Texas, un connubio perfetto tra folklore ed opportunità di business

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26 Aprile 2016
Categoria: Focus Paese
Paese:  USA

Il Texas è il secondo Stato più ricco e più popoloso negli Stati Uniti, preceduto solo dalla California con i suoi 39 milioni di abitanti e un PIL da oltre 2.500 miliardi di dollari.

Nel 2015 i texani - circa 27,7 milioni - sono stati in grado di generare un PIL pari a circa 1.780 miliardi con una performance in decisa crescita (+3,2%) ed ampiamente superiore rispetto alla media nazionale.

Il Texas è situato nella parte Sud degli States e confina con Messico, Louisiana, Arkansas, Oklahoma e Nuovo Messico.

La capitale dello Stato è Austin ma la città più popolosa è Houston con oltre 2 milioni di abitanti seguita da San Antonio e Dallas entrambe con popolazione superiore ad 1 milione di persone.

A causa delle sue dimensioni, il Texas è caratterizzato da una notevole varietà climatica, e tanto le precipitazioni, quanto le temperature, variano con la latitudine e l’altitudine sul livello del mare: la parte ad est del Paese presenta un clima subtropicale, al centro il clima è tipo continentale mentre a sud-ovest il clima è di tipo desertico. Il Texas patisce inoltre la presenza di frequenti cicloni, in particolare nelle zone adiacenti alla costa.

Dopo l’Alaska il Texas è il secondo Stato più grande degli USA - si estende per 1300 km sull’asse nord-sud e per 1400 km sull’asse est-ovest - e per questo subisce le influenze di regioni ed aree geografiche diverse:

Sun Belt, per il suo dinamismo economico è uno dei più importanti poli di attrazione demografica della regione;
Far West, per i suoi paesaggi selvaggi ed il clima temperato;
Deep South, per la sua somiglianza culturale con gli Stati delle regioni meridionali della Costa orientale e per il suo folklore vivo (rodeo, western, country), associato all’immagine del cowboy;
America centrale, per la sua storia passata e la prossimità a livello geografico.

Il buono stato di salute dell’economia texana è testimoniato dal positivo andamento di ulteriori indicatori fra cui: il tasso di disoccupazione, sceso al 4,5% e l’indice dei prezzi al consumo che, negli ultimi dodici mesi, è aumentato ad un ritmo superiore (+1,3% contro +0,8%) ma che rimane ben al di sotto (217.2 contro 238.1) alla media USA.

In molti sostengono che vivere in Texas equivalga ad entrare in contatto con la “vera” America, e forse è proprio perché i texani si contraddistinguono per possedere alcuni tratti di “provincialismo” - sono in molti a definirsi prima abitanti del Texas e solo in seconda battuta americani - che vale la pena visitare questo Stato che vanta il doppio dell’estensione territoriale dell’Italia ma che può contare come abbiamo visto su meno della metà della popolazione del Belpaese.

Il fascino di questo Stato risiede nel fatto che è talmente grande da riuscire a “contenere” un po’ di tutto: contesti urbani in cui ammirare grattacieli immensi ed interminabili spazi naturali completamente privi di infrastrutture, la sede della Nasa ed eccellenti vini (il Texas è anche chiamato la “Toscana d’America”), le celebri serate di musica dal vivo di Austin e una delle più alte percentuali di popolazione obesa degli USA.

La varietà climatica, paesaggistica e a livello di ecosistemi si riscontra anche a livello etnico: i bianchi sono circa il 48% ed anche se la presenza di ispanici (37%) è molto elevata rimane spazio per minoranze come quella afro-americana (12%) ed asiatica (3,5%).

Il sistema infrastrutturale del Texas è moderno e si configura come un importante vantaggio competitivo per quelle realtà imprenditoriali che decidono di stabilirsi nello Stato potendo contare sul la più grande rete autostradale degli USA che raggiunge ogni punto dello Stato ed una rete ferroviaria (12,000 miglia) che ogni trasporta oltre 300 milioni di tonnellate di merci, ben 303 aeroporti civili e 23 commerciali e 13 porti che collegano il Texas con Messico, Centro e Sud America, Europa, Africa ed Asia.

