Svizzera, il Paese che compra più Made in Italy (pro capite) al mondo

Svizzera, il Paese che compra più Made in Italy (pro capite) al mondo
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19 Maggio 2017
Categoria: Exportiamo Incontra
Paese:  Svizzera

Quando si seleziona un mercato per espandere il proprio business vengono presi in considerazione una serie di elementi e fra questi spiccano il livello medio del potere d’acquisto dei consumatori locali e la vicinanza geografica. A possedere questi due importanti requisiti (e non solo) è la Svizzera, una delle economie più ricche e stabili a livello europeo. Ne abbiamo parlato in una lunga ed illuminante intervista con Giancarlo Kessler, Ambasciatore Svizzero in Italia.

La Svizzera è uno degli Stati più solidi del Vecchio Continente: quali sono le prospettive economiche del Paese nel medio-lungo termine?

La Svizzera non è stata immune dalle ripercussioni della crisi del 2008 ma è vero che, in un mare d’incertezze, è apparsa e appare come un’isola di stabilità. Le finanze federali sono sane: nel 2016 i conti della Confederazione hanno chiuso con un’eccedenza di circa 800 milioni di franchi. Il debito pubblico della Confederazione è stato ridotto di 5 miliardi a 98,8 miliardi di franchi, un po’ meno del 20% del PIL. Nel 2016 il tasso di crescita reale del PIL si è attestato all’1,3 %. Nel 2015 la crescita annua era stata invece più debole (+0,8%).

L’andamento del PIL riflette, dunque, una moderata ripresa dopo il rallentamento congiunturale dovuto allo choc del franco forte agli inizi del 2015. Le prospettive per la congiuntura svizzera rimangono positive per il 2017. Il gruppo di esperti della Confederazione si aspetta un’accelerazione della crescita del PIL svizzero a +1,6 % nel 2017 e a +1,9 % nel 2018, sostenuta soprattutto dalla domanda interna.

La ripresa dell’economia dovrebbe giovare anche al mercato del lavoro: secondo il gruppo di esperti il tasso di disoccupazione calerà ulteriormente, attestandosi a poco più del 3% nei prossimi due anni. Le incertezze politiche continuano a costituire il maggior rischio che incombe sugli sviluppi internazionali dell’economia. Per quanto riguarda l’economia svizzera, sono convinto che i fattori abilitanti come ottime infrastrutture, qualità della mano d’opera, investimenti in scienza ed educazione, flessibilità del mercato del lavoro ed il livello di tassi competitivo, continueranno a rappresentare importanti vantaggi comparativi per il nostro paese.

Qual è la percezione dell’Italia e del Made in Italy in Svizzera e a che livello si attesta oggi l’interscambio commerciale fra i due Paesi?

L’Italia è sicuramente percepita come un partner di grande importanza. Sono tantissimi i legami, non solo economici, che ci uniscono, com’è naturale che sia tra Paesi vicini ed amici. Importante è il legame umano e culturale e a tal proposito ricordo che la Svizzera è l’unico paese al mondo fuori dalla Penisola dove l’italiano è una lingua nazionale. Inoltre la terza più grande comunità italiana nel mondo vive in Svizzera.

Quanto sia apprezzato il Made in Italy in Svizzera lo si capisce dal fatto che gli svizzeri, pro capite, sono i maggiori acquirenti al mondo di prodotti italiani. Gli svizzeri associano al Made in Italy valori come bellezza, lusso, benessere e passione. Quanto alla qualità dei prodotti, al di là dell’innegabile fierezza per la qualità del Made in Switzerland, anche le merci italiane godono di un’eccellente nomea.

L’Italia è il terzo partner commerciale della Svizzera (dopo Germania e USA, prima della Francia). L’interscambio commerciale annuo si situa intorno ai 30 miliardi di euro. Negli ultimi anni vi era stata una flessione degli scambi, dovuta tra l’altro all’evoluzione del cambio valutario tra franco ed euro che non ha favorito le esportazioni elvetiche. Tuttavia i dati per il 2016 mostrano un’incoraggiante ripresa dell’interscambio totale (+1,7%). L’anno scorso l’Italia ha realizzato più di 3,7 miliardi di euro di surplus commerciale nei suoi scambi con la Svizzera.

