario unanimemente indicato come esempio e modello di riuscita democrazia dell’Africa Occidentale con lo svolgimento di regolari elezioni dal 1992.

A ricordarlo é stato l’Ambasciatore Italiano ad Accra, Laura Carpini segnalando come il Paese sia al centro dell’attenzione di molti Paesi competitor come Hub strategico per progetti di investimento regionale.

Le importanti opportunità offerte vanno valutate anche nell’ambito della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale - ECOWAS che riunisce 15 Paesi della Regione, che nel 2012, secondo il Fondo Monetario Internazionale - FMI, hanno generato nel complesso 565 miliardi di dollari di PIL a parità di potere di acquisto risultando ipoteticamente la 25^ potenza mondiale; ed é attualmente impegnata nei negoziati con l’Unione Europea per la firma di un Accordo di Partenariato Economico - EPA.

L’Ambasciatore ci ha tenuto a sottolineare come sia proprio questo il momento opportuno per intensificare i legami economici e commerciali con il Paese andando incontro anche alle esigenze derivanti dal tentativo di diversificazione dell’economia con una responsabilizzazione sempre maggiore del settore privato.

Lo stesso Presidente attuale del Ghana, John Dramani Mahama, impegnato a rendere possibile la sua ambiziosa agenda politica basata sui tre pilastri: redistribuzione, diversificazione e occupazione, ripete spesso pubblicamente: “Ciò di cui abbiamo bisogno é trasformare la struttura della nostra economia e aggiungere valore ai beni che esportiamo: solo una trasformazione di questo tipo ci aiuterà ad accelerare la crescita” e poi - ricordando il ruolo avuto dallo stato, sin dall’indipendenza del Paese, nello sviluppo degli investimenti - afferma senza mezzi termini: “é arrivato il momento perché il settore privato rilevi il testimone”.

L’analisi é lineare e dopo anni di crescita accompagnata da un reale abbassamento della povertà assoluta, il Paese - esempio migliore a livello continentale di correlazione positiva tra crescita economica e abbassamento della povertà - rischia di cadere nella “trappola della crescita”, tarpando le ali a uno sviluppo ancora più dirompente le cui premesse non mancano così come le criticità, naturalmente.

Oltretutto da una recente ricerca della McKinsey riportata dall’interessantissimo e ben fatto Rapporto SACE “Frontiers” citato anche durante i lavori del Forum, emerge che il 97% della popolazione aspetta miglioramenti di vita nei prossimi anni (dato più alto dell’intera regione) soprattutto a seguito dell’avvio della produzione petrolifera a partire dalla fine del 2010 che ha notevolmente incrementato le entrate dello stato.  Recentemente il Paese ha raggiunto lo status di economia “lower-middle income”, proprio in ragione degli ampi progressi ottenuti nella riduzione dei tassi di povertà e nel consolidamento della classe media che - come riportato dallo stesso Togbe Afede XIV, Presidente del WTC di Accra - rappresenta il 47% della popolazione, il dato più alto dell’intera Africa Sub-Sahariana.

Il Ghana é un paese ricco di risorse, stiamo parlando del decimo produttore mondiale di oro, secondo di cacao (con l’obiettivo dichiarato del Consiglio nazionale del Cacao di riguadagnare la vetta persa nel 1978 in favore della Costa d’Avorio) ed ampi margini di sviluppo nel settore Oil & Gas dopo l’avvio della produzione con il giacimento di Jubilee, oltre a diamanti, bauxite, manganese, zucchero, caffé , frutta tropicale, prodotti ittici, crostacei e molluschi e senza considerare lo sfruttamento ancora non ottimale delle terre agricole.

L’esigenza, la necessità, la sfida dello sviluppo passa appunto dalla diversificazione dell’economia per favorire lo sviluppo del settore privato attraverso l’attrazione di investimenti stranieri e la creazione di partenariati credibili per accedere a tecnologie e risorse necessarie per dotare il Paese di moderne infrastrutture logistiche, energetiche e tecnologiche, passo fondamentale per dischiudere appieno il potenziale ancora inespresso sul piano produttivo e economico, in una regione che risalta alle cronache spesso più per le ombre che per le luci.

Da questo punto di vista - come sottolineato durante il Forum dal Ministro dell’Ambiente e dell’innovazione scientifica e tecnologica, Akwasi Oppong Fosu - l’Africa Occidentale é sempre sotto la lente di ingrandimento dei media ma é una realtà composta da 16 diversi Paesi, ognuno con le sue specificità. Tutto questo per rimarcare la distanza della realtà del suo Paese dalle recenti drammatiche notizie di cronaca relative all’epidemia di ebola che interessa i Paesi dell’area e alle crescenti tensioni in Burkina Faso.

Il piano governativo prevede attenzione e impegno per garantire presenza e partecipazione del settore privato nell’economia, con la previsione di approvare una legge sul Partenariato Pubblico Privato - PPP e la creazione di un’autorità di supervisione per cogliere le opportunità e far fronte alle sfide dello sviluppo. Tra gli obiettivi ci sono l’ampliamento della rete di strade e ferrovie e la costruzione di nuovi aeroporti, oltre all’ampliamento di quelli esistenti. Buone opportunità sono presenti anche nel settore del trattamento e distribuzione dell’acqua e sono ingenti gli investimenti che il governo intende effettuare/attrarre per costruire ostelli e campus per studenti in tutto il Paese.

