Vietnam, il Paese che ha fede nel capitalismo

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12 Dicembre 2016
Categoria: Focus Paese
Paese:  Vietnam

“L’Italia non rappresenta solamente una delle culle della civiltà umana ma anche un importante partner commerciale per il nostro Paese. E’ sufficiente pensare che l’interscambio commerciale Italia-Vietnam è raddoppiato nel corso degli ultimi sei anni sebbene permanga ancora un evidente potenziale inespresso. L’auspicio è quello che esso possa crescere fino a toccare quota 6 miliardi di dollari entro il 2018″.

Con queste parole il Presidente della Repubblica socialista del Vietnam - H.E. Tran Dai Quang - in occasione della sua recente visita in Italia, ha voluto esprimere il suo apprezzamento per il Belpaese al fine di rinsaldare il legame di amicizia che unisce Roma ed Hanoi.

La volontà politica dell’ex Ministro della pubblica sicurezza è chiara: intensificare una partnership che può essere altamente strategica in vista di nuove politiche commerciali, soprattutto se il neo Presidente americano Trump confermerà la sua opposizione al TPP, il trattato di libero scambio che coinvolge dodici nazioni affacciate sull’Oceano Pacifico, di cui il membro più importante sono proprio gli USA.

Se questa eventualità dovesse verificarsi non solo l’Italia ma l’Unione Europea tutta potrebbe trarne giovamento anche perché essa già rappresenta, per il Paese asiatico, il secondo partner commerciale ed il terzo investitore a livello globale.

In effetti il processo di avvicinamento fra Bruxelles ed Hanoi è già cominciato e quasi un anno fa (dicembre 2015) l’UE ed il Vietnam hanno raggiunto un accordo su un trattato di libero scambio che si propone di rimuovere quasi tutti i dazi (oltre il 99%) sui beni commerciati tra le due economie.

Quando il processo di ratifica dello stesso sarà finalmente giunto a conclusione il “Vecchio Continente” potrà godere di un accesso più facile ad un mercato emergente da 90 milioni di consumatori.

Nel dettaglio il Vietnam ha accettato di liberalizzare: i servizi finanziari, le telecomunicazioni, i trasporti e i servizi postali riducendo inoltre le limitazioni all’importazione di cibi e bevande (compresi vini e liquori) oltre che nei comparti tessile ed automotive. Anche per quel che concerne gli appalti pubblici si sono raggiunti accordi che garantiscono elevati livelli di trasparenza paragonabili a quelli in vigore con paesi sviluppati.

Il trattato garantirà inoltre una più elevata protezione delle indicazioni geografiche in Vietnam, elemento essenziale per la tutela dei prodotti agricoli italiani ed europei.

Come ha tenuto a sottolineare il Ministro dello Sviluppo Calenda intervenuto in occasione del “Business Forum Italy-Vietnam” - recentemente organizzato presso la sede di Confindustria - la volontà dell’Italia di incrementare i rapporti con la Repubblica socialista è chiara: “La collaborazione fra i due Paesi è viva e forte ma può crescere ancora molto. Vogliamo lavorare sodo non solo per aumentare l’interscambio ma anche per favorire il trasferimento di know-how e conoscenze italiane in Vietnam. In questo senso sarà certamente fondamentale la nuova normativa sugli investimenti esteri, approvata nel 2015, che ha un impianto marcatamente liberale”.

Perché Vietnam?

I dati economici sono incoraggianti ed oggi si può dire che il Vietnam abbia definitivamente abbandonato lo status di Paese sottosviluppato diventando a tutti gli effetti un Paese in via di sviluppo che, nell’ultimo triennio (2013-2015), è cresciuto ad un ritmo superiore al 6% annuo e che si prevede crescerà in una forbice che va dal 6,5 al 7% anche nel biennio 2016-2017.

Il Paese asiatico, a partire dal lontano 1986, ha inaugurato una stagione di importanti riforme improntate al Doi Moi ovvero il principio liberale tanto che oggi il 95% dei vietnamiti ha fede nel capitalismo (la percentuale più alta del mondo!).

In generale si possono individuare una serie di punti forza del sistema Paese vietnamita, fra cui citiamo:

politica attrattiva in tema d’investimenti esteri;

• il diffondersi di un processo di semplificazione burocratica in quasi tutti i settori d’attività imprenditoriale;

vasta rete di accordi di libero scambio che offre un ampio ventaglio di liberalizzazioni tariffarie;

ambiziosi obiettivi di sviluppo in una molteplicità di comparti come infrastrutture, energia, meccanizzazione agricola, biomedicale e turismo;

espansione del ceto medio che si è dimostrato assai sensibile al richiamo delle produzioni straniere ed in particolare di quelle italiane;

• disponibilità di una manodopera giovane, a basso costo e qualificata.

Opportunità per il Made in Italy

L’export italiano in Vietnam nel 2015 si è fermato a quota 1,1 miliardi di euro ed è stato costituito per oltre il 60% da prodotti della meccanica strumentale a cui si sono affiancate produzioni nei comparti tessile-abbigliamento, chimico ed agroalimentare.

Detto ciò va ricordata la peculiarità del sistema imprenditoriale italiano che, nelle sue migliori espressioni, propone un modello di sviluppo sostenibile che mira a produrre ricchezza direttamente sul territorio nel quale viene realizzato l’investimento e per questa ragione è generalmente accolto con favore dalla popolazione/classe dirigente locale.

Non deve esser poi dimenticato che il Vietnam oggi è il primo partner commerciale dell’Italia nel Sud est asiatico configurandosi come destinazione di crescenti interessi di nostre imprese in diversi settori produttivi. Inoltre, oggi, i due Paesi possono esibire anche una positiva collaborazione a livello culturale, scientifico ed accademico.

In particolare per le imprese italiane si segnalano opportunità nei seguenti comparti: meccanica strumentale, agroindustria, infrastrutture, packaging e forme di energia alternativa.

Infine va segnalato che le opportunità sono anche “in entrata”: l’afflusso di turisti vietnamiti in Italia è infatti in forte aumento (+32% nel 2015) anche se ancora non esiste un volo diretto che colleghi i due Paesi ed è quindi inevitabile fare scalo a Parigi, Francoforte o Londra per raggiungere il Paese.

N.B. Elenco aggiornato degli approfondimenti della nostra rubrica “Focus Asean” disponibili cliccando qui e scorrendo fino alla fine dell’articolo

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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