Qual è il consumatore tipo locale e da quali categorie merceologiche del Made in Italy è maggiormente attratto?

Si può dire che i consumatori elvetici sono esigenti, soprattutto per quel che riguarda la qualità. S’informano dettagliatamente prima di procedere ad un acquisto e sono in generale reticenti a cambiare fornitori una volta fidelizzati. Non si abbandonano ciecamente alle novità tra i prodotti di consumo e assumono spesso un atteggiamento di prudenza verso ciò che viene loro proposto. Utilizzano sempre più le piattaforme di shopping online, anche quelle estere, soprattutto per beni di consumo. Il consumatore svizzero ha un potere d’acquisto molto elevato e una volta acquisita la sua fiducia, non bada a spese.

Dell’Italia ovviamente sono apprezzati il settore enogastronomico con i suoi prodotti tipici e regionali, i prodotti di design (mobilio in particolare), del lusso e della moda. Nel corso dell’ultimo decennio il “gusto italiano” ha progressivamente conquistato numerosi settori dei beni di consumo. Tuttavia, guardando alle cifre del commercio bilaterale, sono sempre i beni industriali come macchinari, elettronica e prodotti farmaceutici e chimici a fare la parte del leone tra le esportazioni dall’Italia verso la Svizzera. Hanno un andamento positivo in particolare le importazioni dall’Italia nell’elettromeccanica (subfornitura, componentistica, macchine utensili ed elettronica). Nonostante la forza industriale svizzera in questo campo, anche i prodotti farmaceutici e chimici italiani (se complementari rispetto a quelli svizzeri) riscontrano un successo crescente in Svizzera.

Perché un imprenditore italiano dovrebbe scegliere la Svizzera per fare business?

Investire in Svizzera è sicuramente una scelta azzeccata per la crescita aziendale. Sono moltissime le opportunità che la piattaforma dell’economia elvetica presenta alle aziende italiane, a partire dall’internazionalizzazione verso un mercato ad elevato potere d’acquisto e particolarmente “ghiotto” di Made in Italy. Inoltre la Svizzera offre importanti vantaggi, ad esempio tramite gli accordi di libero scambio stretti con Paesi come la Cina (con la quale la Svizzera è il primo Paese dell’Europa continentale ad avere siglato un accordo simile), il Giappone oppure il Canada.

Va poi detto che la Svizzera offre un contesto unico alle aziende, grazie a cluster industriali all’avanguardia, un mercato del lavoro flessibile, un’amministrazione snella e un solido sistema finanziario, fortemente globalizzato. Se per il successo aziendale sono necessari i tre fattori innovazione, nuovi mercati e alto livello di efficienza, allora la Svizzera dispone di tutti gli elementi che rendono possibile un investimento proficuo e di lunga durata.

Quali sono i settori economici emergenti nei quali consiglierebbe di effettuare investimenti alle imprese italiane?

Sono particolarmente interessanti i settori altamente innovativi. In Svizzera si trovano cluster settoriali, come life science, cleantech ed automazione industriale, che sono diventati eccellenze con una rilevanza internazionale. Inoltre la Svizzera è la piattaforma ideale per tutti gli investimenti legati alla digitalizzazione, tra cui fintech, industria 4.0 ed e-commerce. Il marchio «Swissness» conferisce solidità e affidabilità anche in questi settori innovativi.

Ci sono delle particolari regole della cosiddetta “Business Etiquette” che è importante tener presenti se si ha a che fare con soggetti locali?

Innanzitutto bisogna tener presente che non esiste una sola Svizzera dal punto di vista degli usi e costumi: il nostro è un Paese plurilingue e anche il modo di fare business è leggermente diverso a seconda dell’area linguistica (tedesca, francese o italiana). Ci sono però dei tratti comuni da tenere in considerazione. Ad esempio il fatto che gli operatori economici svizzeri sono molto pragmatici, badando più ai risultati concreti che ai discorsi astratti, e che assumono al contempo un atteggiamento di modestia e moderazione. Infine, la precisione e la puntualità svizzere non sono solo degli stereotipi: effettivamente, essere in ritardo a un appuntamento non è affatto ben visto…

Fonte: a cura di Exportiamo, di Marco Sabatini, redazione@exportiamo.it

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