Exportiamo intervista Alberto Ribolla, Presidente di Confindustria Lombardia

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01 Agosto 2017
Categoria: Exportiamo Incontra

“C’è un Made in Italy che pur non avendo lo stesso appeal dei brand di alta moda raggiunge risultati altrettanto importanti in termini di export”. Queste le dichiarazioni rilasciate a Exportiamo.it di Alberto Ribolla, Presidente di Confindustria Lombardia, in riferimento a settori come la meccanica, la farmaceutica e la chimica fine, che compongono la spina dorsale dell’economia lombarda e che, sebbene “non abbiano la visibilità del brand Made in Italy” comunemente collegato a moda, arredo o cibo, “sono molto apprezzati sul mercato estero”.

“La rivoluzione digitale non potrà che potenziare ulteriormente questa eccellenza italiana”, ha aggiunto Ribolla, intervenuto giovedì 27 luglio alla presentazione a Milano, presso la la sede di Unioncamere Lombardia, dei dati congiunturali dell’industria manifatturiera lombarda nel secondo trimestre 2017.

Oggi in Italia lo “Smart Manufacturing” vale 1,2 miliardi di euro, quasi il 10 per cento del totale degli investimenti complessivi dell’industria nel 2015. Secondo un’indagine legata alla crescita dell’Industria 4.0 svolta da Loup Ventures, il mercato dei robot industriali triplicherà nel prossimo decennio e questo tipo di automazione industriale rappresenterà il 34 per cento del settore manifatturiero a livello mondiale.

In questo comparto innovativo l’Italia ha un buon posizionamento: stando al nuovo Rapporto “I.T.A.L.I.A. 2017 – Geografie del nuovo Made in Italy”, condotto da Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison, il nostro Paese è oggi il sesto produttore al mondo di robot industriali dietro a Cina, Corea del Sud, Giappone, Usa e Germania.

Presidente Ribolla, il settore manifatturiero è tornato a essere di primario interesse dopo la crisi del 2008 e oggi è coinvolto nella rivoluzione dettata dall’Industria 4.0. Qual è il primo passo per una Pmi per “digitalizzarsi”?

L’Industria 4.0 ha portato a uno sconvolgimento della logistica aziendale così come concepita negli anni Novanta e le nuove tecnologie impongono alle imprese italiane di stare al passo con le innovazioni per restare competitive sullo scenario globale. Come associazione industriale abbiamo avviato, il mese scorso, il Digital Innovation Hub (DIH) lombardo, il cui neo-presidente è l’imprenditore Gianluigi Viscardi. Il nuovo polo regionale è un modello inclusivo, a disposizione anche delle realtà extra confindustriali, che rafforzerà il livello di conoscenza e consapevolezza delle imprese sulle opportunità offerte dalla cosiddetta ‘quarta rivoluzione industriale’, anche nell’ambito del Piano Nazionale Industria 4.0 e della strategia europea per la digitalizzazione industriale. Il DIH intende aiutare le imprese a individuare una strategia volta a focalizzare i propri investimenti per colmare eventuali gap tecnologici o effettuare scelte innovative, fornendo anche i mezzi finanziari, così come previsti dal Piano.

Big data, Internet della cose, intelligenza artificiale, … le innovazioni corrono ad alta velocità, come regiscono gli impreditori?

Devono obbligatoriamente restare aggiornati e competitivi. Il supporto offerto dal nostro Digital Hub risiede anche nella formazione, in quanto è evidente che per un imprenditore non è sufficiente possedere una tecnologia, deve saperla usare. La nascita del Digital Innovation Hub Lombardia sul modello europeo è l’ennesimo passo in avanti per la competitività del nostro settore manifatturiero e per l’intero sistema economico regionale, sempre più guida nazionale nel campo dell’innovazione.

Ci indica un settore nel quale, a suo avviso, l’Italia può potenziare il proprio export?

Possiamo migliorarci nel campo dei servizi, ad esempio, nel comparto della sanità, che, nel caso della Lombardia è un’eccellenza.

Lo scorso giugno si è tenuto a Cernobbio il “Manufacturing Summit”, evento di lancio del World Manufacturing Forum (WMF), previsto per ottobre in Messico, ma che dal 2018 diverrà un appuntamento fisso in Lombardia. Che cosa ci dice?

Organizzare un evento di portata internazionale in Lombardia dal 2018 è un punto di arrivo e di partenza. Il WMF è anche il risultato di un percorso avviato dal Piano #Lombardia2030 di Confindustria Lombardia, che ha individuato nell’Industria 4.0 un salto rivoluzionario per la nostra economia. Dobbiamo continuare a lavorare per dettare l’agenda dell’innovazione nel settore manifatturiero e avere questo appuntamento annuale fisso in Lombardia è una conquista, non solo per il prestigio ma per la ricaduta sul territorio regionale e nazionale in termini di know-how ed investimenti.

SCHEDA - CHE COS’E’ L’INDUSTRIA 4.0

Per Industria 4.0 si intende un nuovo processo industriale in atto – chiamato anche “quarta rivoluzione industriale” o “rivoluzione digitale” - che porterà a una produzione del tutto automatizzata e interconnessa. Al centro del cambiamento epocale per l’industria globale, spicca il fenomeno del “Digital Manufacturing”, collegato all’offerta di tecnologie digitali - Stampa 3D, Internet delle cose, robotica, intelligenza artificiale, interazioni machine-to-machine e nuove tecnologie per razionalizzare l’energia - che impatteranno fortemente sulla produzione aziendale nei prossimi anni, con risparmi elevati sui costi e ottimizzazioni delle performance delle macchine.

Robot sempre più intelligenti saranno usati per costruire altri robot e all’interno delle fabbriche opereranno in maniera autonoma, interconnessa e con performance innovative. I robot industriali rappresentano oggi il 3 per cento di tutta l’automazione disponibile e saranno usati soprattutto per costruire altri robot. Un mercato che alla fine del 2017 raggiungerà i 14 miliardi di dollari (+13 per cento sul 2016).

Con le stampanti 3D le aziende non avranno più bisogno di ordinare gran parte dei componenti utili alla produzione, che saranno creati in ambito aziendale tramite le tecnologie digitali. Ad esempio in Germania l’azienda Bosch, multinazionale tedesca della componentistica, progetta di autoprodurre il 40 per cento dei propri componenti entro dieci anni attraverso stampanti tridimensionali. Prototipi di stampanti 3D finalizzati alla creazione di componenti di prodotti Bosch sarebbero già in produzione. Secondo le previsioni, il risparmio per la multinazionale ammonterebbe a circa il 60 per cento del costo di produzione attuale.

Fonte: a cura di Exportiamo, Francesca Morandi, redazione@exportiamo.it

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