Opportunità da analizzare più da vicino

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Il Ministro per le Autorità di Sviluppo, Mustapha Ahmed ha voluto rimarcare la posizione strategica delGhana quale Porta per l’Africa Occidentale e i risultati ottenuti nel tempo in merito al grosso investimento fatto sulla creazione di credenziali democratiche, su una reputazione positiva e affidabile, necessaria all’attrazione di investimenti stranieri.

Per quanto riguarda le forme di finanziamento agevolato e i vantaggi offerti dal Paese sicuramente é da approfondire la presenza di 3 Export Processing ZoneEPZs e 1 Parco Scientifico, istituiti a partire dall’approvazione nel 1995 del Free Zone Act e gestite dal Ghana Free Zone Board - GFZB che unitamente al Ghana Investment Promotion CenterGIPC, rappresenta l’interlocutore privilegiato per le imprese interessate ad investire nel paese.

Opportunità interessanti sono invece da cogliere all’interno del ciclo di interventi 2014-2016 African Development Bank - AfDB, ancora in parte in corso di preparazione.

Per quanto riguarda la presenza italiana in loco a livello istituzionale, si può contare sull’Ambasciata di Accra che ha recensito oltre 100 aziende italiane e riceve continue richieste di assistenza. Il Presidente Agenzia ICE Riccardo Monti é intervenuto anche su Twitter per segnalare gli sforzi e la volontà dell’ICE di potenziare la rete in Africa come dimostra l’apertura degli Uffici a Maputo, già operativo da un anno e da inizio 2015 ad Addis Abeba e Luanda, naturalmente questo va supportato da risorse adeguate.

E’ importante segnalare anche la presenza - tra gli altri - dello strumento di finanziamento della Cooperazione allo Sviluppo Italiana, Ghana Private Sector Developmente FacilityGPSDF, attivo dal 2004 con uno stanziamento inziale di 11 milioni di euro e rifinanziato nel 2008 con 22 milioni di euro che ha favorito lo sviluppo di casi di successo.

Naturalmente affinando lo sguardo non si possono non segnalare anche le criticità legate ad esempio all’accesso al credito, nonostante la presenza di un “folto” sistema bancario (sono 28 gli istituti di credito che operano nel Paese) o i limiti strutturali nelle fornitura di energia elettrica che sicuramente rappresentano due sfide da vincere per il Paese così come le criticità che possono nascere in merito alla proprietà dei terreni, la cui regolamentazione é complessa e fa capo a una legislazione nazionale, ma anche a norme tradizionali. Su quest’ultimo punto la stessa AfDB, ritiene un imperativo rimettere ordine ed efficienza alla macchina statale  e ai registri sulle proprietà terriere.

Il Paese sta anche affrontando una fase di aggiustamento macroeconomico con l’assistenza del Fondo Monetario Internazionale - FMI dovuta alla presenza di alto deficit fiscale, svalutazione della moneta e aumento dell’inflazione, oltre a dover fare i conti con la razionalizzazione della spesa pubblica che per il 70% é composta dagli stipendi dei dipendenti, cresciuti nominalmente del 47% nel 2013 rispetto all’anno precedente.

L’importante risposta della comunità imprenditoriale italiana nei confronti del Forum romano dello scorso 31 ottobre é la prova del fatto che le nostre imprese sono pronte a sondare le possibilità offerte da questo mercato e a continuare ad essere portatori di valori ben noti alla popolazione ghanese.

Un esempio su tutti é quello dell’alto valore anche simbolico della Diga di Akosombo, costruita negli anni sessanta dall’Impregilo, che da origine al più vasto lago artificiale al mondo - il lago Volta - e il bacino idroelettrico che si forma, rifornisce di energia elettrica il Ghana e i Paesi circostanti. Altro esempio fondamentale di infrastruttura “Made in Italy” vitale per il Paese é la già citata raffineria di Tema.

La competitività del “Made in Italy” si misura come sempre con la qualità riconosciuta dei nostri prodotti e delle relazioni che si riescono a instaurare andando anche oltre il piano commerciale.

Nei confronti del Ghana sicuramente si può fare di più e andare incontro all’esigenza di nuovi interessanti sbocchi per i nostri prodotti ed investimenti e alla richiesta di tecnologia e risorse da parte del Paese africano. La prossima tappa per il rafforzamento della partnership dovrebbe essere una Missione di Sistema in Ghana proposta per ora, più che annunciata, in apertura dei lavori del Forum dal Segretario Generale della Farnesina, Michele Valensise e accolta con estremo interesse da parte dei presenti sia al tavolo dei relatori (ICE, Confindustria, UNIDO e Autorità Ghanesi) e sia tra le poltrone degli uditori (Imprese e associazioni intervenute).

Quindi prossima fermata Ghana?

La via é sempre la meta e la giornata del 31 ottobre sicuramente ci avvicina un po’ di più.

 

Fonte: a cura di Exportiamo su dati tratti da “Ghana Trade and Investment Forum”, 31 ottobre 2014, di Antonio Passarelli, redazione@exportiamo.it 

 

 

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