Guyana, il Paese latinoamericano che parla inglese

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27 Marzo 2017
Categoria: Focus Paese
Paese:  Guyana

La Guyana è un piccolo Stato posto nella parte settentrionale dell’America del Sud che confina con Brasile, Suriname e Venezuela.

Esso è, con i suoi 735mila abitanti, il secondo Stato meno popoloso (dopo il Suriname) fra i 13 Paesi che fanno parte del Mercosur e dell’Alleanza del Pacifico.

La storia della Guyana è legata a stretto filo con il processo di colonizzazione iniziato fra il 1600 ed il 1700 dai conquistatori olandesi.

Successivamente però il Regno Unito, complice la debolezza fiamminga, approfittò per riunire in un’unica entità le tre colonie originarie (Essequibo, Berbice e Demerara).

Al nuovo Stato fu attribuito il nome di Guyana inglese per evidenziare la differenza con la Guyana olandese (odierno Suriname) e la Guyana francese.

Con il governo britannico venne instaurata un’economia di tipo agricolo basata sulla produzione di canna da zucchero e riso grazie al massiccio impiego di schiavi africani e lavoratori indiani.

Il Paese ha raggiunto l’indipendenza circa 50 anni fa, e più precisamente nel 1966, quando venne nominata Repubblica pur continuando a far parte del Commonwealth.

La massima carica del governo locale, Forbes Burnham, salì al potere con l’appoggio di Stati Uniti e Gran Bretagna ma non impiegò molto a mostrare il suo lato oscuro tramutandosi in un dittatore senza alcun rispetto per i principali diritti umani e strizzò l’occhio all’area comunista intensificando le relazioni con Cuba, Unione Sovietica, Corea del Nord e vari Paesi africani.

La sua esperienza politica ebbe fine, in seguito alla sua morte, quasi venti anni dopo il suo insediamento (1985) e da allora la Guyana ha intrapreso una faticosa ma decisa transizione verso una forma di governo democratica.

Il ventennio targato Burnham ha tuttavia lasciato una traccia profonda nell’economia del Paese, letteralmente devastata da politiche economiche irresponsabili che hanno prodotto un incremento del debito pubblico e del tasso di povertà.

Dopo l’epoca Burnham quindi le istituzioni della Guyana hanno deciso di dare un nuovo indirizzo alle politiche economiche del Paese liberalizzando l’economia e privatizzando parte delle imprese locali.

In questo modo il debito si è contratto (oggi è al 53,1% del PIL) e il Paese ha liberato energie utili per supportare la crescita economia che oggi oscilla fra il 3 ed il 4% annuo.

Nonostante tutto però la Guyana rimane uno dei Paesi più poveri dell’America Latina soprattutto perché non si è ancora completato un processo di trasformazione economica soddisfacente: l’economia locale rimane quindi ancora molto legata alla commercializzazione di una serie di materie prime/prodotti fra cui riso, zucchero, gamberetti, legname, oro e bauxite, che rappresentano ben oltre il 50% dell’intera ricchezza nazionale.

Da segnalare però che in tempi recenti si è assistito ad un aumento dei flussi turistici attratti dalla natura incontaminata del Paese.

La storia coloniale della Guyana la rende di fatto quasi un corpo estraneo rispetto agli altri Paesi dell’area dai quali si differenzia anche per lingua (inglese è quella ufficiale) e cultura.

Per questo la Guyana continua a mantenere fitte relazioni con il Regno Unito e più in generale con il Vecchio Continente, da cui riceve numerosi aiuti economici attraverso la Convenzione di Cotonou.

Rimangono invece più complicati i rapporti con gli Stati latinoamericani ed in particolare con il Venezuela con il quale è in corso una disputa territoriale: Caracas rivendica infatti la Guyana Essequiba, ovvero una porzione di territorio corrispondente a più della metà della superficie del Paese.

Recentemente il contenzioso si è esteso anche alle acque territoriali della porzione di territorio contesa, in quanto il Governo della Guyana ha concesso ad una compagnia petrolifera americana di condurre attività d’esplorazione alla ricerca di petrolio e gas naturale.

Infine si ricorda che la Guyana è membro di CELAC (Comunità di Stati latinoamericani e dei Caraibi), di UNASUR e di Petrocaribe, l’alleanza energetica guidata dal Venezuela, che ha però impedito alla Guyana di ricevere qualsiasi aiuto economico proprio a causa della disputa di confine sopramenzionata.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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