Expatriamo USA: lavorare e fare business negli Stati Uniti (parte 2)

Expatriamo USA: lavorare e fare business negli Stati Uniti (parte 2)
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21 Giugno 2017
Categoria: Expatriamo
Paese:  USA

Come ottenere un visto per lavorare o fare affari negli Usa? Expatriamo cercherà di rispondere a questa domanda analizzando le possibilità concrete per diverse categorie lavorative. In questo secondo approfondimento sugli Stati Uniti (clicca qui per leggere la prima parte) analizzeremo i visti non-migranti, una tipologia di visti che interessa a chi desidera recarsi negli Usa per periodi prolungati ma non necessariamente permanenti.

Ci siamo concentrati sulle categorie di visto maggiormente richieste da chi vuol far business negli USA. Negli States esistono infatti diverse tipologie (più o meno articolate) di visti non-migranti che coprono un ventaglio molto ampio di casistiche e che si riferiscono a diversi soggetti (imprenditori, lavoratori qualificati, braccianti, ecc.).

Partiamo con una delle classificazioni di visti non migranti assai utilizzata e piuttosto articolata: la categoria di visto H.

Visto H

Questa categoria di visti è richiedibile solamente sulla base di una specifica offerta di assunzione da parte di un datore di lavoro statunitense. L’impiego dev’essere approvato in anticipo dall’USCIS in base a una petizione (modello I-129), stilata dal datore americano.

Esistono ben sei sotto-categorie di visto H, destinati a diverse categorie di individui:

• Categoria H-1B lavoratori destinati ad impieghi specializzati;

• Categoria H-1C infermieri registrati;

• Categoria H-2A lavoratori agricoli stagionali;

• Categoria H-2B lavoratori che ricoprono impieghi che non possono essere occupati da cittadini americani o residenti;

• Categoria H-3 tirocinanti;

• Categoria H-4 familiari stretti di titolari di visti H-1, H-2 e H-3.

Normalmente il datore di lavoro dovrebbe avvalersi di un avvocato esperto in immigrazione per fare domanda per l’ottenimento di un visto H, poiché la procedura è complessa e in costante cambiamento o adeguamento.

Visto H-1B

I visti di categoria H-1B sono riservati a lavoratori altamente specializzati e professionisti come ad esempio: legali, contabili, dottori in medicina, infermieri, insegnanti e scienziati.

La legge prevede che, per rientrare in questa categoria, si debba essere in possesso di un diploma specialistico o dimostrare di aver maturato un’esperienza equivalente. Le domande sostenute da lavoratori non in possesso di diploma specialistico sono soggette ad un controllo maggiore e sono molto difficili da ottenere. Inoltre la posizione per cui si fa domanda deve richiedere esplicitamente un diploma universitario. Non è infatti ammesso, per un datore di lavoro, richiedere l’assunzione di una risorsa qualificata per occupare una posizione non qualificante o accessibile ad un non-laureato.

La maggior parte delle professioni negli USA sono accreditate e controllate dai singoli stati. Ciò significa che esistono effettivamente 50 differenti procedure di valutazione, una per ogni stato americano, per ogni professione contemplata.

Una metodologia consigliata affinché venga rilasciato il visto H-1B è soddisfare i requisiti necessari per affrontare l’esame statale di licenza, in modo da convalidare il proprio titolo di studi nello stato dove si ha intenzione di migrare. Si ricorda che il datore di lavoro deve sempre compilare un attestato finalizzato ad esplicitare le condizioni lavorative (LCA) presso il Dipartimento del Lavoro prima di poter proporre l’eventuale risorsa per un visto H-1B. All’interno di questa attestazione deve essere comunicato lo stipendio destinato alla risorsa che si intende assumere, deve essere inserito il modello 129W e va pagata una tassa pari a $1,000.

I visti di categoria H-1B prevedono una durata della permanenza di massimo tre anni, anche se ai cittadini di alcuni Paesi vengono rilasciati visti per periodi più brevi, da un mese a due anni. Possono essere concesse proroghe per periodi superiori a tre anni fino ad arrivare ad un periodo complessivo massimo di sei anni. Il titolare di visto H-1B ha comunque la possibilità di cambiare il proprio “adjust status” in residente permanente nel corso del periodo di durata del visto.

