Perù, un’economia complementare per il Belpaese

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30 Gennaio 2017
Categoria: Focus Paese
Paese:  Perù

Quando si pensa al Perù una delle prime associazioni che vengono istintive (almeno alle buone forchette) è quella relativa all’ottima cucina locale, diffusamente riconosciuta come la miglior destinazione culinaria del Sud America, mentre rimangono il più delle volte sullo sfondo le caratteristiche economiche del Paese.

Nell’arco dell’ultimo triennio Lima è cresciuta ad un ritmo medio superiore al 3% disegnando un trend di miglioramento interessante (2014: +2,4%; 2015: +3,3%; 2016: +3,7%).

Il Perù è considerato da molti esperti d’economia uno dei mercati emergenti dell’America Latina non solo perché vanta una crescita ininterrotta da 87 mesi (ultimo dato disponibile dicembre 2016) ma anche perché, secondo le stime del Fondo Monetario, il Paese continuerà a crescere ad una media del 4,8% fino al 2020.

Anche gli altri indicatori macroeconomici sono positivi con un PIL pro capite in aumento ($ 13.000), un tasso di disoccupazione che rimane inferiore al 6% e una bilancia commerciale che fa segnare un sostanziale equilibrio (nel 2016 export ed import si sono attestati infatti a circa $38 miliardi).

Va sottolineato che la crescita del Perù non rappresenta una novità dal momento che, nell’ultimo decennio, il Paese ha registrato un incremento del PIL superiore al 6% annuo.

Quest’epoca di prolungata espansione ha favorito lo sviluppo di una classe media ed ha aiutato circa 4 milioni di persone ad uscire dalla povertà.

La capitale del Paese, Lima, conta quasi 10 milioni di abitanti ed è una città in fermento, dinamica e ricca di opportunità specialmente per quel che riguarda il settore infrastrutturale, un comparto che offre ottime possibilità di investimento in particolar modo per le commesse pubbliche nei seguenti ambiti: infrastrutture viarie, trasporti e comunicazioni, strutture ospedaliere.

Nel 2016 sono infatti partiti una serie di grandi progetti fra cui citiamo quello relativo alla costruzione di una nuova linea di metropolitana a Lima (in cui è coinvolta l’italiana Salini Impregilo) e la costruzione di un’autostrada di 33 km con lo scopo di creare una via alternativa che permetta di ottimizzare la circolazione dalla zona nord e l’est di Lima con il resto della cittá.

I lavori relativi alla metropolitana sono molto importanti perché l’opera collegherà tredici quartieri della città, ridurrà di due ore e mezzo i tempi di viaggio per più di 1,2 milioni di pendolari e dimezzerà il traffico in modo ecosostenibile, contribuendo a ridurre l’inquinamento atmosferico di una delle megacities più trafficate al mondo.

Per quel concerne invece il settore energetico sono stati recentemente lanciati 23 nuovi progetti basati sulle rinnovabili e va inoltre segnalato che nel 2018 partiranno i lavori che prevedono l’ammodernamento dell’aeroporto internazionale Jorge Chàvez sito Lima.

Nella capitale si riscontra anche un ottimo stato di avanzamento di numerosi progetti che prevedono la costruzione di scuole, centri commerciali, hotel e nuovi edifici a fini residenziali.

Fra i principali centri commerciali - che offrono buone opportunità ai prodotti italiani, soprattutto manifatturieri, edili, agroalimentari, arredi e design - è bene citare in particolare il Mall del Sur, il Jockey Plaza ed il Megaplaza.

Opportunità per il Made in Italy

In primo luogo quando si parla di Perù in termini di business occorre ricordare che, in base al report Doing Business della Banca Mondiale, questo è il terzo Paese in America Latina dove è più facile fare affari.

Inoltre Lima ricopre un importante ruolo all’interno dell’Alleanza del Pacifico e presenta così agli investitori internazionali svariate opportunità sia in ambito commerciale sia in ambito finanziario.

Per quel che concerne i rapporti con il Belpaese essi rimangono molto buoni data la sostanziale complementarietà dei due sistemi produttivi: in effetti mentre l’Italia si distingue per essere fra i più importanti esportatori di macchinari e attrezzature nel mondo il Perù ha, dal canto suo, una assoluta necessità di incrementare e migliorare la propria dotazione di macchinari e più in generale di know-how tecnico.

Gli ultimi dati sull’interscambio Italia-Perù disponibili parlano di una cifra complessiva che si aggira intorno ai 1,1 miliardi euro, con un saldo commerciale positivo a favore dell’Italia per circa 100 milioni di euro.

Oltre ai macchinari, che ricoprono più del 40% del totale del nostro export nel Paese, si segnalano altri settori in cui il Made in Italy va forte in Perù fra cui mezzi di trasporto, apparecchi elettrici, prodotti chimici e prodotti in metallo.

N.B. Elenco aggiornato degli approfondimenti della nostra rubrica “Focus America Latina” disponibili cliccando qui e scorrendo fino alla fine dell’articolo

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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