Madel, il detersivo Made in Italy che ha conquistato l'Europa dell'Est

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17 Maggio 2017
Categoria: Un'Italia da Export

Madel rappresenta da 40 anni una delle realtà produttive italiane più interessanti sul mercato della detergenza domestica e della cura del corpo che, dopo esser riuscita ad espandersi nei mercati dell’Europa orientale, punta a Cina, Iran ed alcuni mercati africani. Nell’intervista con Patrizio Gregori, Marketing Manager della società, si è parlato anche dei piani di sviluppo aziendali che dovrebbero portare Madel in Africa ed in Asia.

Quali sono gli elementi e le condizioni che hanno decretato il successo della vostra azienda?

La nostra azienda si caratterizza con un posizionamento chiaramente differenziante rispetto ai concorrenti. Attraverso i marchi Winni’s, Deox, Pulirapid e Smacchiotutto, offre ai consumatori benefici unici e questo è stato determinante per avere un andamento superiore al mercato, con una crescita, al netto della decontribuzione, che sfiora la doppia cifra ed è costante da diversi anni. E’ stato fondamentale puntare sempre sulla qualità, unicità ed innovazione, sempre supportate da un reparto produzione e stoccaggio altamente efficienti ed automatizzati, nonché oggi autosufficienti dal punto di vista energetico, grazie all’impianto fotovoltaico e al nuovissimo co-generatore a metano.

In questi anni di crisi, quanto la ricerca del successo sui mercati internazionali è stata una scelta e quanto una necessità?

Madel oggi continua a crescere moltissimo sul mercato italiano, quindi in realtà non ha visto il mercato internazionale come una necessità, ma semplicemente come un’opportunità di esportare la propria unicità, qualità ed innovazione all’estero. L’obiettivo che ci siamo prefissati in 3 anni, è quello di portare il peso del fatturato estero, sul totale fatturato aziendale, almeno al 15% rendendo i nostri marchi Winni’s, Deox, Pulirapid e Smacchiotutto sempre più globali.

Quale metodologia di ingresso ha adottato per fare business all’estero, in quali mercati siete e con quali volumi?

La metodologia di ingresso non è stata uniforme sui vari Paesi. Principalmente ci siamo orientati verso l’export attraverso distributori che noi preferiamo chiamare partner commerciali. Preferiamo ricercare realtà che siano radicate sui territori nei quali operiamo e che conoscano molto bene i canali di distribuzione, i mercati e i consumatori locali. Quello che funziona in un paese non sempre funziona in altri. Quindi è fondamentale ricercare il partner che abbia un buon polso sul mercato e che di fatto sia la “longa manus” di Madel sul territorio, comprendendone le strategie e rendendole praticabili e adattabili sui loro mercati. In alcuni paesi, dove operiamo ormai da anni, quali Repubblica Ceca e Slovacca, di fatto esiste una realtà speculare a Madel sul territorio dotata di magazzini, mezzi di trasporto e rete vendita dedicate. I Paesi con i quali stiamo principalmente lavorando ad oggi sono quelli dell’Europa Orientale quali Repubblica Ceca e Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Polonia, Moldavia, ma anche Albania e Macedonia. Di recente siamo entrati in Cina (dove abbiamo un piano molto ambizioso), Russia, Tunisia ed Emirati Arabi.

Quali sono le caratteristiche del mercato cinese della detergenza nel quale vi siete proposti?

Il mercato cinese della detergenza è ahimè già molto competitivo. Ci sono tutte le principali multinazionali del settore che cercano di coprire un posizionamento premium qualitativo e delle realtà locali molto aggressive sul prezzo. Noi abbiamo come sempre cercato di puntare sulle nostre unicità entrando per primi nel segmento ecologico con il nostro marchio Winni’s che ad oggi, fortunatamente, non trova rivali in termini di qualità, sostenibilità e rispetto della pelle, elementi che sono ben percepiti e ricercati anche in Cina.

Nel vostro percorso di espansione all’estero siete stati supportati da strutture pubbliche e/o da società di consulenza private?

Nel nostro caso ci siamo sempre affidati a distributori privati ricercati da noi senza l’aiuto di strutture pubbliche o società di consulenza private. Abbiamo ricercato i distributori principali in segmenti non concorrenti, quali food e beverage e abbiamo stipulato accordi direttamente con le realtà interessate.

Quali sono i vostri piani futuri di sviluppo? Avete già in mente nuovi mercati da conquistare?

Il mercato cinese è senz’altro il nostro focus per i prossimi anni, richiede un piano di supporto ed investimenti molto importanti. Riteniamo sia meglio focalizzare le risorse su quei mercati che riteniamo più potenziali e dedicare tutte le risorse necessarie per supportare l’ingresso piuttosto che aprire più fronti contemporaneamente. Per il futuro personalmente guardo con interesse il mercato africano e in particolar modo alcuni Paesi in forte crescita quali Tanzania, Costa d’Avorio, Senegal, Kenya, Mozambico. Anche l’Iran, con la riapertura del mercato a seguito della fine delle sanzioni, potrebbe rivelarsi un’opportunità.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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