A dimostrazione di ciò si evidenzia come lo Stato cha ha dato i natali ai due Presidenti repubblicani Bush sia particolarmente attivo nel campo del commercio estero ed in effetti il Texas è il primo Stato per valore delle esportazioni di tutti gli States con quasi 300 miliardi di dollari annui. I principali mercati di riferimento sono Messico, Canada, Brasile e Cina.

Per comprendere la forza economica di quello che è noto come “The Lone Star State” – letteralmente Stato della stella solitaria - bisogna considerare che esso si classifica nella top 15 delle principali economie mondiali specialmente grazie alle eccellenze che offre in diversi comparti.

Innanzitutto Oil&Gas il Texas è lo Stato che produce più energia negli Stati Uniti ed il più grande produttore di petrolio e gas, pari a circa il 20% e 30 % rispettivamente, della produzione totale degli Stati Uniti, ma anche energie rinnovabili essendo il maggior produttore di energia eolica all’interno della Federazione ed esibisce anche ottime performance nel campo dell’energia solare, idroelettrica e del biocarburante.

Naturalmente la vastità del territorio favorisce l’industria agricola e l’agribusiness e si producono soprattutto cotone, mais, grano, noccioline, frutta, uva, patate, riso ed insieme all’allevamento del bestiame vale oltre il 20% della ricchezza prodotta ogni anno nello stato.

Anche l’alta tecnologia e le attività di ricerca e sviluppo sono fiorenti in Texas e sul territorio si contano circa 400 centri di ricerca e un elevato numero di istituzioni hanno assunto importanza a livello internazionale quali ad esempio il San Antonio’s Southwest Research Institute, il Richardson Telecom Corridor o il Texas Medical Center.

Va detto comunque che a ciascuna regione/area dello stato corrispondono attività economiche specifiche.

Nell’est si concentra l’industria del legname, nell’area di Houston è fiorente l’industria Oil&Gas, la ricerca in campo biomedico e l’industria aerospaziale mentre a Dallas è il centro dell’IT e l’area di Austin ospita invece la “Silicon Hills” celebre per produzione hi-tech (hardware, software e semiconduttori).

Tra i vantaggi offerti dal Texas vi sono certamente quelli fiscali che ne accrescono l’appeal per tutti i potenziali investitori ai quali si presenta una realtà che non si fatica affatto a definire business friendly.

L’imposizione fiscale texana non prevede nessuna imposta sul reddito aggiuntiva, sia a livello societario che personale, rispetto a quella federale. La pressione fiscale risulta dunque essere inferiore di circa 1/3 rispetto alla media nazionale.

Ci sono tuttavia altri fattori che spingono la crescita economica e supportano un elevato livello della qualità della vita degli abitanti dello Stato fra cui il basso costo degli alloggi, una burocrazia agile e un’ampia disponibilità di posti di lavoro, elementi che combinati hanno permesso al Texas di essere appena sfiorato dalla crisi economica mondiale.

Nello Stato sono presenti numerose aziende multinazionali soprattutto nel settore delle telecomunicazioni e dell’energia, ma il Texas offre opportunità di business particolarmente interessanti anche alle PMI italiane che hanno incominciato ad approfondire le relazioni con il Texas già a partire dagli anni ’70-’80 specialmente nel settore Oil&Gas, della Ricerca e dell’Alta Tecnologia.

Oggi comunque l’Italia - storicamente percepita negli States come il Paese della cultura, delle arti, della moda e del buon cibo - è ben rappresentata sul mercato texano da numerose aziende d’eccellenza che supportano la qualità, l’unicità e le peculiarità del “Made in Italy” (Eni, Ferrari, Mapei, Lamberti, Segafredo, MSC, Corradi, etc…).

La bilancia commerciale Texas-Italia fa segnare ogni anno un importante attivo per il nostro Paese (nell’ordine di oltre un miliardo di dollari) e dunque esistano già ottime e solide basi, ma un ulteriore sviluppo delle relazioni commerciali non solo è possibile, ma anche auspicabile perché il nostro “Made in Italy” - conosciuto ed apprezzato da moltissimi texani - registra una minore presenza e diffusione nella parte Ovest del Texas rispetto alla parte Est, gli imprenditori e gli investitori italiani sono avvisati!

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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