Visto H-1C

I visti di categoria H-1C sono stati introdotti nel settembre 2000 esclusivamente per gli infermieri arrivati negli Stati Uniti per via della “carenza di aree professionali sanitarie” certificata dal dipartimento della Salute e dei Servizi umani (DHHS) in quegli anni. Fino al 2003 sono stati resi disponibili solamente 500 visti l’anno ed i requisiti richiesti erano piuttosto stringenti. Inoltre soltanto una manciata di ospedali risultano qualificati ad assumere infermieri tramite questo programma. La permanenza prevista per questo tipo di visto è di tre anni e non sono previste né ammesse proroghe.

Visto H-2A

I visti H-2A riguardano i lavoratori temporanei o agricoli stagionali che desiderano recarsi negli Usa esclusivamente nel periodo del raccolto o per fare esperienze di breve termine in fattorie o “ranch”. La durata della permanenza è rigorosamente stagionale.

Visto H-2B

I visti di categoria H-2B sono stati pensati appositamente dal Ministero della Salute e dal Ministero del Lavoro statunitensi per portare nel Paese risorse idonee a ricoprire posizioni per le quali è stata riconosciuta una temporanea carenza di manodopera americana. Gli impieghi offerti ai richiedenti di visti H-2B sono esclusivamente temporanei. I visti di categoria H-2B vengono rilasciati inizialmente per un periodo di un anno e possono essere prorogati di anno in anno per un periodo massimo di tre anni. Molto importante sottolineare che dopo aver trascorso tre anni negli USA con un visto H-2B, è necessario attendere almeno 12 mesi prima di poterne richiederne un altro.

Visto H-3

I visti di categoria H-3 sono destinati ai tirocinanti che desiderano recarsi negli USA per svolgere un periodo di formazione, per sviluppare un’esperienza lavorativa o per maturare esperienza al fine di acquisire conoscenze e poi rispenderle nel proprio Paese d’origine.

Il datore di lavoro americano deve fornire l’USCIS contenente una relazione che descriva il tipo di tirocinio offerto e la posizione per la quale si sta svolgendo il tirocinio; inoltre egli è tenuto a spiegare all’interno della relazione perché il tirocinio non può essere ottenuto nel Paese d’origine del tirocinante. Il tirocinio non può essere usato per offrire un impiego produttivo. Un visto H-3 è rilasciato per un massimo di 18 mesi ed è molto complicato ottenere proroghe.

Visto H-4

I visti di categoria H-4 sono rilasciati al coniuge o ai figli non sposati di età inferiore ai 21 anni, dei cittadini titolari di visti H-1B, H-1C, H-2 e H-3. Va sottolineato che ai possessori di visto H-4 non è permesso lavorare.

Visto E-2

Il visto E2 è concepito per cittadini di Paesi con cui gli Stati Uniti hanno sottoscritto un trattato internazionale per il commercio e che vogliono trasferirsi negli Stati Uniti per dirigere delle operazioni di investimento in una società americana (nuova società da doversi costituire o acquisto di una società esistente). Il richiedente deve aver effettuato o deve essere in procinto di effettuare un investimento sostanziale.

La legge americana parla di investimento sostanziale ma non specifica una cifra minima; pertanto, le valutazioni delle richieste per i visti di questa specifica categoria sono molto legati alle circostanze. La valutazione positiva della domanda è relativamente legata alla validità del business plan presentato.

L’Ambasciata USA di Roma, che gestisce le richieste di visto E-2 in Italia preferisce ricevere documenti che provino la consistenza dell’investimento sostenuto. Al momento dell’intervista consolare l’investimento deve essere stato già effettuato e l’azienda deve essere pronta per operare. Un visto E-2 può essere concesso anche un investimento relativamente basso se si è in grado di dimostrare che l’attività commerciale è valida e non genererà solamente redditi minimi.

