08 Apr
Vino, l' altra faccia dell' export ha gli occhi a mandorla

Vino, l' altra faccia dell' export ha gli occhi a mandorla
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dal   08-04-2014   al   08-04-2014
Tipologia: Fiere

La vinicoltura è un’arte che affonda le sue radici in epoche passate. E’ proprio la tradizione che ha fatto dell’Italia la patria mondiale del vino e che la vede, insieme alla Spagna e alla Francia, sul podio fra i maggiori esportatori di vino. La prima destinazione in valore nel 2013 risultano essere gli Usa con 1.077 milioni di euro (in crescita del 7,1%), subito dopo la Germania con 5,9 milioni di ettolitri (contro i 2,9 degli Usa) e al terzo posto troviamo il Regno unito dove le vendite di vini italiani sono aumentate dell’1,3% rispetto all’ anno precedente. Come tutte le medaglie, anche quella italiana, ha però un’altra faccia e in tal senso, nel panorama dell’export dei vini italiani, non si può non evidenziare anche il trend negativo rappresentato da altri mercati dove l’export italiano non raggiunge i successi sperati. 

Fra questi vi è la Cina dove le esportazioni di vino italiano risultano in calo del 33% in quantità, ma anche il valore sceso a 74,8 milioni di euro nel 2013 rispetto ai 77 milioni dell’anno precedente. Qui le esportazioni del made in Italy si sono addirittura ridotte di 1/3 nel 2013, proprio quando i cinesi sono diventati i maggiori consumatori di vino rosso, avendo addirittura sorpassato Italia e la Francia.

In Europa, il trend negativo è rappresentato soprattutto dall’Ungheria, paese che rappresenta in quantità il 7° cliente del vino italiano ma che ha visto nel 2013 un vero e proprio crollo degli acquisti dall’Italia con un meno 28,6% in quantità e un -15,6% in valore. Dati analoghi a quelli di altri paesi dell’Est Europeo come la Repubblica Ceca, la Bulgaria e la Romania. In questi Paesi le spedizioni made in Italy infatti sono decisamente calate: del 13,2% in Repubblica Ceca, del 25,1% in Romania e del 15,8% in Bulgaria. Poiché ai rilevanti quantitativi importati da questi paesi fanno da contraltare valori piuttosto limitati è probabile che il crollo abbia riguardato quantitativi spediti nell’Est europeo allo stato sfuso e destinati ad essere imbottigliati e riesportati.

In conclusione si può affermare che i successi dell’ export dei vini italiani nel 2013 hanno trovato origine nei mercati consolidati dell’Europa e dell’America del Nord. Nell’area dell’Estremo Oriente, invece, il vino italiano non ha avuto i successi sperati, ma in questo caso l’elemento culturale può sicuramente aver giocato un ruolo decisivo.

 

Fonte: rielaborazione dai da IlSole24Ore

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