Il volume d’affari generato dall’azienda in cui si vuole investire, può essere definito “marginale” se genera profitti che possono solo garantire il sostentamento dell’investitore e della sua famiglia. Il visto E2 è di categoria “non-immigrante”. Di solito, è concesso per un periodo iniziale di 5 anni (2 anni per i cambi ed estensioni di status negli Stati Uniti). Non ci sono limiti al numero di rinnovi che il possessore di un visto E-2 può ottenere, sempre che la società sia attiva e generi profitti “non marginali”.

Si sottolinea infine, che il visto E2, al contrario di altre categorie di visto (H-1B, L-1, O-1) non crea un percorso per ottenere la cittadinanza a stelle e strisce a meno che l’azienda nella quale si è investito non riesca ad espandersi fino a raggiungere i requisiti per il visto EB-5 (Green Card) da investimenti o che l’investitore non sia il beneficiario di una domanda per ricongiungimento familiare.

Visto B-1

I visti di categoria B-1 sono destinati a coloro che desiderano recarsi negli Stati Uniti per un periodo limitato e per motivi d’affari. Per affari viene inteso genericamente la partecipazione a:

• incontri;

• seminari;

• conferenze in ambito scientifico, educativo o professionale;

• consultazioni;

• negoziazioni di contratti.

Con tale visto non è consentito l’impiego e non si possono percepire guadagni per prestazioni professionali da compagnie/entità americane. Questo visto consente una permanenza negli Stati Uniti di durata maggiore rispetto a quella prevista per il visto di tipo turistico. Per ottenere il visto B1 è consigliabile preparare un mini business plan contenente il dettaglio dell’attività che si intende svolgere negli Stati Uniti.

Il visto B1 Business consente una permanenza continuativa negli Stati Uniti per periodi non superiori ai sei mesi e viene rilasciato per una durata complessiva che varia da uno a dieci anni.

Il percorso per fare domanda per visto di categoria B-1 è visionabile cliccando qui.

Adesso mettiamo da parte la nostra digressione riguardante i visti necessari per lavorare o condurre operazioni di business negli Stati Uniti e apriamo una breve parentesi riguardante una categoria che copre un ventaglio di necessità diverse: la categoria di visti J.

Visto J

I visti di categoria J sono pensati per i partecipanti a programmi di scambio culturale promossi dal Dipartimento di Stato americano. Tali programmi sono finalizzati alla promozione di interscambi fra persone con conoscenze e particolari capacità nel campo dell’istruzione, delle arti e delle scienze.

In questo programma sono inclusi:

• studenti per tutti i livelli d’istruzione;

• tirocinanti assunti da ditte, istituzioni o agenzie, che vengono finanziati per corsi di addestramento;

• insegnanti di scuola primaria, secondaria e di specializzazione;

• professori che desiderano insegnare o frequentare corsi superiori di specializzazione;

• studiosi nel campo della ricerca;

• coloro che desiderano seguire corsi professionali nel campo medico e paramedico;

• visitatori internazionali che viaggiano con l’intento di osservare, consultare, ricercare, imparare, partecipare o dare dimostrazioni di conoscenze e di abilità specialistiche o di seguire programmi organizzati per scambi individuali.

Per poter esporre domanda di visto J è necessario richiedere l’iscrizione ed essere accettati da una scuola riconosciuta dal SEVP (Student and Exchange Visitor Program).

Nel momento in cui lo studente viene accettato dalla scuola americana, viene iscritto nel sistema SEVIS (Student and Exchange Visitor Information System) e sarà tenuto a versare una tassa, almeno tre giorni prima della data prevista per il colloquio consolare.

Ciascun membro della famiglia deve ricevere il proprio DS-2019 e seguire le procedure di richiesta visto, senza tuttavia dover pagare la tassa SEVIS. A coloro che sono in possesso di un visto J è consentito entrare negli Stati Uniti un massimo di 30 giorni prima della data d’inizio del programma di studio/scambio culturale.

La durata massima della permanenza nel Paese è correlata alla durata del programma di scambio.

Il percorso della pratica di visto J è esplicitato presso il sito dell’Ambasciata Americana.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Riccardo Ciabattoni, redazione@exportiamo.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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